Si chiude un anno: Margherita di Savoia tra difficoltà finanziarie e atteggiamenti incompatibili della politica. Intanto i giovani vanno via

MARGHERITA DI SAVOIA - «Gli interrogativi persistono e si moltiplicano. Se non altro per la mancata risposta alla soluzione delle problematiche sociali, di natura economica e finanziaria, che avvolgono la Vita del Nostro Paese.

La difficoltà finanziaria è generata dalla debolezza economica, nonostante la naturale ricchezza del territorio e, quindi, allo sfilacciamento del tessuto sociale.

Quello sfilacciamento che porta anche a non ben valutare la l’atteggiamento incompatibile della politica, nella gestione di quella “commissione”, a cui sarà affidato il compito di valutare “quel insussistente problema” della “liberalizzazione” del commercio delle acque madri.

In una società solida, gestita da una programmata azione volta alla tutela degli interessi collettivi, quella valutazione sarebbe stata affidata a specializzati professionisti, attraverso la richiesta di un parere “pro veritate”, il cui risultato non avrebbe lasciato strascichi valutativi od opinabili.

La insussistenza del problema, non certo a parere di chi scrive, è legata alla mancanza della domanda della gestione di quella materia prima, da parte della imprenditoria locale, e alla assenza di uno adeguato strumento urbanistico, capace di accogliere investitori.

L’ulteriore dubbio, invece, permane pensando alla insistenza di Coloro che, anziché fondare il proprio orientamento economico in via complementare con quello Salinaro, continuano dannosamente a porsi in maniera sovrastante o concorrenziale.

Questo costituisce motivo per potersi sinceramente rammaricare, perché lascia intendere le scarse possibilità di sviluppo e, quindi, di miglioramento della Nostra condizione di vita.

Negli ultimi giorni, mentre da una parte si è inneggiato all’intervento “di nuovi personaggi” nella azione della politica locale, dall’altra parte, perché incalzati dagli “scettici”, gli inneggiati, nel tentativo di giustificare il proprio intervento, trascurando la discussione sugli infiniti seri problemi da cui è da decenni è attanagliato il Nostro Paese, amplificati proprio dal loro silenzio e dalla loro indifferenza, hanno invece ritenuto necessario dare sfoggio di conoscenza della politica nazionale, come se fossero immediatamente pronti e candidabili alle Camere alte del Nostro Paese, tralasciando, invece, le drammatiche problematiche locali.

Mai, infatti, è stata spiccicata una sola sillaba volta alla discussione sui problemi: della disoccupazione; del deturpamento del territorio; della carenza di infrastrutture; dei collegamenti urbani ed extra urbani; alla assenza di associazionismo -culturale e sociale-.

Sarebbe stato veramente interessante, assistere a iniziative e discussioni su questi argomenti, anche se l’elenco è, purtroppo, molto lungo ancora.

È stato sempre evidenziato che: “nei momenti della vita, come quelli attuali, che sempre più si incupiscono, rendendo difficoltosa la stessa Nostra esperienza quotidiana, bisogna agire con razionalità, responsabilità e fermezza sociale” e non, certamente, per opportunismo politico.

Ma, nonostante tutto, più di ogni altra cosa, si coglie l’occasione di sottolineare la insormontabile e persistente assenza di una disciplina programmatica del territorio e della sociale responsabilizzazione della locale imprenditoria.

Tra le tantissime fonti territoriali aventi forza economica, proprio per la incapacità di razionalmente sfruttare il proprio territorio, Margherita di Savoia continua ad essere il Paese marittimo capace di annullare la principale risorsa naturale ed economica del mare e della spiaggia, e di deturpare inarrestabilmente il lungomare.

Inspiegabilmente, la Collettività continua a subire gli effetti negativi della illegittimità della chiusura e della preclusione dell’accesso e della visione della spiaggia e del mare e, quindi, una insostenibile profonda offesa alla propria dignità.

Si è detto di quella spiaggia e di quel mare, che pur costituendo fonti di bellezza e area naturale dalle infinite risorse, oltre che luogo incantevole capace di offrire un habitat unico, che ricerche scientifiche associano a una vera ecoterapia che migliora la condizione della persona, purtroppo, ancora oggi non è possibile viverli per non essere raggiungibili o, per lunghi tratti, per non essere addirittura neanche visibili alle persone.

Perdurante, tale situazione preclude anche la presenza di quella non trascurabile massa turistica invernale, desiderosa di vivere la natura marina e, quindi, il Nostro veramente meraviglioso Paese.

Il negativo fenomeno, impedisce lo sviluppo commerciale e alberghiero e costituisce ulteriore ostacolo allo sviluppo della economia locale, segnando negativamente la qualità della vita dei residenti e precludendo il miglioramento di benessere e della dignitosa e libera esistenza sul territorio.

L’argomento sollecitato, meritevole certamente di osservazioni, continua inspiegabilmente a rimanere chiuso, nel silenzio e nella indifferenza di Tutti.

Mentre sul Nostro meraviglioso e naturalmente ricco territorio, la presenza delle giovani generazioni e la speranza di dignitosamente viverlo, continuano a sempre più indebolirsi e mostrarsi chimera.»

avv. COSIMO DAMIANO CRISTIANO