Margherita di Savoia, una piazza per Vincenzo Ronzino: la città ricorda il concittadino ucciso nella strage di Bellona

MARGHERITA DI SAVOIA - Il nome di Vincenzo Ronzino entra nella toponomastica della sua città natale. Al sergente maggiore montatore dell’Aeronautica, morto a 31 anni nella strage nazista di Bellona del 7 ottobre 1943, è stata intitolata la piazza antistante la scuola primaria “Papa Giovanni XXIII”, in via Africa Orientale. Un riconoscimento che affida a un luogo frequentato quotidianamente dagli alunni la memoria di un concittadino vittima della guerra. (Foto)

Nato a Margherita di Savoia il 12 maggio 1912, figlio di Nicola e Carmela Lopizzo, Ronzino era un sottufficiale specialista. La ricostruzione biografica pubblicata dall’Associazione nazionale famiglie italiane martiri indica il suo servizio presso il campo di aviazione di Capua. Il suo nome figura tra quelli delle 54 vittime dell’eccidio che segnò la comunità di Bellona, nel Casertano, durante la ritirata delle truppe tedesche.

La strage maturò nel clima di violenza dell’occupazione nazista, poche settimane dopo l’armistizio. La sera del 6 ottobre alcuni soldati tedeschi tentarono di portare via con la forza due giovani donne da un’abitazione del paese. La reazione di un familiare provocò la morte di un militare e il ferimento di un altro. Seguì la rappresaglia: il giorno successivo furono rastrellati numerosi uomini e le vittime vennero uccise presso una cava di tufo. Le pareti della cava furono poi fatte saltare per coprire i corpi.

Restano invece non completamente chiarite le circostanze nelle quali Ronzino finì nelle mani dei tedeschi. È un’incertezza emersa anche dalle ricerche dei familiari, che negli anni hanno custodito e cercato di ricostruire la sua vicenda. Già nel 2022 il Corriere dell’Ofanto aveva dedicato spazio alla sua storia, attraverso un contributo di Antonietta D’Introno nato dal confronto con il nipote e con gli studiosi impegnati nel recupero della memoria dei caduti salinari (leggi).

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Bernardo Lodispoto e i rappresentanti dell’Associazione Arma Aeronautica: il colonnello Antonio Arzillo e l’alfiere Pietro Sparano per Bellona, il luogotenente Giacomo Metta per la sezione di Canosa di Puglia. Presenti anche le associazioni locali dei Carabinieri, dei Marinai e dei Finanzieri, insieme alle rappresentanze di Carabinieri, Polizia locale, Guardia di Finanza e Guardia Costiera.

Lodispoto ha richiamato il valore della memoria e la necessità di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza delle sofferenze provocate dalla guerra. A restituire la dimensione familiare della vicenda sono stati i nipoti Franco Capacchione e Vincenzo Ronzino, intervenuti con ricordi e testimonianze sulla vita dello zio. La sua storia trova ora uno spazio permanente nella città in cui era nato.

Redazione CorriereOfanto.it