MARGHERITA DI SAVOIA - Il circolo cittadino del Partito Democratico passa sotto la guida di un commissario. Il segretario del PD Puglia, Domenico De Santis, ha nominato oggi Franco Cuna commissario del circolo di Margherita di Savoia, in un provvedimento che ha interessato complessivamente quattro realtà pugliesi: oltre a quella salinara, il circolo Taranto Cervi, affidato ad Anna Filippetti, e i circoli leccesi di Salice Salentino e Alliste, dove sono stati nominati rispettivamente Gigi Nestola e Daniele Renna.
Per Margherita di Savoia la nomina dà seguito alla richiesta avanzata il 4 ottobre scorso dal segretario provinciale del PD BAT, Michele Lamacchia. Era stato lui a portare all’attenzione della Direzione provinciale la situazione del circolo e a chiedere al segretario regionale di designare un commissario. Al centro dello scontro c’è il rapporto con Bernardo Lodispoto, sindaco della città dal 2018 e presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani. Il PD si trova così su posizioni diverse nei due livelli istituzionali: in Comune sostiene la maggioranza guidata dal sindaco, mentre in Provincia contesta le scelte del presidente dai banchi dell’opposizione.
Nella nota diffusa oggi, De Santis non entra nelle ragioni dei singoli commissariamenti. Il segretario regionale si limita a rivolgere ai quattro commissari i propri auguri di buon lavoro, dicendosi certo che si impegneranno nel nuovo incarico «come hanno sempre fatto al servizio delle nostre comunità», e guarda soprattutto alla prossima scadenza nazionale: «Ci aspetta un anno importante, con le politiche alle porte: i commissari riusciranno senza dubbio a fare in modo che questi circoli possano riprendere a pieno l’attività e dare un grande contributo alla vita del partito in quattro importanti città pugliesi».
La richiesta di Lamacchia
Le motivazioni del provvedimento vanno quindi cercate nella nota con cui, all’inizio del mese, Lamacchia aveva definito «anomala» la posizione di un circolo che sostiene un sindaco e un’amministrazione comunale considerati avversari del partito. Il segretario provinciale ricordava che alle ultime elezioni provinciali il sindaco e la maggioranza consiliare di Margherita di Savoia avevano presentato liste contrapposte a quella del centrosinistra. Lamacchia ricordava inoltre che il Partito Democratico, con il proprio gruppo provinciale e i propri sindaci, contestava da tempo le scelte del presidente Lodispoto in materia ambientale, di edilizia scolastica, di viabilità e di assunzioni. L’obiettivo dichiarato del commissariamento è ricondurre l’azione del circolo agli indirizzi del partito nazionale, regionale e provinciale e avviare un percorso di riorganizzazione e rilancio dell’attività politica sul territorio.
La richiesta era stata preceduta da settimane di tensione con la presidenza della Provincia. Il 17 agosto Lodispoto aveva nominato vicepresidente vicario Pasquale Di Noia e vicepresidente Lucia Marzia Bucci, affidando a quest’ultima le deleghe alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali. Lamacchia aveva contestato quelle nomine, giudicandole prive di respiro e di un accordo politico e denunciando l’assenza di una chiara maggioranza in Provincia. In quell’occasione il segretario provinciale aveva inoltre avvertito che i consiglieri e i movimenti che avessero sostenuto quella gestione non avrebbero potuto mantenere rapporti con il partito, né a livello provinciale né a livello territoriale.
La linea del circolo cittadino
Il PD salinaro aveva difeso la propria condotta il 3 ottobre, alla vigilia della richiesta di commissariamento. Nel comunicato il circolo rivendicava un percorso collaborativo con l’amministrazione Lodispoto avviato dopo le amministrative del 2018 «d’intesa con gli organismi provinciali del partito» e formalizzato nel 2023 con un accordo politico più strutturato. I democratici locali sottolineavano inoltre che dal 2023, pur senza propri rappresentanti in giunta, il partito aveva contribuito alla definizione degli indirizzi politico-amministrativi, mantenendo un ruolo di voce critica e propositiva e manifestando dissenso sulle scelte non condivise. La segreteria cittadina ribadiva infine la propria totale autonomia politica e la gestione sovrana del circolo, nel rispetto dello statuto: una posizione che il commissariamento ha ora messo in discussione.
