MARGHERITA DI SAVOIA - Il peso della TARI sui bilanci familiari, le difficoltà dei pensionati e una pulizia urbana giudicata inadeguata. Sono i temi al centro di una nota dell’avvocato Pietro Di Benedetto, già sindaco della città salinara, che rivolge una dura critica all’Amministrazione comunale e ne chiede le dimissioni, contestando la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e l’attenzione riservata al decoro cittadino.
A dare origine all’intervento è un episodio che Di Benedetto racconta di aver vissuto il primo ottobre, durante la consueta passeggiata mattutina. Alle sette, passando davanti all’ufficio postale, avrebbe notato una lunga fila di cittadini in attesa di riscuotere la pensione. Avvicinatosi a uno di loro, gli avrebbe chiesto perché non preferisse l’accredito su un conto corrente o il ritiro qualche giorno più tardi, evitando così l’attesa.
«Mi sono vergognato subito per la domanda rivolta al mio interlocutore», scrive l’avvocato, descrivendo la reazione dell’uomo, che avrebbe abbassato il capo e allargato le braccia. Un gesto che Di Benedetto interpreta come il segno di una difficoltà economica tale da non consentire di rinviare neppure di pochi giorni la riscossione.
Nel corso del colloquio, riferisce l’autore della nota, il pensionato gli avrebbe parlato dell’aumento delle spese per gli alimenti e le utenze, mostrando anche un avviso di pagamento della TARI di oltre 400 euro, secondo il ricordo dello stesso Di Benedetto. Una somma che l’uomo avrebbe dichiarato di non riuscire a sostenere neppure attraverso la rateizzazione.
Da questo incontro nasce una riflessione sulla diversa incidenza della tassa rispetto alle possibilità economiche dei contribuenti. Di Benedetto afferma di aver versato personalmente oltre 1.700 euro, osservando come quell’importo, pur più elevato, rappresentasse per lui un sacrificio proporzionalmente inferiore rispetto a quello richiesto al pensionato. Il problema, sostiene, riguarda le famiglie con redditi limitati e gli operatori economici già alle prese con costi crescenti e difficoltà di mercato.
Sul piano amministrativo, l’avvocato pone al centro della contestazione i risultati della raccolta differenziata, che considera insufficienti, e le conseguenze sui costi del servizio. Nella sua analisi, una gestione più efficace dovrebbe contribuire a contenere il peso della tassa sui cittadini.
Alla questione economica si affianca quella del decoro urbano. Di Benedetto segnala la presenza di sacchetti abbandonati, rifiuti non raccolti, deiezioni animali e chiazze di unto in strade e spazi pubblici. Una situazione che, a suo giudizio, penalizza la qualità della vita e l’immagine turistica di Margherita di Savoia, mortificando anche l’impegno degli operatori del settore.
La critica non è rivolta agli addetti alla raccolta, dei quali l’avvocato riconosce le difficoltà lavorative, ma all’organizzazione del servizio e alla sua gestione. Di Benedetto contesta inoltre l’efficacia della vigilanza da parte dell’Amministrazione e degli uffici competenti, richiamando la necessità di maggiore attenzione al rispetto degli obblighi del gestore e al contrasto dei comportamenti incivili.
«Al danno derivante dal pagamento di una tassa alta, si aggiunge la beffa di un servizio inefficiente», sostiene l’avvocato salinaro nella nota. Un giudizio che sfocia in una richiesta esplicita di dimissioni: per Di Benedetto, la prospettiva di altri due anni nelle condizioni descritte rende necessario un cambiamento nella guida amministrativa della città.
Redazione CorriereOfanto.it