Insieme fiorisce la speranza: “Progetto Legalità” presso l’Istituto di Istruzione Secondaria “Michele Dell’Aquila”

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Il 21 marzo 2018 si è svolta a Foggia la Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera per combattere le mafie del foggiano e per essere al fianco di chi si oppone alle mafie quotidianamente in questa terra, come le cooperative sociali che gestiscono terreni confiscati alle mafie a Cerignola, le donne e gli uomini delle istituzioni che ce la mettono tutta, gli imprenditori che con coraggio denunciano estorsioni, ma anche gruppi di volontari che provano a contrapporre alla gravità dei fenomeni mafiosi progetti di solidarietà che stanno cominciando a produrre faticosi cambiamenti.

Presso l’Istituto “Michele Dell’Aquila” di San Ferdinando di Puglia l’evento ha stimolato la realizzazione di un Progetto Legalità che, partendo da una riflessione sul fare memoria, ha permesso agli studenti di approfondire la conoscenza del problema ed osservare come negli anni si stia diffondendo una cultura antimafia.

L’aula scolastica si è trasformata in una sorta di laboratorio di legalità, in cui i primi protagonisti sono stati gli studenti delle classi 3^T, 4^R, 5^AS, che sollecitati dai docenti Anna Bozzi, Armonia Devangelio, Carmela Samarelli, Giuseppina Di Palo, hanno approfondito il significato della parola legalità rispetto alla propria comunità di appartenenza, alla scuola, al gruppo di amici ed alle famiglie.

L’esperienza didattica ha preso spunto dalle linee guida proposte da Libera in preparazione dell’evento. I docenti hanno proposto di partire dalla visione di due film, “Io non ho paura” e “Cento passi” che, pur trattando di situazioni apparentemente lontane, hanno al centro personaggi adolescenziali o giovanili vicini alla sensibilità dei nostri alunni.

Come evidenziano i rapporti della DIA, il fenomeno della mafia è espressione di violenza e non è confinato, come potrebbe sembrare, a momenti straordinari della vita sociale, quando cioè accadono omicidi, atti di intimidazione e così via. L’azione mafiosa, invece, ha bisogno per sua natura di vivere nelle pratiche quotidiane e di influenzare fortemente le culture individuali e collettive. La vita della comunità, del mercato, della politica e della società civile risentono fortemente della sua presenza. Spesso è produttrice di norme e di valori che danno luogo a un vero e proprio processo d’istituzionalizzazione che in molti territori diventa la forma di regolazione sociale più efficace e più importante, tanto da sostituirsi a tutte le altre forme attraverso il conflitto violento e la manipolazione.

Per contrastare la mafia è necessario un esercizio continuo di impegno, conoscenza e memoria. Come ha evidenziato don Luigi Ciotti al termine della manifestazione di Foggia, “la memoria è esercizio quotidiano: dobbiamo parlare, dare voce al nostro desiderio di giustizia e di libertà. Parlare è tessere relazioni”. È così che si può costruire una cultura antimafia fatta di scelte etiche e responsabili che perseguono la tutela del territorio e ne conservino la bellezza.

Concetto ribadito anche nell’incontro di presentazione del libro “Non a caso” di Daniela Marcone il 5 marzo scorso, vicepresidente di Libera e responsabile della sezione Memoria, che parlando della storia del padre, ucciso per aver fatto il suo lavoro, ha sollecitato i giovani a prendere coscienza del bisogno di ritrovare l’amore per la propria terra, il senso di appartenenza di una comunità in cui ciascuno è parte attiva con le proprie scelte e relazioni.

Successivamente gli alunni sono stati protagonisti di un incontro presso TeleDehon, l’emittente televisiva di Andria, in cui hanno posto domande ai rappresentanti regionali di Libera, Mario Dabbicco, e dell’Associazione Antiusura, Marco Di Bartolomeo.

Fare memoria significa scrivere la storia delle mafie Pugliesi, rivivere attraverso il ricordo di coloro che hanno perso la propria vita, una memoria collettiva, quale bene comune da valorizzare per non dimenticare.

La visita alla cooperativa “La Pietra di Scarto” di Cerignola e al laboratorio “Francesco Marcone” ha contribuito a capire come la mafia può essere sconfitta e come i beni confiscati diventano beni inviolabili a disposizione della comunità civile e soprattutto di coloro che la vita l’hanno ritrovata dopo percorsi di dipendenza, rimettendosi in gioco e impegnandosi nelle cooperative sociali, in cui si producono beni che portano sull’etichetta i nomi delle vittime di mafia.

Infine, la partecipazione alla Giornata “Solchi di verità e giustizia” del 21/3/2018 a Foggia organizzata da “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, ha sintetizzato la volontà di impegnare la propria libertà per liberare chi libero non è.

Partecipare alla marcia per mostrare “da che parte stare” e condividere i propri pensieri con gli altri studenti nei seminari pomeridiani ha rafforzato in noi il desiderio di sostenere scelte etiche che garantiscano un presente rispettoso della dignità di ciascuno, superando le ingiustizie sociali, attenti alla dimensione della crescita civile e umana degli individui nelle comunità.

Tornando fra i banchi di scuola, non vogliamo dimenticare l’esperienza, ma fare nostro lo slogan che abbiamo gridato alla marcia: “Per non dimenticare: insieme fiorisce la speranza”. L’idea è quella di riportare l’esperienza in un convegno aperto alla cittadinanza a fine maggio ma soprattutto di creare un presidio di Libera presso la scuola perché anche altri studenti possano approfondire la conoscenza che è la via maestra al cambiamento.

YLENIA DALOISO

box terme