SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Portare in Consiglio comunale la crisi del comparto olivicolo e oleario, per chiedere a Governo e Regione interventi urgenti a tutela delle aziende e dell’occupazione. È l’obiettivo della richiesta di convocazione straordinaria sottoscritta dai consiglieri Antonio Mario Acquaviva, Biagio Musci e Angela Camporeale, indirizzata al presidente del Consiglio comunale e, per conoscenza, al prefetto della provincia di Barletta-Andria-Trani.
La nota, datata 12 ottobre 2026 e formulata ai sensi dell’articolo 30 del regolamento consiliare, propone di discutere e approvare uno schema di deliberazione dedicato alle iniziative a sostegno dell’olivicoltura pugliese e alla salvaguardia dell’economia agricola locale.
I firmatari denunciano la crisi dell’olivicoltura, settore fondamentale per l’economia e l’occupazione del territorio. Nel documento viene segnalato un forte calo delle quotazioni all’ingrosso delle olive e dell’olio extravergine della nuova campagna, a fronte dell’aumento dei costi di produzione, raccolta e trasformazione. A pesare sul mercato, secondo i consiglieri, sarebbe anche la concorrenza di oli importati da Paesi terzi, sulla cui provenienza e tracciabilità vengono sollecitati controlli più incisivi.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di mobilitazione del comparto, che il 12 ottobre ha portato a Bari la protesta promossa dal comitato Orgoglio Olivicolo con lo slogan «Risposte subito». In quell’occasione è stata consegnata in Prefettura una piattaforma rivendicativa articolata in dieci punti. Il comitato promotore ha inoltre invitato tutti i sindaci pugliesi a sostenerla formalmente attraverso i rispettivi Consigli comunali, per dare alle richieste dei produttori il supporto delle istituzioni locali.
La crisi del settore è stata affrontata anche nei tavoli istituzionali coordinati dalla Prefettura e dalla Regione Puglia, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, anche con la partecipazione dell’Associazione bancaria italiana. Nel documento vengono inoltre ricordati gli impegni assunti dai sindaci del Barese e della BAT per portare la vertenza nelle rispettive assemblee cittadine.
Lo schema di deliberazione propone di impegnare sindaco e Giunta a farsi portavoce delle richieste presso il Governo, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e la Regione. La prima misura sollecitata è il riconoscimento formale dello stato di crisi per il comparto olivicolo e oleario e per l’intero settore agricolo pugliese, dando seguito alla richiesta della Regione Puglia.
Sul fronte del mercato, i consiglieri chiedono l’attivazione immediata dei bandi comunitari e nazionali per il ritiro e lo stoccaggio privato del nuovo olio extravergine, con l’obiettivo di ridurre l’eccesso di offerta e stabilizzare i prezzi alla produzione.
Per rafforzare la tracciabilità dell’olio e contrastare le frodi, i firmatari sollecitano inoltre la piena operatività del Documento di accompagnamento olivicolo (DAO) telematico, indicato nella nota come una misura annunciata dal Ministero. A questo strumento chiedono di affiancare un piano straordinario e verificabile di controlli antifrode, sia sui carichi in transito nei porti sia sui prodotti in vendita negli scaffali della grande distribuzione.
Per sostenere le aziende agricole e i frantoi in difficoltà finanziaria, il documento propone l’istituzione di un fondo nazionale straordinario di ristoro e misure che consentano alle imprese di affrontare la crisi di liquidità. Tra gli interventi richiesti figurano la sospensione delle rate dei mutui agrari, con il coinvolgimento dell’ABI, sgravi contributivi INPS e garanzie straordinarie attraverso ISMEA.
Chiesta anche la sospensione immediata del pagamento dei tributi consortili di bonifica, tra cui il tributo 630, per le imprese colpite dalla crisi o da problematiche fitosanitarie.
Con la convocazione straordinaria, i tre consiglieri puntano a ottenere il sostegno formale del Consiglio comunale alle richieste degli operatori e a impegnare l’Amministrazione a rappresentarle nelle sedi regionali e nazionali, a tutela delle aziende e dei posti di lavoro legati alla filiera olivicola locale.
LUCIA DARGENIO