MARGHERITA DI SAVOIA - Non mi sarei mai aspettato una reazione così cruda, fatta di accuse e condanne su un argomento, sul quale si dovrebbe essere tutti d’accordo: il pagamento delle tasse.
Vero è che risulta fastidioso per tutti onorare questo impegno, ma è altresì vero che, senza il dovuto, viene a sfumare quanto dovrebbe fare un’amministrazione nel corso del suo esercizio. Legittimo criticare il modo e l’uso che se ne fa di queste entrate; ma ergersi a difensori di chi, per comodità e strafottenza, non le paga o le paga volontariamente in ritardo, mi sembra un paradosso enorme. Chi è stato in difficoltà ha sempre avuto la possibilità di rientrare con una procedura di rateizzazione, rivolgendosi agli uffici di competenza. Ma qui si tratta di disciplinare una volta e - spero - per sempre un sistema diventato contorto, a causa di un numero considerevole di abitudinari.
I termini usati in questa reazione, che rimando al mittente, mi sembrano alquanto spropositati, pesanti e ostili. Al contrario di quanto Ella sostiene, il sottoscritto adempie al suo dovere istituzionale nel ruolo di competenza, con la consapevolezza e responsabilità di non votare contro a prescindere, come Lei.
Votare un accapo con la maggioranza, quando il medesimo è per il bene del paese, e quindi di tutti, non significa fare opposizione alla disorganizzata minoranza, che fin dall’inizio del mandato si è sgretolata e non certo per causa mia o del gruppo che rappresento; piuttosto riferisca quali sono le motivazioni della divisione del gruppo Più Margherita in tre tronchetti, affinché gli elettori possano capirne qualcosa.
Nella passata amministrazione, per un lungo periodo, da capogruppo, ho avuto il coraggio di fare opposizione alla mia maggioranza, venendo lodato da tanti, anche dalla Sua famiglia, per non condividere certe scelte operative. Questo proprio perché leggevo allora e leggo sempre con attenzione gli atti e per mettere in essere una strategia. Lei invece si avvale di più tutori e Le suggerisco di scegliere quelli più preparati, non coloro che per motivi personali sono in conflitto con se stessi e con il mondo della politica.
È venuta fuori con termini strani come: «Il detto di Socrate, di Pirandello ne Il fu Mattia Pascal - mi piacerebbe sapere su che testi, a che pagina e capoverso trovo quanto da Lei riportato -, mamma, il re Carlo Magno». Non mi pare che L’abbia accusata di essere priva di esperienza amministrativa e Le confermo che mi interessa relativamente la Sua preparazione in merito. Ma ho sostenuto e scritto: «Cara collega, Lei non ha avuto ancora la possibilità di amministrare […]». È vero? Che sia il popolo margheritano a giudicare se quanto da me riportato risulti offensivo.
Mi accusa di essere il «difensore dell’amministrazione Lodispoto»: in campagna elettorale non ho fatto guerra a nessuno e non sono stato contro qualcuno. Ognuno di noi candidati sindaci, nel rispetto dell’altrui persona, ha cercato di far prevalere i suoi principi per una corretta gestione della cosa pubblica, senza mitra e bazuca o cannoni e mitragliatrici. Evidenzi e diffonda subito quando, il giorno, l’ora e in quale circostanza ho difeso quest’amministrazione.
In questo momento Lei sta vivendo un periodo di totale confusione, magari dovuto alla mancata realizzazione di quei sogni sperati, rimasti ancora un’illusione e conservati nel solito cassetto, che ogni essere umano detiene con tanta riservatezza. Magari la politica può essere anche una strada percorribile, se ci si mette tanta passione e concretezza; a tal proposito i miei più sinceri auguri. Ma ciò non si intravede e la dimostrazione sta nell’aver pronunciato nomi che non hanno a che vedere con quanto alla diaspora.
Mi onoro di essere figlioccio dell’avv. Metta, amico di famiglia ultratrentennale, citato da Lei non per caso, ma in forma altamente strumentale, e dell’avv. Bernardo Lodispoto, con la cui famiglia c’è sempre stato un gran rispetto, dai tempi dei nostri avi. Si informi meglio.
Ebbene, sono stati anche loro un riferimento in questo mio percorso politico. Tra l’altro non devo chiedere alcuna autorizzazione o consenso a Lei. Se qualcuno in una manifestazione mi presentò come figlio d’arte, è solo e soltanto perché, in questa esperienza, mi hanno preceduto mio zio, il dott. Leonardo Ronzino, e mio padre, tanto quanto Lei ha avuto Suo zio Ninuccio e Suo padre.
