MARGHERITA DI SAVOIA - È trascorso più di un mese da quando Said Nazih, venditore ambulante di 50 anni, di nazionalità marocchina ma da diversi anni domiciliato a Margherita di Savoia, venne ucciso sulla spiaggia con due coltellate mortali inferte al fianco destro da un 17enne incensurato del luogo (successivamente identificato, tratto in arresto ed associato al carcere minorile “Fornelli” di Bari), ma di far ritornare la sua salma in patria non se ne parla ancora.
Motivo? La salma è ancora depositata in una cella dell’obitorio del Policlinico di Foggia in attesa di essere sottoposta al prescritto esame autoptico richiesto dall’autorità giudiziaria foggiana.
Il marocchino era conosciuto da tutti perché, con la sua bancarella mobile, vendeva costumi da bagno, vestiario vario da donna e giocattoli lungo la fascia costiera margheritana, dal braccio destro del porto alla foce del fiume Ofanto, percorrendo giornalmente una decina di chilometri per vendere la sua merce ai tantissimi bagnanti che sostavano negli stabilimenti balneari salinari.
L’accoltellamento avvenne la sera di mercoledì 7 settembre sotto il gazebo riservato ai diversamente abili posizionato dal Comune nel tratto di spiaggia libera prospiciente il belvedere di via Valerio, dove l’uomo era solito sostare per trascorrere la notte.
Il 17enne, dopo aver accoltellato l’uomo, preso probabilmente dal panico, si diede a repentina fuga facendo perdere le sue tracce; ma i Carabinieri della locale Stazione, grazie anche alle immagini delle telecamere del circuito di videosorveglianza installate nella zona, lo individuarono, mettendosi immediatamente alla sua ricerca per fermarlo ed arrestarlo.
Dopo i rilievi del caso, i Carabinieri riuscirono anche a ritrovare e sequestrare il coltello utilizzato dal 17enne per compiere il mortale accoltellamento.
Ad allertare i Carabinieri della locale Stazione furono alcuni cittadini che stavano passeggiando sul lungomare Cristoforo Colombo. Giunti all’altezza del belvedere di via Valerio, avevano notato l’uomo disteso sulla sabbia in una pozza di sangue. I Carabinieri, a loro volta, allertarono il personale sanitario del Servizio 118 del luogo ed il personale medico del servizio di elisoccorso del Policlinico di Foggia che, giunti sul posto, cercarono di rianimare la vittima, ma inutilmente perché decedeva poco dopo.
Il giorno successivo, il 17enne, venuto a conoscenza della morte del venditore ambulante e, soprattutto, sentitosi braccato dai militari dell’Arma, accompagnato dal suo legale, decise di costituirsi direttamente nei locali della Stazione dei Carabinieri.
Il Tribunale dei minori di Bari non si è ancora espresso sui motivi alla base della discussione tra il cittadino marocchino e il 17enne e la successiva aggressione all’arma bianca da parte del minorenne.
Sarà il Giudice del Tribunale dei minori a stabilirlo, dopo i dovuti accertamenti da parte dei militari dell’Arma.
GENNARO MISSIATO LUPO