ANDRIA - Non si è fatta attendere la replica dei consiglieri provinciali Vittorio Emanuele Quarta, Federica Cuna e Vincenzo Todisco alle dichiarazioni con cui il presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Bernardo Lodispoto, ha commentato la seduta del Consiglio provinciale svoltasi questa mattina (leggi). «Lodispoto non ci rappresenta», scrivono i tre in una nota congiunta. «Attaccare consiglieri assenti, impossibilitati a replicare nell’immediato, è una scorrettezza istituzionale», aggiungono Quarta, Cuna e Todisco.
Lo scontro è esploso proprio nel giorno di un via libera atteso da anni. Il Consiglio ha approvato l’accordo con la Città Metropolitana di Bari per il completamento e il trasferimento alla Provincia BAT dell’edificio scolastico “Morelli” di Barletta, destinato a ospitare il liceo classico e il liceo artistico. Insieme all’accordo è passata la variazione di bilancio che autorizza il ricorso a un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, quantificato in circa 13 milioni di euro.
Il via libera non è arrivato all’unanimità. Il Comune di Bisceglie, rappresentato dall’assessore Onofrio Musco su delega del sindaco Angelantonio Angarano, ha espresso parere contrario sui punti relativi al Documento unico di programmazione, compresa la variazione al bilancio di previsione 2026-2028 che autorizza l’accensione del mutuo. Un parere privo di effetti vincolanti, ma dal chiaro significato politico, come le assenze registrate in aula: tra gli altri, non hanno partecipato alla seduta i sindaci di Trani e Andria. Per le amministrazioni comunali erano presenti i sindaci di Barletta e Trinitapoli e i delegati dei sindaci di Canosa di Puglia e Bisceglie.
Nel rivendicare il risultato, Lodispoto ha puntato il dito contro il Partito Democratico, sostenendo che l’assenza dei consiglieri provinciali e dei sindaci Dem confermi «una distanza dai problemi e dalle esigenze concrete dei cittadini». Il presidente ha poi esteso il giudizio agli altri sindaci assenti e agli stessi Quarta, Cuna e Todisco, accusati di «non avere a cuore le sorti della comunità».
«Non spetta al presidente distribuire patenti di responsabilità»
È proprio su questo punto che si concentra la risposta dei tre consiglieri. «L’assenza a una seduta non gli consente di accusarci di disinteresse verso la comunità. Non spetta a lui distribuire patenti di responsabilità», affermano Quarta, Cuna e Todisco. Al presidente chiedono un diverso esercizio del proprio ruolo: «Chi presiede un ente dovrebbe garantire un confronto leale, anziché utilizzare il proprio ruolo per screditare gli avversari».
Nel merito del provvedimento approvato, Quarta, Cuna e Todisco non contestano l’obiettivo. «Il completamento della Morelli è un obiettivo importante per tutti», riconoscono i tre consiglieri. Il traguardo però, aggiungono, «non cancella le criticità scolastiche che continuano a emergere nonostante le ingenti risorse spese». Da qui la richiesta di risposte per studenti e famiglie «su emergenze, trasferimenti e soluzioni provvisorie», un riferimento ai disagi che negli ultimi anni hanno interessato diversi istituti superiori della provincia.
Il report sulle scuole: «Annunci a confronto con gli atti»
L’elemento più rilevante della nota è l’annuncio di un’iniziativa sull’edilizia scolastica provinciale. «A PNRR ultimato - spiegano i consiglieri Quarta, Cuna e Todisco - stiamo approfondendo le condizioni di tutte le scuole, verificando interventi, spese e problemi irrisolti». L’esito sarà un report pubblico che, nelle intenzioni dei promotori, metterà «a confronto gli annunci con gli atti e la realtà degli edifici».
L’annuncio arriva nello stesso giorno in cui Lodispoto ha anticipato nuovi interventi. «Stiamo lavorando per altri edifici scolastici del territorio e a breve ne daremo notizia con altrettanta grande soddisfazione», ha dichiarato il presidente. Sull’edilizia scolastica, competenza centrale dell’ente provinciale, si apre così un confronto destinato a proseguire nelle prossime settimane.
La nota si chiude con un nuovo affondo: secondo i tre consiglieri di opposizione, Lodispoto «con questi comportamenti mortifica le istituzioni che pretende di rappresentare» e dovrebbe rispondere «dei problemi ancora aperti». «Il nostro impegno verso i cittadini - concludono Quarta, Cuna e Todisco - non ha bisogno della sua certificazione».
Un rapporto logorato da mesi
Lo scontro di oggi si inserisce in una frattura politica che si è progressivamente allargata dalle elezioni provinciali del 12 aprile scorso. Quarta è esponente di Azione, Todisco e Cuna del Partito Democratico. In estate i tre avevano già scelto di astenersi sulle variazioni al Programma triennale delle opere pubbliche e sull’assestamento di bilancio. Quarta aveva motivato quella posizione con la volontà di non ostacolare opere strategiche per il territorio, pur ribadendo la propria «incompatibilità politica» con il presidente.
Il confronto si era poi inasprito ad agosto, con la nomina di Lucia Marzia Bucci a vicepresidente della Provincia, con deleghe alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali. La consigliera canosina, eletta nella lista “Centrosinistra per la BAT”, aveva votato a favore del bilancio provinciale il 30 giugno, distinguendosi dal resto del centrosinistra, e subito dopo aveva lasciato il PD. In quella circostanza Quarta, Todisco e Cuna avevano parlato apertamente di un accordo politico finalizzato a garantire sostegno a Lodispoto. Alla consigliera avevano chiesto di dimettersi anche dal Consiglio provinciale.
A settembre la distanza si era tradotta in una presa di posizione ancora più netta. Lodispoto aveva annunciato l’avvio di un confronto periodico sull’attuazione del programma, con incontri ogni due mesi dedicati a edilizia scolastica, viabilità, ambiente e personale. I tre consiglieri avevano scelto di non partecipare al primo incontro. In una nota diffusa l’11 settembre avevano ribadito di non condividere l’azione politico-amministrativa del presidente e di non riconoscersi nel suo metodo di governo. Quarta, Cuna e Todisco avevano definito la gestione Lodispoto «una politica fallimentare per questo territorio» e denunciato, su ambiente, strade e scuole, «ritardi, silenzi e risposte insufficienti».
La lunga vicenda della “Morelli”
Sullo sfondo resta una scuola che Barletta attende da quasi vent’anni. L’edificio di via Morelli, nella zona 167, dispone di 36 aule e può accogliere circa 780 studenti. Il cantiere si era bloccato dopo il 2011, quando il passaggio del patrimonio dalla Provincia di Bari alla neonata Provincia BAT aveva interessato anche il diritto di superficie del terreno, impedendo all’impresa di proseguire i lavori. Il cantiere era poi ripartito grazie a un primo accordo tra Città Metropolitana di Bari, Provincia BAT e Comune di Barletta, fondato su una formula di locazione con riscatto (“rent to buy”).
Ultimata l’opera, sono rimasti da sciogliere i nodi burocratici: l’accordo transattivo tra la Città Metropolitana e l’impresa esecutrice e la restituzione delle somme versate dal Comune di Barletta per l’acquisto del suolo. Nel frattempo la Provincia ha avviato la procedura di gara per gli arredi, indispensabili per l’apertura. Con il via libera di oggi, l’inaugurazione potrebbe avvenire entro la fine dell’anno.
Redazione CorriereOfanto.it