Clamoroso a Trinitapoli: commissariata la segreteria di Forza Italia dopo il successo alle regionali. Musciolà: “È demodittatura, non mi piego”

TRINITAPOLI - Si accende lo scontro interno a Forza Italia nella BAT. Il segretario cittadino di Trinitapoli, Vito Musciolà, interviene con una nota durissima dopo la comunicazione del segretario provinciale Marcello Lanotte che annuncia il commissariamento immediato della segreteria locale. Una decisione definita da Musciolà «antidemocratica» e frutto di «una gestione del partito calata dall’alto», che metterebbe a rischio - sostiene il segretario cittadino - «un diritto sacrosanto: la democrazia interna».

Musciolà ricostruisce il percorso politico che lo ha portato alla guida della segreteria cittadina. Ricorda l’elezione del 21 marzo 2025, avvenuta «all’unanimità davanti a oltre 150 persone» in un congresso pubblico e partecipato. Dopo sette anni di assenza del partito dalla scena cittadina, sostiene di aver contribuito alla sua rinascita: nel corso dell’ultimo anno Forza Italia è tornata «primo partito della città» con 732 voti (leggi dati), mentre a livello provinciale ha sostenuto il consigliere regionale Giuseppe Tupputi, risultato primo dei non eletti con 5.800 preferenze.

A Trinitapoli, aggiunge Musciolà, «oggi il movimento conta oltre 500 nuovi tesserati», numeri che - secondo la sua lettura - avrebbero generato «più di qualche malcontento».

Il segretario cittadino punta il dito contro Lanotte, accusandolo di «assenza totale» dalla vita del partito locale: «Mai una PEC di risposta, mai una telefonata, mai una presenza agli eventi, neppure all’inaugurazione della sede», afferma Musciolà. Da qui l’accusa di voler sciogliere «una realtà che funziona e porta risultati», motivando il commissariamento con presunte violazioni dello Statuto che Musciolà definisce «inesistenti».

Il segretario di Forza Italia Trinitapoli contesta inoltre il quadro normativo nazionale che esclude i comuni sotto i 35.000 abitanti dalla partecipazione alle riunioni provinciali, definendo la disposizione «anacronistica» per un territorio come la BAT, composto da soli dieci comuni: «Io rappresento una città, una comunità, un’intera struttura politica - sottolinea Musciolà - e non accetto di essere trattato come un segretario di serie B».

Da qui l’appello diretto ai vertici nazionali e regionali del partito affinché intervengano «non per difendere la mia persona, ma per difendere la democrazia interna, la credibilità delle regole e il rispetto dovuto agli iscritti». Musciolà rivendica di aver operato «nel pieno rispetto del regolamento voluto dal Presidente Berlusconi» e di aver «ricostruito una comunità politica dove non c’era più nulla».

L’intervento si chiude con una presa di posizione netta: «Io non mi fermo e non mi piego - conclude Musciolà -. Non permetterò a nessuno di spegnere la voce di un’intera comunità politica».

GIUSEPPE DALOISO