San Ferdinando, “lettera di auguri” di Mons. Domenico Marrone al neo sindaco Salvatore Puttilli

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Si porge il testo integrale della “Lettera di auguri” che, nella serata del 18 giugno, Mons. Domenico Marrone, Parroco di San Ferdinando Re e Vicario Episcopale della Zona pastorale Ofantina (che comprende i comuni di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli), ha letto rivolgendosi al Dott. Salvatore Puttilli, neo Sindaco di San Ferdinando di Puglia, a conclusione della celebrazione cittadina del Corpus Domini, prima di esporre il Santissimo per la processione.

«Illustrissimo Sindaco, Dott. Salvatore Puttilli,

a pochi giorni dalla Sua elezione sono lieto, unitamente alla Comunità ecclesiale cittadina, di manifestarLe le più vive congratulazioni e i migliori auguri per l’arduo e nobile compito che Lei si appresta a svolgere.

Mi piace vederLa all’opera da subito, insieme alla Sua squadra e in clima di collaborazione dialettica con tutta l’Amministrazione, per allestire cantieri di speranza per il nostro amato paese e non a presidiare musei di ricordi o a ripristinare primitivi assetti urbanistici. Si eviti di trasformare il nostro paese nella tela di Penelope: è una strategia troppo facile per mascherare una mancanza di progettualità e cedere alla tentazione pretenziosa di costituire l’inizio assoluto.

Mi piace vederLa non ossessionato dal Centro storico, come accaduto dalla fondazione del paese ad oggi per tanti suoi predecessori, ma intento a riqualificare le periferie, a rendere sempre più policentrico il nostro paese.

Mi piace vederLa capofila di progetti che mirano a realizzare quanto non ancora fatto, anziché vederLa proteso a cancellare quanto già fatto.

Mi piace vederLa attento ai più fragili, agli ultimi, a quanti vivono in solitudine, ai meno fortunati che formano la nostra comunità, al di là della appartenenza giuridica, ma in quanto membri alla famiglia umana.

Mi piace vederLa impegnato a sconfiggere, in collaborazione con tutte le agenzie educative, il disagio giovanile, sintomo di malessere esistenziale che rischia di contagiare le generazioni adulte, facendole precipitare nel vortice delle mille dipendenze che narcotizzano la coscienza soprattutto in tempi di passioni tristi, quali la noia e la nausea.

Mi piace vederLa mettersi all’opera per organizzare la speranza per la nostra comunità cittadina a prevalente vocazione agricola che vede giorno per giorno oltraggiare il sudore della propria fronte dall’arroganza avida di una piovra che estende i suoi tentacoli in tutto il comparto agricolo, di cui tutti ne avvertono la stretta opprimente e nessuno ha il coraggio di ammetterne l’esistenza. Alcuni sono convinti che sia un fenomeno assimilabile a quello spirito maligno dei racconti popolari detto “Iuria”, il quale di notte appare sotto diverse sembianze, disturbando il sonno e tentando di strangolare le persone. Fortunatamente svanisce nell’atto in cui ci si sveglia e si aprono gli occhi. In questo caso, al contrario, tutti credono che possa svanire, come d’incanto, chiudendo gli occhi. Invece continua a “strangolare” indisturbata. Come non avvertire attualissimo il monito di don Luigi Sturzo pubblicato in un articolo del 21 gennaio 1900: “la mafia stringe nei suoi tentacoli giustizia, polizia, amministrazione, politica; quella mafia che oggi serve per domani essere servita, protegge per essere protetta”. Urge un riamo morale da parte di tutti nel nostro paese!

Mi piace vederLa preoccupato del prodotto interiore pulito della nostra comunità, piuttosto che del prodotto interno lordo, cioè della sua crescita morale, civica e solidale, nella consapevolezza che la vera sicurezza di una comunità scaturisce dal rinsaldarsi dei legami sociali, dal superamento dell’individualismo selvaggio, dell’indifferenza cinica, e non tanto dall’incrementare uomini e mezzi per la sorveglianza.

Mi piace vederLa promuovere progetti di accoglienza, integrazione, valorizzare il tempo del meticciato, qual è quello che viviamo. È un tempo provvidenziale che ci fa prendere coscienza del progetto di Dio di fare di tutti gli uomini una sola famiglia umana. Le società contemporanee sono sempre più multiculturali. Gli spostamenti delle popolazioni, la “mondializzazione” dell’economia e dell’informazione provocano una mescolanza di persone dalle origini e dai modi di vita differenti, fenomeno senza precedenti nella storia umana.

Mi piace immaginarLa all’altezza della comprensione di questo fenomeno per trovare punti di riferimento per vivere insieme in questa nuova realtà, anche nella nostra piccola comunità, liberandoci dai fantasmi, purtroppo nuovamente di ritorno e, cosa ancor più sconcertante, nella nuove generazioni, della purezza delle razze, degli usi e dei costumi. Mi piace vederLa convinto che è possibile aspirare al riconoscimento delle differenze nell’eguaglianza. Lavoriamo per una comunità inclusiva e non escludente.

Camminiamo insieme con il Vangelo e la Costituzione nel cuore. Che bello che sulla nostra piazza (Piazza della Costituzione!) si fronteggiano queste due bussole. “Tra Vangelo e Costituzione c’è una profonda compatibilità. Il Vangelo sta dalla parte degli esclusi, degli umiliati, dei poveri. La Costituzione è stata scritta per dire mai più esclusione, mai più oppressione, mai più povertà. Non è solo la legge fondamentale dello Stato: è un grimaldello delle coscienze, un richiamo alle nostre omissioni, uno specchio limpido che riflette quello che siamo. Per questo tanti vorrebbero coprirlo o sostituirlo con un altro, a propria immagine e somiglianza. Dobbiamo opporci a questa manomissione riscoprendo le responsabilità dell’essere cittadini e tenendo viva la Costituzione che nessuno può cancellare: quella scritta nei nostri cuori e nelle nostre coscienze” (don Luigi Ciotti).

Il Signore, al quale “è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra” (Mt 28,16), La doti di “grembiule e catino” per rendere agile e limpido il cammino dei nostri cittadini sulle vie del bene. La benedizione di Dio accompagni, sostenga e illumini il Suo impegno disinteressato a servizio del bene comune.»

Comunicato Stampa Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie

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