Rutigliano: «L’immobile ex macello può tornare nella disponibilità comunale, per inadempienza contrattuale dell’IPAB»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Anni fa le fiabe e le storielle iniziavano con “C’era una volta…”. Infatti, c’era una volta l’IPAB (Istituti Riuniti Immacolata Maria SS. Vergine del Rosario) di Margherita di Savoia. Sembra la fiaba infinita, invece è una verità, purtroppo, ancora sommersa; una verità che appartiene alla storia del nostro paese, le cui attuali autorità sembrano non interessate a fare emergere questa verità storica che fa parte della nostra storia culturale e sociale. Chi non ricorda la storia non può programmare il futuro.

Sulla questione IPAB molto è stato detto e scritto, anche con due articoli pubblicati da La Gazzetta del Mezzogiorno rispettivamente in data 22.1.2018 e 19.12.2019.

Nessuna risposta di chiarimenti. Solo silenzio assordante.

Il sindaco e l’assessore al patrimonio dovrebbero essere a conoscenza che l’immobile denominato “macello comunale”, già di proprietà comunale, trasferito alla cifra simbolica di euro 1,00 (uno) a favore dell’IPAB con atto pubblico di trasferimento del diritto di superficie a rogito del notaio Luca Guglielmino (già di Margherita di Savoia) del 23 maggio 2013, può e deve ritornare nella disponibilità del Comune con atto notarile di retrocessione di immobile in favore del Comune e ciò per inadempienza contrattuale al detto contratto da parte dell’IPAB.

L’art.4 (precisazioni) del su citato atto notarile stabilisce, tra l’altro, quanto segue:

- il diritto di superficie oggetto del presente atto è concesso per 99 (novantanove) anni, salvo ulteriore proroga di uguale periodo da concedersi entro sei mesi prima della scadenza, e su esplicita richiesta dell’IPAB;

- sono a totale carico dell’IPAB tutte le spese per la ristrutturazione e/o demolizione e ricostruzione, secondo il progetto che sarà regolarmente approvato dagli enti preposti, e presentato a cura e spese dell’Ente IPAB;

- è obbligo che la destinazione d’uso dell’immobile sarà quello di ricovero per anziani e minori bisognosi, e/o assistenza ad anziani e minori bisognosi, scopi rientranti nell’oggetto sociale dell’Ente IPAB;

- è fatto obbligo all’Ente IPAB che nel caso in cui la struttura non fosse completamente realizzata e/o funzionante, anche parzialmente e tale da consentire lo svolgimento anche parziale dei compiti rientranti nell’oggetto sociale dell’Ente, entro 7 (sette) anni dalla stipula del presente atto, la nuova costruzione entrerà nel patrimoniale comunale, previo rimborso di tutte le somme occorse, senza onere di interesse alcuno a carico del Comune, per la costruzione dell’opera fino a quel momento risultante dagli atti contabili dell’IPAB;

- il Comune, a suo insindacabile giudizio, può concedere una proroga dei termini a richiesta dell’IPAB entro sei mesi prima della scadenza. In caso di diniego, da parte del Comune, dei termini di proroga, tutte le spese di reimmissione del fabbricato in favore del Comune saranno a carico di quest’ultimo;

- l’art.6 (possesso) del citato contratto recita: “Gli effetti attivi e passivi della vendita si hanno da oggi e pertanto da oggi stesso rendite e oneri relativi a quanto venduto si trasferiscono a beneficio e carico della parte acquirente, la quale viene pure immessa nel possesso legale e materiale del bene medesimo”.

L’IPAB è entrato nel pieno possesso materiale e legale dell’immobile sin dal 23 maggio 2013, data dell’atto notarile trasferimento così come sopra precisato.

Per quanto sopra evidenziato si rileva che:

a) sono passati 7 (sette) anni dalla data di sottoscrizione dell’atto, 23.5.2013, ad oggi e dalla situazione esistente sembra che nessuna iniziativa sia stata presa dall’IPAB per la redazione del progetto, se presentato al Comune, l’inizio dei lavori, di ristrutturazione e/o demolizione e nuova costruzione, ecc.. Quindi, non essendosi verificato tutto questo, a mente dello stesso articolo 4) del citato contratto notarile, il Comune può e deve rientrare nel pieno possesso della sua proprietà del detto immobile;

b) se l’IPAB ha investito euro 400.000,00 (quattrocentomila!) nelle obbligazioni della Banca Popolare di Bari, come risulta dagli accertamenti ispettivi effettuati da parte della Regione Puglia da cui risultavano irregolarità da parte dei gestori dell’IPAB, deliberazione della Giunta Regionale n.2193 del 12.12.2017, si chiede: come può l’IPAB assolvere agli obblighi contrattuali?

c) come mai tanto silenzio su questo argomento? Forse perché di interesse generale? Come non mai in questo particolare momento di difficoltà si sente il mancato intervento assistenziale dell’IPAB a sostegno delle famiglie bisognose e quindi all’adempimento degli obblighi statutari. Forse… Forse… senz’altro è meglio tacere?

La popolazione, con infinita pazienza, aspetta i dovuti chiarimenti.

In questo momento il silenzio non è “d’oro” perché nasconde verità ed obblighi morali e sociali che, forse, non si vogliono affrontare?

Sindaco e assessore al patrimonio, la reimmissione nel patrimonio comunale di detto immobile sarebbe anche un investimento vantaggioso per il Comune per una vendita, a norma di legge, dello stesso, in quanto posto in un luogo di pregio; quindi, con rimpinguamento della casse comunali e a beneficio della popolazione, salvo programmi diversi dell’amministrazione.

Amministratori, forse dimenticate di essere stati eletti e pensate di essere stati consacrati.

Se invece di scegliere la strada delle competenze si sceglie quella del populismo diventa stridente che ci si lamenti del livello scadente della politica e dei conseguenti litigi inconcludenti.

Si chiede: come mai quasi nessun consigliere comunale si sente investito del dovere di affrontare l’argomento IPAB, della mancata realizzazione della “Casa della salute”, del mancato inizio dei lavori di ammodernamento della strada provinciale Margherita di Savoia-Zapponeta, ecc., anche con interpellanze, così come previsto dal regolamento del Consiglio? Manca l’interesse generale del bene comune?

Diceva Ronald Wilson Reagan, 40° presidente degli Stati Uniti: “La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte invece trovo che assomiglia molto di più alla prima”.

Cordialità.»

RAFFAELE RUTIGLIANO

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