LA PAROLA AGLI EX - Lucrezia Filannino istituirebbe per le scolaresche “Il giorno della mia città”

TRINITAPOLI - Lucrezia Filannino è nata nel 1973. Laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti, con tesi di laurea in Diritto Penale sulla “Imputabilità nella teoria del reato”, esercita la professione di avvocato a Trinitapoli da oltre vent’anni. Specializzata in Diritto Sanitario, con perfezionamento in tale materia presso l’Università degli Studi di Bari, ha conseguito un Master in “Responsabilità del medico e della struttura sanitaria”, ed ha completato la sua formazione professionale estendendo il suo interesse anche al mondo imprenditoriale con un Master in “Finanziamenti Agevolati alle Imprese”. Ha pubblicato approfondimenti nella materia della colpa medica su riviste giuridiche anche di tiratura nazionale. È stata assessora al Bilancio nella amministrazione guidata dall’avvocato Francesco di Feo (2011/2016). Viaggiare è il suo hobby preferito, adora il mare e non tralascia l’attività sportiva.

Le donne non hanno mai avuto la vita facile in politica, pur essendo abbastanza naturale passare dall’amministrazione della propria casa a quella della “casa pubblica”. Hai trovato intralci in questo percorso?

«In verità non mi sono mai posta il problema nella mia esperienza politica di amministratrice nella P.A., in quanto ho sempre considerato tale ruolo come una missione di altissimo livello, delegata dai miei elettori a svolgerla nell’interesse della Collettività. Nel mio lavoro ricevere il mandato dal cliente mi provoca ogni volta emozione, perché quella singola persona ripone in me, quale professionista, la sua fiducia, con l’aspettativa che io faccia il meglio per far valere i suoi diritti; ebbene, sono entrata nella vita politica con lo stesso spirito che anima la mia vita professionale, pertanto ho fatto sì che i numerosi ‘intralci’, che ho incontrato lungo il mio percorso di amministratrice, mi scivolassero addosso, lasciandoli scorrere verso chi li aveva posti. Mi sono impegnata, invece, con serietà e dedizione, ad approfondire e studiare in particolare la materia che mi era stata affidata, quale assessore al bilancio, al fine di portare fuori dal pre-dissesto il Comune di Trinitapoli. In verità ci sono riuscita avviando il processo di risanamento portato poi a compimento da chi successivamente ha preso il mio posto».

Se dovessi scrivere un giorno la tua biografia, che cosa racconteresti della tua esperienza comunale? C’è qualche evento che rimarrà emblematico di una fase significativa della tua vita?

«L’esperienza più significativa vissuta durante la mia carica di assessore è consistita nella esultanza, vicina alla gioia, dopo aver fatto un vero e proprio “master” accelerato sotto la guida della bravissima Maria Rosaria Marrone, responsabile del settore finanziario del Comune di Trinitapoli. La dottoressa mi è stata pazientemente accanto ed ha lavorato alacremente con me, richiedendolo il precario stato delle casse comunali ed abbiamo ottenuto il meraviglioso risultato di dare inizio a una nuova fase della vita economica del Comune di Trinitapoli per scongiurare il dissesto. Sicuramente chiunque si sia impegnato in qualunque settore, ottenendo risultati positivi all’esito del suo impegno, capirà cosa io intenda dire con l’espressione “esultanza, vicina alla gioia”, indipendentemente dal genere di chi lo prova».

Immagina di essere eletta Sindaco di Trinitapoli. Ebbene, quale atto amministrativo o ordinanza proporresti all’inizio della tua legislatura come tuo biglietto di presentazione?

«Da chi fa il Sindaco anche con il mio voto mi aspetterei un sentito appello ai giovani ad amare la propria città, rispettando la cosa pubblica, perché appartenente a tutti. Inviterei le scolaresche a vivere “il giorno della mia città”, rivolgendo a tutti i ragazzi lo stesso quesito che tu hai posto a me. Inviterei i dirigenti scolastici a organizzare viaggi all’estero al fine di consentire ai ragazzi una maggiore apertura mentale utile per l’evoluzione culturale della gioventù casalina. In altri termini, il biglietto di presentazione lo darei alle nuove generazioni perché non abbandonino la nostra città per andare a lavorare altrove, ma perché insieme diano il loro impegno per costruire un futuro migliore sia sotto il profilo culturale che ambientale, sfruttando la poliedricità del nostro territorio per creare occasioni di lavoro, necessarie quanto meno per contenere il fenomeno malavitoso, che ha rovinato la reputazione di Trinitapoli, allontanando imprenditoria e forza lavoro».

Oggi, giovani e adulti preferiscono interloquire sui social, la “piazza virtuale” dove si scambiano opinioni anche politiche. Se le restrizioni dovute alla pandemia dovessero scomparire per sempre, le “piazze vere” hanno ancora qualche probabilità di riempirsi di nuovo di gente che lotta per un futuro migliore?

«L’empatia la si esprime solo con il contatto umano e non credo che sia negoziabile questo principio, anche perché tutti coloro i quali si sentono primi attori o protagonisti attraverso i filmati di se stessi postati su internet, in attesa di contare i like, in persona non riuscirebbero a farlo perché avrebbero nella immediatezza la necessità di rispondere alla reazione del loro interlocutore. Solo il confronto diretto, solo l’applauso di una piazza nella immediatezza e nella contestualità possono dare la reale dimensione della condivisione o meno, mantenendo nel reale il confronto, piuttosto che affidarlo a speculazioni informatiche. Ritengo che le associazioni, i circoli e ogni altra manifestazione di aggregazione in cui confrontarsi sia insostituibile, sperando che il futuro non ci costringa ad altri lockdown».

ANTONIETTA D’INTRONO