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Ex Macello, Rutigliano: «C’era un vincolo obbligatorio, altro che ringraziamenti. Si faccia chiarezza sulle obbligazioni assunte dall’IPAB»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Mi scuso con i lettori per la lunghezza dell’articolo, ma è stata la necessità per una migliore e più approfondita informazione.

Mio malgrado, sono costretto a rispondere al comunicato stampa della residenza municipale del 4.2.2021 e riguardante l’IPAB (leggi, ndr), fatto con scarsa conoscenza e obiettività, solo un attacco strumentale ad una segnalazione su un atto di cui la residenza non era a conoscenza. Una sua normale abitudine. (Approfondimenti)

Non ho alcuna intenzione di scadere al suo livello, ma semplicemente mi atterrò ai fatti concreti e alle fonti ufficiali verificabili, anche sul sito del Comune.

Con il mio articolo del 7.6.2020 (leggi, ndr) mi permettevo di segnalare alla residenza l’opportunità di procedere alla retrocessione dell’immobile ex macello dall’IPAB in favore del Comune. L’articolo non era un attacco alla residenza, la quale lamentava che la segnalazione veniva fatta in un momento non felice, però la residenza durante il periodo emergenziale dichiarava “l’attività amministrativa procede anche durante questa emergenza”.

Infatti, la residenza durante l’emergenza sanitaria ha assunto numerosi atti amministrativi tutti “importanti”? Ha pubblicato comunicati stampa, anche di propaganda, come l’incontro con l’On. Francesco Boccia, festeggiamenti per la Bandiera Blu, mostra fotografica, propaganda di una campagna elettorale, ecc., questo durante il periodo emergenziale di natura sanitaria per gli altri, non per se stessa.

Il mio era solo un modesto suggerimento per l’applicazione dell’art.4 del contratto a rogito del notaio Luca Guglielmino, già di Margherita di Savoia, del 23.5.2013, di cui forse la residenza non era a conoscenza, segnalazione che serviva a prendere l’iniziativa per far retrocedere l’immobile in favore del Comune, stante, forse, il pericolo che l’IPAB potesse essere accorpata ad altra IPAB del territorio per mancata operosità, quindi una grave perdita per “il patrimonio del bene comune”, in quanto l’immobile era stato ceduto con il citato atto all’IPAB al valore simbolico di euro 1,00 (uno). Mi permetto di segnalare alla residenza che l’IPAB è proprietaria di un immobile di pregio in loco dato in fitto.

La “bufala” della residenza è nei ringraziamenti non dovuti al sig. Giuseppe Giuliano, commissario dell’IPAB, ancora in carica, anche se sostituito con la deliberazione della Giunta Regionale n.2193 del12.12.1017 e alla dott.ssa Elisabetta Galiotta, tesoriere dell’IPAB. Non sono noti i motivi del mantenimento nella carica dell’attuale commissario.

Dov’è l’eccezionalità della collaborazione, forse era la ricorrenza dello scellerato investimento di euro 400.000,00 in obbligazione della Banca Popolare di Bari? Così come riportato nella su richiamata deliberazione della G.R. n.2193/2017.

Per una migliore informazione di chi ci legge, l’art.4 del citato contratto così recita: “...che nel caso in cui la struttura non fosse completamente realizzata e/o funzionante, anche parzialmente e tale da consentire lo svolgimento anche parziale dei compiti rientranti nell’oggetto sociale dell’Ente, entro sette anni dalla stipula del presente atto, la costruzione entrerà nel patrimonio comunale, previo rimborso di tutte le somme occorse, senza onere di interesse alcuno a carico del Comune, per la costruzione dell’pera fino a quel momento risultante dagli atti contabili dell’IPAB”.

Quindi un vincolo obbligatorio, un patto essenziale e condizionato per il buon fine del contratto e non una, eventuale, volontà di piacere da parte del commissario.

La residenza si fa vanto che l’immobile è stato restituito senza alcun onere a carico del Comune. Ma se non è stato costruito nulla, l’immobile è ritornato in capo al Comune così come era stato trasferito e come sopra precisato. BUFALA. Residenza, la storiella la racconti meglio. Altro che ringraziamenti.