Dalle critiche al sostegno
La collaborazione rivendicata dal circolo si inserisce tuttavia in un rapporto che, nella scorsa consiliatura, aveva conosciuto anche momenti di forte contrapposizione. Nel marzo 2022 il PD di Margherita di Savoia, allora guidato da una diversa segreteria, accoglieva con favore il raggiungimento degli obiettivi del piano di riequilibrio finanziario, ma denunciava il prezzo pagato dai cittadini: un piano «lacrime e sangue», con aliquote comunali portate al massimo e servizi giudicati carenti. Il PD contestava inoltre all’amministrazione di aver omesso, nelle proprie comunicazioni, il sostegno ministeriale di cui il Comune aveva beneficiato. Nella stessa nota i democratici lamentavano la smobilitazione del patrimonio storico e culturale, la mancata valorizzazione delle attività economiche e ricettive e il taglio dei servizi essenziali. Tra le scelte contestate figuravano anche il mancato rinnovo della convenzione con San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli per l’Ufficio del Giudice di pace e la dismissione delle quote di partecipazione nell’Agenzia Patto Nord Barese Ofantino. Il partito chiedeva quindi all’amministrazione un «cambio di passo».
Nel maggio dello stesso anno il PD tornava all’attacco sul nuovo servizio di raccolta rifiuti, denunciando prestazioni giudicate parziali o inesistenti: i democratici lamentavano la mancata attivazione di un Centro comunale di raccolta, necessario anche per lo smaltimento degli ingombranti, e l’assenza di campagne informative e di sensibilizzazione. A novembre il fronte si spostava sui tributi. Il PD accusava il sindaco di affrontare con «intollerabile sufficienza» la questione degli atti di accertamento esecutivi emessi dalla Andreani Tributi per il recupero coattivo del Cosap, chiedeva provvedimenti per evitare ai cittadini il pagamento di somme ritenute non dovute e annunciava, in caso contrario, iniziative a tutela della legalità e dell’equità fiscale.
Il cambio di rotta maturava con la nuova segreteria guidata da Rino Laruccia, in vista delle amministrative del 2023. Alla fine di marzo il circolo annunciava il proprio sostegno alla ricandidatura del sindaco uscente, chiedendo di partecipare alla stesura del programma, e successivamente presentava Giuseppe Diella nella lista “Margherita Migliore 2.0”, con il coinvolgimento dello stesso Laruccia, dell’allora segretario provinciale Lorenzo Marchio Rossi e del consigliere regionale Filippo Caracciolo. Dopo il voto Laruccia salutava la riconferma del sindaco e l’elezione di Diella come il ritorno del partito a un ruolo da protagonista nell’attività amministrativa. Diella diventava poi presidente del Consiglio comunale.
Sotto la segreteria di Laruccia, il circolo puntava anche sul radicamento e sul ricambio. Seguivano l’apertura della nuova sede di via Galeotta nel marzo 2024, il progetto di formazione politica “In Formazione Politica” rivolto ai giovani e l’ingresso in segreteria di nuove leve provenienti da quel percorso. Nel maggio scorso l’assemblea congressuale riconfermava Laruccia all’unanimità e rinnovava gli organismi dirigenti.
Le incognite
Al commissario Cuna spetterà ora il compito di guidare la riorganizzazione del circolo, ma la partita decisiva si giocherà sul piano politico. Il Partito Democratico dovrà stabilire se, e a quali condizioni, continuare a sostenere la maggioranza Lodispoto, affrontando le divergenze tra la linea cittadina e quella della segreteria provinciale. Resta da capire quale sarà la risposta del gruppo dirigente uscente e degli esponenti locali che in questi anni hanno condiviso l’esperienza amministrativa del sindaco, in una città che guarda già alle amministrative del 2028.
Redazione CorriereOfanto.it