S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri è tornato alla Casa del Padre. La biografia del “vescovo paziente”

S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri è tornato alla Casa del Padre. La biografia del “vescovo paziente” S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri è tornato alla Casa del Padre. La biografia del “vescovo paziente”
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TRANI - Nella mattinata odierna, attorno alle ore 8.30, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, è stato trovato privo di vita. Probabilmente si accingeva a lavarsi, quando è stato colto da malore. Le suore che abitavano con lui, attorno alle 8.30, non vendendolo, lo hanno chiamato, ma hanno fatto l’amara scoperta. Un sacerdote accorso subito ha chiamato il 118, giunto prontamente; ma i diversi tentativi di rianimazione non hanno sortito nessun effetto positivo.

Mons. Giuseppe Pavone, Vicario Generale, invita tutta la comunità ecclesiale alla preghiera “per il nostro Padre e Pastore che si apprestava a celebrare il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale tutto dedicato al servizio alla Chiesa”.

Per tutta la mattinata l’abitazione dell’Arcivescovo è stata meta della visita di tanti, soprattutto sacerdoti e parenti di Mons. Pichierri. La salma è stata composta e posta nella camera ardente, sita nel salone del secondo piano del palazzo arcivescovile di Trani. Rimarrà lì fino alle ore 10.00 di giovedì 27 luglio per essere traslata nella Parrocchia San Giovanni Battista in Trani: qui, in serata, alle 20.30, avrà luogo una veglia di preghiera e, venerdì 28 luglio, alle 13.00, il clero reciterà l’ora media della liturgia delle ore; successivamente, la salma sarà traslata nella Cattedrale di Trani, dove, alle ore 16.00, si terrà la celebrazione delle esequie che saranno presiedute dal S. Eminenza il Cardinale Salvatore De Giorgi.

Mons. Giovan Battista Pichierri è nato a Sava (Ta) il 12 febbraio 1943, battezzato il 6 marzo1943.

Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario diocesano ed in quello regionale di Molfetta, è stato ordinato presbitero della diocesi di Oria (BR) il 30 agosto 1967. Ha completato la sua formazione teologica frequentando la Facoltà Ecumenica di Bari dove, nel 1970, ha conseguito la Licenza in Teologia Ecumenica.

Ha messo i primi dieci anni del ministero sacerdotale al servizio dei Seminari minori, diocesano e regionale per il Liceo in Taranto. In quest’ultimo, prima come animatore e poi come rettore.

Tornato in diocesi nel 1977, ha servito la Chiesa diocesana collaborando direttamente con i Vescovi De Giorgi e Franco, e nell’intervallo della successione tra questi come delegato ad omnia dell’Amministratore apostolico Voto, vescovo di Castellaneta.

Dal 1982, Mons. Armando Franco, nominandolo Arciprete, gli affida la cura pastorale della parrocchia della SS. Trinità in Manduria, dove svolge il suo servizio sino 12 marzo1991.

Nel 1986, lo stesso Mons. Franco lo chiama a collaborare in maniera più diretta nella guida della diocesi affidandogli l’incarico di Vicario generale e Moderatore di Curia.

Lungo tutto l’arco degli anni di ministero ha insegnato Religione Cattolica nelle Scuole di Stato, media e superiori nel Ginnasio, nel Commerciale, nello Scientifico.

Il 21 dicembre 1990 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha eletto Vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano (FG).

Il 26 gennaio 1991 è stato ordinato Vescovo nella Chiesa Madre di Manduria (Ta) dal vescovo diocesano, Mons. Armando Franco. Il 17 marzo 1991 ha fatto l’ingresso in quella diocesi.

Il 13 novembre 1999 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha trasferito alla sede arcivescovile di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth (Ba).

L’ingresso nella nuova sede è avvenuto il 26 gennaio 2000, nono anniversario della ordinazione episcopale.

Difficile condensare in poche righe un episcopato così ricco di impegno e di magistero.

Circa trenta sono stati i documenti pastorali di rilievo che guardati in un’ottica sinottica danno idea della vastità degli interessi pastorali perseguiti: il direttorio per il diaconato permanente (2000); statuto e regolamento della cura arcivescovile (2000); la parrocchia come cellula e soggetto pastorale (2001), come comunità eucaristica missionaria (2002), come comunità ecumenica missionaria (2005) sui ministeri istituiti (2002); famiglia e giovani (2002); sul fidanzamento (2005); sulla visita pastorale (2005); sull’istituto di scienze religiose (2007); sulla formazione del presbiterio diocesano (2007); sull’importanza dell’ascolto della Parola di Dio (2008); sul senso più profondo della chiesa come casa della speranza (2007) e dal volto materno (2008); sulla pastorale di accoglienza delle famiglie ferite (2009). E l’elenco potrebbe continuare.

