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CANZONHISTORY (Puntata 1): La guerra in Ucraina

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MARGHERITA DI SAVOIA - 17 Giugno 1999, il ragazzo fortunato della musica italiana, il mediano del rock made in Italy ed il gigante irriverente della canzone nostrana partoriscono un brano che, a pochi mesi dal giro di millennio, assurge a manifesto culturale in grado di scuotere le coscienze di ognuno.

Singolo più venduto di quell’anno, i proventi furono devoluti a Emergency e destinati ai progetti umanitari in Afghanistan, Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone

Versi che tuonano e pesano come un macigno in relazione alla drammaticità di scenari di scottante attualità che imperversano negli ultimi mesi ed indicano l’Ucraina come teatro del terrore e della scelleratezza umana.

24 Febbraio 2022: alle 4 del mattino le truppe russe invadono l'Ucraina. In contemporanea Putin annuncia che smilitarizzerà il Paese con una “operazione militare speciale”, dopo aver riconosciuto la sovranità delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

L’imponderabile diviene realtà, scoppia la guerra, da Kherson a Mariupol, da Kharkiv a Kiev, da Mykolaiv a Zaporizhzhia, passando per Odessa, Makariv, Leopoli e così via, il filo conduttore è sempre lo stesso: bombardamenti e distruzione che scaturiscono terrore, sconcerto, fiumi di rifugiati, una terribile escalation che incupisce e dilania l’equilibrio e la stabilità internazionale.

zibaldone mappa

L'Occidente, unito e compatto, annuncia una serie di sanzioni senza precedenti contro la Russia, disconnettendola dal sistema finanziario planetario, Putin risponde con il vile quanto agghiacciante deterrente della minaccia nucleare, ma c’è un dato di fatto inconfutabile, forse inaspettato: la resistenza ucraina è riluttante, ferrea, granitica, intollerante agli invasori. Il Presidente Zelensky rifiuta di essere evacuato, simbolo di un fervido e convinto patriottismo, fatto di anima e cuore, il capitano di una nave che barcolla ma non molla.

Un numero di vittime sempre più crescente si conta da entrambe le parti, molti di essi sono civili ucraini, seppelliti in fosse comuni, falliscono i corridori umanitari, addirittura la ferocia di uno zar squilibrato arriva a colpire rifugi ed ospedali, senza alcun’ombra di indulgenza o compatimento.

zibaldone no war

Le ritorsioni sulle prospettive del commercio mondiale sono evidenti, in graduale peggioramento, un forte aumento dei prezzi di cibo, carburante e fertilizzanti, oltre che una pericolosa volatilità finanziaria.

Dissidi e ripugnanti posizioni ideologiche di un dittatore da sempre ostico, ormai allo sbaraglio, interessi economici e finanziari che provocano costante ostilità in cui la violazione dei diritti umani regna sovrana, scene cruente, inammissibili nell’epoca del progresso, il cui vero scempio è l’essere umano stupidamente impegnato ad autodistruggersi, che ha tradito se stesso quando all’indomani della seconda guerra mondiale ha promesso che non sarebbe accaduto mai più, a distanza di oltre 70 anni, cosa resta di quel sogno? Quando riusciremo finalmente a capire che la bramosia di potere ha un prezzo, ossia distruggere ciò che un prezzo non ha perché di inestimabile valore, la vita umana.

CIRO FUCCI (in collaborazione con CorriereOfanto.it e DIERS TV)