MARGHERITA DI SAVOIA - Mi capita spesso, per motivi professionali, di andare a San Ferdinando di Puglia e questo mi consente di osservare lo stato in cui versa la città sotto il profilo della pulizia, dell’ordine e della viabilità, insomma del decoro. Ci sono ritornato venerdì scorso e ho notato un evidente cambiamento della città per quanto riguarda la pulizia delle strade e delle aiuole. Ne sono rimasto favorevolmente impressionato non per la novità, perché ero convinto che il Sindaco Lamacchia avrebbe fatto quanto promesso in campagna elettorale, ma per l’efficacia e la celerità dell’azione promossa dalla nuova amministrazione comunale. Insediatasi quindici giorni fa, ha costretto la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti al rispetto del contratto, garantendo il decoro e l’igiene pubblica.
Si badi bene: si tratta della stessa società che gestisce il servizio pubblico anche a Margherita di Savoia e che non lo assolve come dovrebbe, nonostante le proteste reiterate dei cittadini, per giunta costretti a pagare una TARI esorbitante.
Allora sorge spontanea una domanda: perché l’amministrazione Lamacchia, a San Ferdinando di Puglia, nel giro di qualche settimana è riuscita a risolvere il problema della raccolta dei rifiuti e l’amministrazione Lodispoto da anni non ci riesce? Si tratta di incapacità amministrativa o di qualcosa di diverso, di interessi in conflitto che inducono la società appaltatrice a fregarsene delle eventuali direttive e delle (in)possibili sanzioni dei responsabili del servizio (Assessore e Dirigente)?
Una cosa è certa: il decoro della città è indecente, anzi immorale: strade sporche, soprattutto quelle interne, aree verdi abbandonate all’incuria, devastate da erbacce e dalla presenza di monconi di piante rinsecchite, terreno delle aiuole mai dissodato e condito da escrementi canini, occupazioni abusive di suolo pubblico sul lungomare che limitano il passeggio di cittadini e turisti, segnaletica orizzontale inesistente, zanzare e blatte che infestano la città.

Se quello sopra delineato è il quadro reale (vorrei tanto essere smentito!!), mi chiedo se i nostri valorosi amministratori si siano resi conto di cotanto degrado o se pensano che una città possa essere turisticamente attrattiva solo con la collocazione di qualche sarcofago sul lungomare (mi riferisco a quella orribile struttura spostata da piazza Libertà, nella quale si vende abbigliamento da mare da parte di una nota azienda andriese), la cui autorizzazione, evidentemente sponsorizzata da qualche amministratore/amministratrice, è stata nuovamente concessa, nonostante le proteste dell’anno scorso.
Pensano forse i nostri instancabili gestori della cosa pubblica che, con l’organizzazione di chiassosi eventi - sopportabili solo in piccole dosi - o con l’allestimento di mostre artigianali sul lungomare (che non hanno niente di artigianale, se non i panini con la porchetta o con la salsiccia), fanno concorrenza sleale agli operatori commerciali locali, occupando aree di pregio in danno di chi deve pagare canoni di locazione, spesso esosi, per i locali condotti in fitto?
Siamo a fine giugno, forse c’è tempo per rimediare (almeno in parte). Signori Amministratori: un sussulto di responsabilità e di orgoglio per una Comunità che compie enormi sacrifici nella speranza di vederli compensati nella stagione estiva!! Fate almeno la prova a fare il vostro dovere.
Avv. PIETRO DI BENEDETTO