I ragazzi della Parrocchia SS. Salvatore fanno festa con i bambini del reparto di Oncoematologia Pediatrica

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SAN GIOVANNI ROTONDO - Trambusto di chitarre, tastiera, fili, tamburelli, parrucche, occhialoni: tutto è pronto, comincia lo spettacolo…

E d’incanto non si vedono più mascherine, tubi e tubicini delle terapie, ma solo sorrisi; mani che si agitano nell’aria; passi che si muovono a suon di musica; palloncini a forma di cuore, di fiore e di spada che svolazzano di qua e di là. È la magia che si è creata grazie al gruppo dei ragazzi post-cresima della parrocchia Santissimo Salvatore di Margherita di Savoia.

Bravi e dolcissimi questi ragazzi, che, dinanzi ad un pubblico di bambini e giovani pazienti, hanno saputo vincere imbarazzo ed ansia, regalando allegria e spensieratezza.

Bravi, perché hanno saputo emozionare con la spontaneità e la tenerezza che solo il cuore può donare.

Bravi, perché hanno confezionato, e regalato a tutti i presenti, dei deliziosi braccialetti lasciando così un ricordo tangibile della loro presenza.

Ringrazio questa adorabile allegra brigata, i catechisti, le animatrici, don Matteo Martire, in quanto oggi hanno colorato ed animato il reparto coinvolgendo tutti.

Ricchi di conforto spirituale e solidarietà umana, inoltre, i momenti dedicati da don Matteo a visitare i bambini e i genitori impediti ad uscire dalle loro stanze, perché le cagionevoli condizioni di salute non permettevano di assistere allo spettacolo.

E sono sicura che i giovanissimi protagonisti dell’intrattenimento musicale, dopo questa esperienza, apprezzeranno ulteriormente ogni istante della vita, anche quando sembra ti dia poco o niente, quando il dolore rischia di diventare angoscia e disperazione.

Donare un po’ del proprio tempo e delle proprie risorse a chi vive momenti difficili in ospedale, può aiutare a non sentire il peso della solitudine, a sorridere nella sofferenza, a cancellare il grigiore della malattia per accendere i colori dell’arcobaleno.

Ed è bello pensare che quei bambini e quegli adolescenti, stanotte, nelle loro stanze di ospedale, canticchieranno qualche ritornello, ripeteranno qualche passo di danza, porteranno nei loro sogni l’allegria che si è creata divertendoci tutti insieme.

È solo questo che può spingere una madre ‘amputata’ del proprio figlio a tornare nel luogo del dolore: la consapevolezza che condividere, sorridere, distrarsi, cantare, giocare, possono lenire il malessere di chi, in tenere età, è costretto ad una lunga degenza ospedaliera.

Appena terminato lo spettacolo, i ragazzi del post-cresima mi hanno chiesto con entusiasmo: “Quando torniamo? Vogliamo fare un altro spettacolo!”.

Quasi contemporaneamente i responsabili del reparto mi hanno detto: “Tornate, vi aspettiamo!”.

E allora, ai nostri piccoli del reparto di oncologia ed ematologia non ci resta che dire “A presto!”.

Grazie, mille volte grazie!

SABRINA DAMATO