TRINITAPOLI - Un momento di autentica condivisione e vicinanza, nel segno del Natale e della solidarietà. Si è svolto sabato 27 dicembre scorso, presso la sede della Fondazione Villaggio del Fanciullo “Cristo Lavoratore” di Trinitapoli, il tradizionale Pranzo solidale di Natale, promosso dalla Caritas Interparrocchiale in collaborazione con la stessa Fondazione. Un appuntamento ormai consolidato, che rinnova l’impegno della comunità ecclesiale e civile nei confronti delle persone più fragili. (Foto)
L’iniziativa si è aperta alle ore 11 con un momento di accoglienza e la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo, concelebrata dai sacerdoti delle parrocchie cittadine. Nella sua omelia, Mons. D’Ascenzo ha sottolineato il significato più profondo del Natale come tempo di vicinanza, amore e ascolto, soprattutto verso chi vive situazioni di solitudine o difficoltà.
A seguire, il Pranzo della Carità, coordinato dal diacono Ruggiero Serafini, direttore della Caritas Diocesana, ha accolto oltre sessanta partecipanti, tra persone in stato di bisogno, volontari e rappresentanti delle istituzioni. Presenti anche il Sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, la Presidente del Consiglio Comunale, Loredana Lionetti, e altri membri dell’Amministrazione comunale.
Il pasto è stato preparato e servito con cura dai volontari delle Caritas parrocchiali, in un clima di calore umano e fraternità. Il menù ha incluso primi piatti caldi, salumi, formaggi, insalate, arrosti, panettone e pandoro, accompagnati dal sorriso e dalla disponibilità di chi ha scelto di mettersi al servizio degli altri.
A rendere ancora più gioiosa l’atmosfera è stata la presenza della “Cumbagneie di Sbulacchie”, gruppo folkloristico locale che ha riproposto canti e musiche tradizionali del periodo natalizio, tra cui il tipico “Mareccone”.
Numerosi i sacerdoti presenti insieme all’Arcivescovo: don Sergio Pellegrini (Vicario Generale), don Enzo De Ceglie, don Vito Sardaro, don Matteo Losapio, don Giuseppe Pavone e don Stefano Sarcina, in un momento di vera comunione tra Chiesa e comunità.
Nel suo messaggio, Mons. D’Ascenzo ha ribadito il valore dell’amore gratuito verso il prossimo: «Ama il prossimo tuo come te stesso: è una grande verità che ci aiuta a congiungerci con gli altri. Chi ama sarà amato di riflesso, perché l’amore non è pretendere ma dare», ha detto l’Arcivescovo, ringraziando «tutti gli operatori e i volontari della Caritas, sempre in prima linea».
Anche il sindaco Francesco di Feo ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa: «Constatiamo giorno per giorno situazioni di grosse difficoltà nel nostro Comune, soprattutto quelle degli invisibili, di chi non chiede aiuto e rimane chiuso nel proprio dolore. La Caritas c’è, e c’è sempre quella porta aperta. Fondamentale è la presenza della Chiesa e il lavoro quotidiano accanto ai più fragili».
Infine, il diacono Serafini ha ricordato l’attività svolta durante tutto l’anno nei centri Caritas: «È un messaggio che dovrebbe davvero contagiarci: accogliere il fratello a partire dal più bisognoso. Come ci ricorda il nostro Vescovo, dobbiamo tenere sempre aperta la Porta, perché chi bussa è il Bambino Gesù. Ci guadagniamo noi per primi. Un grazie particolare - ha concluso Serafini - ai volontari: senza di loro, sarebbe difficile realizzare qualsiasi iniziativa».
Un gesto semplice, ma carico di significato, che restituisce il senso più autentico delle festività: stare accanto a chi ha più bisogno, con rispetto, umanità e calore.
Redazione CorriereOfanto.it (Foto: Giuseppe Beltotto)