MARGHERITA DI SAVOIA - L’incendio di sei autovetture nella notte di Ferragosto ha rappresentato l’apice di una serie di eventi che, nell’arco di poche settimane, hanno generato crescente preoccupazione in città. Tre vetture sono andate completamente distrutte nel parcheggio adiacente a Palazzo di Città, mentre altre tre sono state incendiate in via Traiano, nel quartiere Punto Pagliaio, con danni anche ad un palo dell’illuminazione pubblica. Le circostanze e la scelta dei luoghi spingono a ritenere plausibile la pista dolosa. L’intervento rapido di Vigili del Fuoco e Carabinieri ha scongiurato conseguenze ancora più gravi. (Foto - Video)
Tuttavia, quello di Ferragosto non è stato un episodio isolato. Il 24 luglio due auto erano già state incendiate nel parcheggio di via Risorgimento, alle spalle del municipio, un’area sensibile per la vicinanza agli uffici comunali. Pochi giorni dopo, nella notte tra il 29 e il 30 luglio, la città è stata nuovamente colpita: le fiamme hanno distrutto l’auto di un funzionario comunale, mentre nella vicina San Ferdinando di Puglia un rogo ha devastato la vettura di un agente della polizia locale in servizio a Margherita di Savoia. In entrambi i casi i veicoli si trovavano parcheggiati nei pressi delle abitazioni dei proprietari; le indagini sono in corso e non escludono possibili collegamenti con la loro attività professionale.
Mettendo in fila i fatti, si nota un copione che si ripete: incendi appiccati di notte, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, con bersagli situati in zone centrali o comunque strategiche e danni circoscritti ma mirati. È difficile stabilire se dietro ci sia un’unica regia, ma la successione degli episodi indica una situazione di allerta che impone vigilanza e interventi immediati.
Le ipotesi investigative restano diverse e, al momento, non si esclude alcuna pista. Tra le possibilità al vaglio, vi è anche quella che i roghi possano essere collegati a interessi legati alla gestione dei parcheggi pubblici o di aree cittadine destinate alla sosta, un ambito che, in altre realtà, ha storicamente attirato attenzioni illecite. Il fatto che molti episodi si siano verificati in prossimità di zone adibite a parcheggio, unito alla scelta di colpire in periodi di massima affluenza, viene valutato dagli inquirenti come elemento utile all’analisi del contesto, senza che vi siano al momento conferme definitive su questa specifica correlazione.
Oltre ai danni materiali, il pericolo più grande riguarda l’immagine della città. In una località balneare come Margherita di Savoia, far crescere la sensazione di insicurezza significa rischiare di allontanare i turisti e far perdere fiducia, sia ai residenti sia ai visitatori, nella capacità delle istituzioni di garantire ordine e protezione. In piena stagione estiva, ogni episodio pesa di più e può lasciare un segno profondo sulla reputazione della città.
Da qui la necessità di un doppio intervento: da un lato proseguire con indagini approfondite e coordinate, dall’altro rafforzare le misure preventive. Videosorveglianza estesa, illuminazione potenziata nei punti più esposti, pattugliamenti mirati nelle ore notturne e presenza costante nelle aree di sosta possono contribuire a ridurre il rischio di nuovi episodi. Allo stesso tempo, una comunicazione istituzionale chiara e tempestiva è fondamentale per rassicurare la popolazione e dimostrare che la città non resta inerme di fronte a tali minacce.
Margherita di Savoia si trova quindi a dover spegnere non solo le fiamme degli incendi, ma anche quelle della paura, difendendo la sua vocazione turistica e mantenendo un clima di serenità per chi ci vive e per chi la sceglie come meta di villeggiatura.
Redazione CorriereOfanto.it