TRINITAPOLI - Un oggetto scartato può diventare il punto di partenza di un’opera d’arte e offrire l’occasione per ripensare le abitudini di consumo. È questa l’idea al centro di «Rifiuti Zero», il ciclo di incontri promosso dal Centro di Lettura Globeglotter, che prenderà il via lunedì 26 ottobre, alle ore 18, nel salone della Caritas, in via Papa Giovanni XXIII. Il primo appuntamento sarà dedicato al riciclo creativo, con il contributo del mondo della scuola e di chi si occupa di educazione ambientale sul territorio.
A fare da filo conduttore sarà il verso di Fabrizio De André «Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono fiori»: un invito a riconoscere nuove possibilità nei materiali destinati a essere gettati. L’iniziativa propone una riflessione sul rapporto tra creatività e sostenibilità, mostrando come il recupero degli scarti possa tradursi in un’esperienza artistica e in una maggiore attenzione agli sprechi.
A introdurre il tema «L’arte del riciclo» sarà lo scultore Cristian Loretti, docente di Discipline plastiche, scultoree e scenoplastiche presso il Liceo Artistico «Dell’Aquila-Staffa» di Trinitapoli. Insieme a lui interverranno gli studenti Desirèe Donna Biccari, Antonio Pio Della Pietra, Antonio Upupa, Karol Francesca Cavaliere, Vanessa Pulito, Michela Alessia Caterina Di Nuzzi, Alessandro Rociola e Michele Calò, che presenteranno alcune loro opere.
Seguirà l’intervento di Michela Rociola, dell’associazione di promozione sociale ScartOff di Barletta, impegnata nell’educazione ambientale, nel riuso creativo e nell’economia circolare. L’associazione, che opera anche come bottega artigianale, realizza laboratori didattici per bambini e adulti nelle scuole, nelle piazze e durante gli eventi, affrontando attraverso attività pratiche i temi del riciclo, della raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti.
L’appuntamento inaugura un percorso con cui Globeglotter intende riportare l’attenzione su gesti quotidiani capaci di prolungare la vita degli oggetti e limitare gli sprechi: riparare ciò che si rompe, riadattare gli indumenti, utilizzare gli avanzi alimentari e trasformare in creazioni artistiche i materiali di scarto. Abitudini che appartengono alla cultura del recupero e che possono trovare nuove forme di espressione nelle scuole e nelle comunità locali.
Al confronto si affiancherà una proposta di lettura. Il Centro segnala «Le cose che ci salvano» di Lorenza Gentile, scelto per il legame con i temi dell’incontro e disponibile per il prestito nella biblioteca «Mons. Vincenzo Morra». Un modo per proseguire anche attraverso i libri la riflessione sul valore di ciò che troppo spesso viene considerato inutile.
Redazione CorriereOfanto.it