La residenza dimentica che il commissario ha sempre adito le vie legali, per farsi trasferire la proprietà, dinanzi al TAR di Bari e al Consiglio di Stato, per due volte, avendo avuto ragione nei giudizi solo la prima volta, il quale aveva opposto resistenza alla deliberazione del Consiglio Comunale n.30 del 7.10.2008, assunta dall’amministrazione del Sindaco galantuomo, dott. Raffaele Bufo, mandato a casa anzitempo, il quale aveva proposto al Consiglio Comunale la REVOCA della delibera di C.C. n.66 del 20.2.2002 che assegnava l’immobile all’IPAB, in quanto l’amministrazione comunale aveva ben in animo di realizzare altri programmi sociali, vero dott.ssa Antonella Cusmai? Da questi giudizi il Comune ha avuto un danno economico per la somma di circa euro 30.000,00, anche per il giudizio ancora in corso dinanzi al Tribunale di Foggia; per l’IPAB non so perché non erano soldi miei e né del commissario ma dell’IPAB e né è dato sapere. Tante spese di giudizio per arrivare alla restituzione dell’immobile al Comune. Mistero.

Altro che ringraziamenti al commissario, in carica sin dall’anno 2007, delibera della Giunta Regionale n.496 del 17.4.2007 (Presidente Nichi Vendola), solo regimi altamente “democratici” come la Cina, Cuba, Venezuela ecc., hanno una durata maggiore di commissariamento. Chi controlla?

Tra l’altro la residenza, visto che i ringraziamenti sono gratuiti, ha ringraziato l’assessore dott.ssa Francesca Santobuono, per l’impegno profuso per la restituzione dell’immobile.

Alla residenza “forse” sfugge che l’eventuale “impegno profuso” fa parte dei doveri da parte di chi riveste un impegno politico e una carica pubblica.

Da questo giornale chiedo alla residenza che vengano pubblicati gli atti intercorsi tra Comune e IPAB riguardanti la richiesta della retrocessione da cui si rileva “l’impegno profuso”.

La residenza invece di estendere ringraziamenti gratuiti perché non si pone queste domande:

a) che fine farà l’investimento da parte dell’IPAB in obbligazioni bancarie della somma di euro 400.000,00. I motivi di questo investimento? Era stato autorizzato e da chi? Sarà recuperabile in tutto o in parte? Hanno procurato un danno all’Ente costituitosi sin dall’anno 1873 e che corre il pericolo della sua cancellazione?

b) perché il commissario con proprio verbale ha cambiato il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione, formato sempre da 5 componenti, infatti l’art.4 del vecchio statuto sociale prevedeva la nomina degli stessi così nominati: n.1 dal Presidente della Regione Puglia, n.2 consiglieri comunali (uno di maggioranza e uno di minoranza), n.1 dal Provveditore degli Studi di Foggia e componente obbligatorio il Parroco della Chiesa SS. Salvatore di Margherita di Savoia. Quindi teoricamente Margherita di Savoia eleggeva a Presidente dell’IPAB un componente locale, come è sempre stato nominato (si controllino gli atti). Ora, l’art.18 del nuovo statuto sociale, approvato con verbale del commissario del 7.2.2013, n.1, prevede sempre 5 componenti così nominati: n.2 dal Presidente della Giunta Regionale, n.1 consigliere comunale, n.1 dal Provveditore agli Studi di Foggia e il Parroco della Chiesa madre. Teoricamente il Presidente può essere un componente non di Margherita di Savoia;

c) come mai da alcuni anni non vengono pubblicati all’albo pretorio del Comune eventuali verbali assunti dal commissario? In merito, è osservata la legge n.6972 del 17.7.1890 (legge Crispi) sulle istituzioni pubiche di beneficienza (IPAB) e successive modifiche ed integrazioni, nonché, della L.R. n.67 del 29.12.2017, modifica l’art.98 della L.R. 30.9.2004, che prevedono l’assunzione di documenti contabili (programma, bilancio, conto consuntivo ecc.) e la loro pubblicazione all’albo pretorio comunale?

d) I controllori, Regione Puglia, residenza, consiglieri regionali, consiglieri comunali ecc., che gridano per difendere gli interessi del bene comune, dove sono? Non vedo, non sento e non parlo.

Dal comunicato stampa della residenza si evince palesemente una recessione di competenza e una conoscenza astratta della materia.

Le mie sono sempre segnalazioni che possono essere anche non condivise, ma vengono fatte agli avversari politiche e non ai nemici, in quanto nel mio modo di vivere non ci sono nemici di alcun genere e non chiedo vendetta nei confronti di alcuno, “forse” per la residenza sarà diverso.

La residenza gridava e prometteva di dare il meglio, ma ha finito per dare il peggio.

Leonardo Sciascia diceva: “La verità fa tanto danno che a volte tacerla è merito e non colpa”. Questa volta è una colpa?

Sempre con cordialità e buon lavoro.»

RAFFAELE RUTIGLIANO (Cittadino e tesserato di FdI Sezione di Margherita di Savoia)

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