Roghi illeciti di rifiuti agricoli, il sindaco di Trinitapoli chiede un’azione straordinaria e coordinata per contrastare il fenomeno

TRINITAPOLI - Un intervento urgente, straordinario e coordinato per contrastare il fenomeno dei roghi illeciti di rifiuti plastici e residui agricoli che interessa il territorio comunale e le aree limitrofe. È quanto ha chiesto il sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, attraverso una nota formale inviata ai principali enti istituzionali, alle autorità competenti e alle forze dell’ordine.

La comunicazione è stata indirizzata al presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani, ai sindaci di Barletta, Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia e Zapponeta, ad ARPA Puglia, alla ASL BT, alla Polizia locale e agli uffici comunali competenti. Per conoscenza, la nota è stata trasmessa anche al prefetto, al questore, alle Procure della Repubblica di Foggia e Trani, ai Carabinieri, ai Carabinieri forestali, alla Guardia di Finanza, alla Regione Puglia e alle organizzazioni professionali agricole.

L’iniziativa nasce dalla preoccupazione dell’Amministrazione comunale per il ripetersi di episodi di combustione illecita di plastiche provenienti dalle attività agricole, tra cui manichette per l’irrigazione, teli per la pacciamatura e altri materiali sintetici. Secondo quanto riferito dal Comune, il fenomeno tende ad intensificarsi soprattutto durante il periodo estivo, con la diffusione di fumi potenzialmente nocivi per la salute pubblica e per l’ambiente. «Si tratta di una situazione che non può più essere affrontata esclusivamente a livello comunale - dichiara di Feo -. I roghi rappresentano una grave violazione delle norme ambientali e costituiscono un concreto pericolo per la qualità dell’aria, per le produzioni agricole, per l’ecosistema e per la sicurezza dei cittadini. È indispensabile una risposta condivisa da parte di tutte le istituzioni competenti».

Nella comunicazione il sindaco richiama l’articolo 256-bis del decreto legislativo 152 del 2006, relativo al reato di combustione illecita di rifiuti, e sottolinea che le plastiche agricole rientrano tra i rifiuti speciali soggetti a specifiche modalità di raccolta e smaltimento. Pur avendo già intensificato l’attività di vigilanza della Polizia locale e promosso iniziative di sensibilizzazione, il Comune di Trinitapoli ritiene necessario rafforzare l’azione attraverso un più ampio coordinamento interistituzionale.

Tra le richieste avanzate figurano la convocazione di un tavolo tecnico in Prefettura, nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, e l’organizzazione di controlli straordinari da parte delle forze di polizia e dei Carabinieri forestali nelle aree maggiormente interessate. L’Amministrazione sollecita inoltre il monitoraggio della qualità dell’aria da parte di ARPA Puglia mediante centraline mobili, con particolare attenzione agli inquinanti prodotti dalla combustione delle plastiche, e il coinvolgimento del Dipartimento di prevenzione della Asl BT per valutare gli eventuali effetti sanitari dell’esposizione ai fumi.

Alla Regione Puglia viene chiesta l’attivazione di ulteriori misure per favorire la raccolta e il corretto smaltimento delle plastiche agricole, mentre viene auspicato un maggiore coordinamento con le Procure della Repubblica per il contrasto dei reati ambientali. Tra le proposte figura anche la definizione di un protocollo provinciale contro i roghi dei rifiuti agricoli che coinvolga Comuni, forze dell’ordine, ARPA, Asl, associazioni di categoria e gestori del servizio di raccolta.

Il Comune di Trinitapoli ha infine ribadito la propria disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte, mettendo a disposizione le proprie strutture e la Polizia locale per sostenere le attività di prevenzione, controllo e repressione del fenomeno. «La tutela dell’ambiente e della salute pubblica - conclude il sindaco - richiede un impegno concreto, immediato e condiviso. Difendere il nostro territorio significa garantire qualità della vita ai cittadini e salvaguardare il futuro delle nostre produzioni agricole e dell’intero ecosistema».

Redazione CorriereOfanto.it