Il suo è stato un servizio poliedrico: di ammaestramento, di santificazione, pastorale, alla causa dell’ecumenismo, nella realizzazione di opere di carità nei sette centri della diocesi.

La sua ultima scelta pastorale è stata quella del Primo Sinodo Diocesano, da lui voluto e realizzato in diversi anni, indetto il 19 ottobre 2012, sul tema “Per una chiesa mistero di comunione e missione”, come lui soleva dire “celebrato sotto l’azione dello Spirito Santo” nelle fasi di preparazione, di riflessione, di confronto sullo strumento di lavoro, di assemblee elettive (2013-2015) e conclusosi il 30 ottobre 2015. Il 26 gennaio 2016, suo XXV anniversario di ordinazione episcopale, promulgo il Libro Sinodale. Da allora, sino ad oggi, si era messo a lavoro con i suoi collaboratori a realizzare le indicazioni del Libro Sinodale: riforma della curia, istituzione della scuola di formazione per gli operatori della pastorale, istituzione di un servizio diocesano per le famiglie in crisi, la celebrazione di un convegno diocesano per la verifica del cammino compiuto dopo il sinodo.

Più recentemente si stava preparando alla celebrazione del suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, all’insegna della sobrietà e della preghiera. Per questa occasione aveva voluto inviare alla comunità diocesana una lettera che sarà resa nota a giorni, in cui tra l’altro scrive: “Siamo giunti al momento del congedo fisico: il 12 febbraio 2018 compirò 75 anni e, secondo il can 401 del CJC, sono tenuto a rimettere il mandato episcopale nelle mani del Santo Padre Francesco. Questo lo faccio con serenità di spirito e come atto di amore alla santa Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie, perché possa continuare a crescere in Gesù Cristo, il buono e il bel pastore, sotto la guida di chi il Santo Padre eleggerà ed invierà come mio successore. Ciò che sento di dovervi scrivere non è un testamento, ma una calda esortazione a permanere nell’amore di Dio, proprio come ci chiede il nostro maestro, Gesù: «Rimanete nel mio amore!» (Gv 15,9). (…) d’impegno pastorale. Il Sinodo diocesano celebrato consideratelo come la «magna carta» della pastorale diocesana da seguire migliorandola, cammin facendo, sotto la nuova guida dell’Arcivescovo che avrete in dono. Carissimi, ciò che abbiamo vissuto in Cristo Gesù sotto l’azione dello Spirito Santo rendetelo noto all’Arcivescovo, mio successore, col vostro stile di vita ecclesiale sinodale. Il nuovo Pastore verrà per servire e per crescere insieme con voi «secondo l’energia propria di ogni membro» (Ef 4,16) del corpo mistico di Cristo”.

E, in una intervista rilasciata al mensile diocesano “In Comunione”, alla domande se volesse conferire su un argomento che non era stato oggetto delle domande rivoltegli prima, ha affermato: “Parto dall’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, per inserirmi nella mia diocesi di origine, Oria, dimorando nel mio paese natio, Sava, con un “sogno” che vagheggio, chiedendo al Signore di poterlo realizzare: adoperarmi a far tornare la presenza delle persone consacrate a Sava. Mi spiego. A Sava, erano presenti i Frati Minori francescani che hanno creato opere di carità; le Suore Figlie della Carità di S. Vincenzo e di S. Luisa de Marillac che hanno educato generazioni di bambini e fanciulle nell’associazione “Figlie di Maria”, ed hanno avuto cura dei poveri aiutando le “Dame di Carità”; le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice, benemerite per la scuola materna ed elementare parificata. Ora, Sava, è sprovvista della preziosa presenza della Vita Consacrata. Vorrei, con l’aiuto di Dio e con la cooperazione dei fratelli e sorelle, impegnati nelle associazioni e nel volontariato, sostenuto dal Vescovo diocesano e dalle Autorità civili, istituire una “Casa della tenerezza” in un luogo significativo della città e affidata ad una comunità di Vita Consacrata, sorretta da me, dai sacerdoti della Città, dal Volontariato. Sarebbe un miracolo! Per questo chiedo la preghiera della bella Chiesa diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie che mi porto nel cuore. Grazie!”.

Comunicato Stampa Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie