TRINITAPOLI - Ci sentiamo tutti alquanto smarriti di fronte alle cronache quotidiane che ci arrivano dal “fronte” delle guerre in Ucraina, in Israele, in Palestina, in Libano e in altre nazioni del mondo. A volte vien quasi voglia di spegnere la televisione e di cercare rifugio nel silenzio.
C’è il rischio che la gente si abitui ai 41mila morti di Gaza, ai feriti, a interi quartieri distrutti dalle bombe, alle persone affamate che assaltano i camion degli aiuti umanitari, alle lacrime e alle urla di dolore.
Quello che più colpisce di queste guerre è infatti l’indifferenza, come se fosse qualcosa di “altro” da noi, come se non ci riguardasse personalmente.
Don Tonino Bello, scrivendo al Parlamento nel 1991 durante la prima Guerra del Golfo, ricordava le «innumerevoli manifestazioni pubbliche, nelle piazze, per le strade, nelle chiese, con appelli, marce, veglie e preghiere» che avevano «reso onore allo spirito profetico della Costituzione».
Trentatré anni dopo, oltre le polemiche politiche e le accuse reciproche di essere pro o contro Putin, pro o contro Israele, pro o contro la Palestina, si nota una scarsa mobilitazione della società civile a Trinitapoli, se si esclude qualche giornata di preghiera o incontro sull’argomento tenutosi nelle chiese.
Queste e altre riflessioni sugli armamenti e sull’invio di armi ad un paese in guerra, in violazione di una legge della Repubblica (la Legge 185 del 1990) che lo vieta, hanno spinto un gruppo di donne del territorio a sollecitare un incontro sul tema, per capire bene, tra l’altro, cosa sta succedendo in un’Italia dove le voci fuori dal coro vengono messe al bando.
Il partito di Sinistra Italiana ha accolto prontamente la sollecitazione e ha organizzato per martedì 8 ottobre, alle ore 18, presso il Bar Salpi in via Martiri di via Fani n. 34, a Trinitapoli, un incontro dal titolo “Le donne contro le guerre”, una conversazione amichevole, con una pausa caffè, in compagnia di due esponenti politiche di lungo corso.
Maria Campese, ex assessora regionale e responsabile del settore “Infrastrutture e trasporti” della segreteria nazionale di SI, sarà affiancata da Elena Gentile, ex europarlamentare e assessora regionale, nota per il suo impegno costante a favore delle politiche sociali e sanitarie, che di recente ha lasciato il PD per aderire al progetto di Sinistra Italiana.
Le donne da molti anni si impegnano in Italia, come nel mondo, contro ogni brutale manifestazione di violenza che trova la sua massima espressione nell’attività militare e nel suo tragico e inevitabile epilogo: la guerra nucleare. Contrastano il capitalismo, che è padre del patriarcato, della mercificazione del loro corpo e soprattutto del militarismo e di tutte le attività belliche e dimostrazioni guerresche che hanno come stampo il maschilismo patriarcale.
L’aspirazione alla pace è oggi minacciata da un’escalation della corsa al riarmo, dell’incremento delle spese militari in tutto il mondo, che provocano miserie e gravi pericoli per l’umanità intera, come il rischio della terza guerra mondiale e dell’apocalisse nucleare.
Non è più tempo di stare inerti ad attendere che le preghiere di Papa Francesco riescano a frenare questa deriva.
È ora di diventare, come diceva Don Lorenzo Milani, “cittadine e cittadini sovrani”.
ANTONIETTA D’INTRONO
