Interviste meridiane: Gianluca Barbaro ha creato con le proprie mani la testa più bella del mondo

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TRINITAPOLI - Chi è Gianluca Barbaro? 30 anni, sposato, con due bambine, ha incominciato al secondo anno di scuola superiore ad andare a Margherita di Savoia dal bravo barbiere Giuseppe Fiotta che gli ha insegnato per primo il mestiere. Ha continuato la sua formazione ad Andria, da Mario Piccininno, campione del mondo di acconciature maschili. Si è poi iscritto alla Scuola Professionale per acconciatori UAAMI di Barletta ottenendo il diploma di “maestro d’arte” (insegnante) dopo sette anni di brillante frequenza dei corsi. A 23 anni ha aperto il salone per acconciature uomo/donna a Trinitapoli diventando velocemente il punto di riferimento di tutte le “giovani teste” della zona. In contemporanea non ha mai smesso di allenarsi e studiare. Dopo aver conquistato a Francoforte la medaglia d’argento nella competizione mondiale Hair World, è riuscito a vincere la medaglia d’oro di acconciatore, ottenendo il titolo di Campione del Mondo Classic Fade Skin Fade Low.

Hai ottenuto questo successo dopo anni e anni di studio e di addestramento. Ci spieghi che tipo di gara hai fatto a Parigi?

R.: Era una gara a squadre, provenienti da tutto il mondo. Ho vinto la medaglia d’oro ed una coppa gigantesca che mi arriverà in questi giorni, per ovvie difficoltà di trasporto, insieme ad altri due colleghi meridionali. La gara era divisa in due parti della durata di 30 minuti, la prima, e di 20 minuti la seconda. Entrambe servivano per acconciare la capigliatura del modello che ha condiviso con noi “croce e delizia” di questa bella avventura, e cioè il ventenne Marco Vitobello di Trinitapoli. Nella prima mezz’ora era consentito usare tutti gli attrezzi propri del nostro mestiere (forbici, pettine, lacca, lucidante e phon), mentre nella seconda più impegnativa e difficile gara si doveva acconciare la testa del modello solo con l’uso delle mani e di una pasta modellante. Un’ora al cardiopalma, durante la quale non ho avuto altro pensiero se non quello di trasformare la testa di Marco nella più bella testa del mondo!

Ad appena 30 anni sei riuscito a realizzare quello che è stato il più grande sogno della tua vita. Chi devi ringraziare?

R.: Tanti, tantissimi. In primis la mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato a fare questo mestiere, per me stupendo, e mia moglie, Maria Di Stefano, che mi ha convinto a credere che dietro il successo di un uomo c’è sempre una grande donna. Ho avuto, inoltre, un trainer eccezionale, Mario Piccininno, anch’egli campione del mondo, che ha reso possibile questo “miracolo”. Un ringraziamento speciale va al direttore del team italiano, Vincenzo Tallarico, un uomo di grande spessore culturale, i cui insegnamenti e suggerimenti sono stati per me una Bibbia. Noi siamo anche una sintesi di tutte le persone che conosciamo e apprezziamo. In questo sono stato molto fortunato.

Che consigli ti senti di dare, alla luce della tua esperienza, ai ragazzi che sognano di trovare la Mecca altrove e che guardano il loro paese come un luogo privo di opportunità?

R.: Bisogna guadagnare la stima della gente attraverso l’impegno, lo studio e il rispetto degli altri. Io la definisco “credibilità”. Quando i giovani arrivano nel mio salone noto che accettano “tagli” e “colori” senza contestare la mia creatività. Mi fanno sentire spesso un artista dei capelli. Ma questo risultato è il frutto di tanto lavoro fatto con l’umiltà di un perenne studente a vita. Non si deve mai smettere di imparare. Purtroppo, oggi sono rari i ragazzi disponibili a fare la gavetta sacrificando happy hours e pub del sabato sera. Più che la difficoltà di trovare lavoro in paese ritengo che prevalga la rinuncia a considerare anche il lavoro manuale (falegname, imbianchino, elettricista, idraulico, contadino, ecc.) un’occasione per diventare un lavoratore apprezzato e stimato dai compaesani. “Sognare con determinazione e lavorare sodo con l’umiltà di imparare sempre qualcosa in più” è stato sempre il mio vademecum. Non ho dubbi: il paese natìo può diventare la Mecca dei propri sogni.

ANTONIETTA D’INTRONO