Le mura dell’ufficio dell’avv. Metta sono piene di ricordi di una gioventù passata con Almirante e con Pinuccio Tatarella, che lo portò a Roma, ancor più giovane di me, come delegato nazionale giovanile del MSI. Una vita a destra, con comizi di profonda consistenza e con tanto successo. Penso che anche Lei abbia avuto qualche riferimento, come il desiderio di voler diventare, per esempio, una Perry Mason o come zio Peppino Di Lecce, ecc. Ma cosa c’è di male nel sognare…
Contentissimo di aver votato il sindaco di Margherita, Bernardo Lodispoto, alla presidenza della Provincia BAT, con la speranza di un ritorno per il paese, piuttosto che il candidato e sindaco di Trinitapoli o di Barletta; fermo restando il fatto che, in amministrazione, lui è il nostro sindaco che ci ha collocati in minoranza.
Lei viene lodata da qualcuno per la Sua coerenza, però deve anche giustificare e mettere al corrente il popolo margheritano di alcuni passaggi della sua condotta politica, come:
- Presentarsi e chiedere allo stesso sindaco Lodispoto il sostegno all’elezione del componente consigliere provinciale per la BAT, in luogo di Savino Tesoro.
- Chiedere i nostri voti, in occasione dell’elezione del presidente della commissione elettorale, per far fuori la Cusmai, andando direttamente negli uffici dell’azienda del consigliere Labranca.
- Aver supplicato il sindaco, in occasione della formazione della commissione per la liberazione delle acque madri, di concedere alla minoranza un componente in più, perché Ella potesse parteciparvi.
Sempre Lei, Elena Muoio.
Questa delusione porta la mia collega a voler apparire a tutti i costi, rimediando brutte figure, specie in seno al nostro consiglio comunale. Lo ripeto ancora: scenda dal piedistallo invisibile e moderi i termini quando scrive e si rivolge ad un altro collega, attualmente lontano km da Lei. Deve sposare l’umiltà e non l’arroganza.
Ogni giorno i coniugi infastidiscono personalmente o con telefonate insistenti gli amici del gruppo L’Avvenire, che comunque sono quasi tutti di area centrodestra per eccellenza e non di quello abusivo autodenominatosi (sfiduciati e ammoniti sia da FI che da Salvini, come da comunicato del commissario provinciale e del commissario regionale della Lega). Il problema è capire se questa sarà la Sua collocazione definitiva, vista l’esperienza del Suo percorso, sul quale evidenzierei e rafforzerei solo il termine “cambiamo”, che più Le si addice. Non escluda un arricchimento del curriculum, inseguendo magari Italia Viva, Calenda e - perché no - anche le Sardine, pur di avere una segreteria.
Si vada a leggere le mie note all’AQP per rendersi conto dei nuovi tronchi realizzati per sopperire il problema della pressione, che la riducono a causa di condotte vetuste. Guarda caso, un tronco nuovo con relativo manto stradale è stato realizzato in via Pecorari, dai campi da tennis fino all’intersezione con la condotta principale, sulla statale per Trinitapoli, in prossimità del Comune, che interessa tutte le palazzine ubicate nella zona, ivi comprese quelle di residenza della famiglia Muoio. A suo tempo furono programmate varie sostituzioni di condotte, alcune eseguite e completate, come in via Diaferio, altre da eseguirsi.
Circa il problema della Tari, è rimasta ancora al piano finanziario relativo al costo del personale: si vada a rileggere quanto già pubblicato in precedenti comunicati stampa e vedrà che non sono stato io a determinare quell’aumento (ero assessore da una ventina di giorni), ma il sindaco Marrano, che con coraggio e sotto ricatto, nei primi giorni di agosto, è stato costretto anche dalla circostanza a firmare quel PEF, con il sostegno di tutta la maggioranza.
Lei tenta di vivere di apparizioni, ma trova subito nubi nere che offuscano la Sua falsa immagine. Certo che può guardare negli occhi i Suoi elettori, ma bisogna vedere cosa pensano, dopo l’interessato saluto.
Colgo l’occasione per porgere a tutti i salinari, compresi i fuori sede, specie agli ammalati e agli anziani, i più sinceri auguri di un Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
CARLO RONZINO