Restituzione dell’ex macello comunale, a che punto siamo? Dalla simbolica vendita all’IPAB ad oggi, tutte le tappe della vicenda

MARGHERITA DI SAVOIA - «Egregio sindaco Lodispoto, a che punto siamo con la restituzione dell’ex macello comunale, attualmente ancora nelle disponibilità dell’IPAB?

LA RICHIESTA - Tutto ebbe inizio con la Delibera di Giunta n.198 del 28.11.2013, con la quale l’amministrazione Marrano affidò l’incarico legale al fine di impugnare la “simbolica vendita di un euro dell’ex macello fatta dal commissario straordinario comunale nel 2013”, di fatto chiedendo la nullità dell’atto di trasferimento. A preoccupare l’ex sindaco margheritano fu la vicenda relativa all’investimento di 400mila euro in titoli obbligazionari della Banca Popolare di Bari (vietato dalla legge e senza alcuna autorizzazione da parte della Regione Puglia per tale investimento), un’operazione che il generale Marrano definì “scellerata”, arrivando a chiederne pubblicamente conto non solo al commissario straordinario, Giuseppe Giuliano, ma anche alla tesoriera dell’IPAB, la dottoressa Elisabetta Galiotta (sorella dell’attuale vice sindaco margheritano, Grazia Galiotta) che, in qualità di controllore finanziario dell’istituto pubblico, avrebbe dovuto evitare l’operazione finanziaria sopra descritta.

LA STORIA DELL’ENTE - L’IPAB (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza) nacque nel 2003 dal raggruppamento di due Pie Fondazioni: l’una fondata dalla signora Mariantonia Ricco nel 1873 e l’altra dalla signora Rosa Leone Cafiero nel 1885, con lo scopo di “mantenere un centro polivalente per anziani, bambini, adolescenti e persone con handicap, o in mancanza del centro, per erogare i medesimi servizi e cure domiciliari agli stessi soggetti”.

Lo statuto dello stesso Ente prevede all’art. 3 che per il perseguimento delle predette finalità lo stesso debba provvedervi, anche tramite le rendite dei fitti degli immobili di proprietà dell’Opera Pia, nonché con le rendite degli eventuali lasciti e delle future donazioni.

Il consiglio di amministrazione dell’Ente era composto inizialmente da: un funzionario, quale componente della Regione Puglia; un componente del Distretto scolastico di Foggia; due consiglieri comunali, di cui uno di maggioranza ed uno di minoranza; il parroco della Chiesa SS. Salvatore; ed il segretario, sino alla nomina nel 2008 del commissario straordinario Giuseppe Giuliano: tutti con le medesime funzioni inerenti la gestione ordinaria e straordinaria, nonché di vigilanza e verifica contabile dell’Ente.

LE PRESUNTE IRREGOLARITÀ CONTESTATE - Anche grazie alla nota n. 5621 del 7 aprile 2016, inviata dal Comune di Margherita di Savoia, “in merito a presunte irregolarità di gestione delle risorse finanziarie e patrimoniali dell’IPAB”, la Giunta regionale pugliese avviò un lungo iter ispettivo. Il 24 maggio 2016 veniva effettuava una ispezione, presso la sede dell’IPAB a Margherita di Savoia, volta a verificare la gestione finanziario-patrimoniale dell’Ente. “Emergeva che l’IPAB aveva investito 400.000 euro in titoli obbligazionari e nonostante l’invito che i funzionari regionali rivolgevano all’Ente, di procedere all’immediato disinvestimento di tale somma” visto che, essendo il valore fluttuante, non potevano essere correttamente stimati, questi non vi provvedeva, né tanto meno comunicava l’esatta quantificazione del fondo di dotazione permanente della costituenda Fondazione (nota del 23 luglio 2016).

Con deliberazione della Giunta Regionale n.2193 del 12.12.2017, la Regione Puglia accertava le irregolarità contabili e nominava l’avv. Rosa Superbo, residente in Minervino Murge, in sostituzione del commissario Giuseppe Giuliano. Ad oggi, questa sostituzione non è avvenuta. Quali i motivi? Come mai la Regione Puglia non interviene? A cosa è dovuto il silenzio assordante del Comune margheritano su questo argomento?

IL RISVOLTO POLITICO - Nel recente passato, diverse volte l’ex sindaco Marrano provò a suscitare un dibattito in merito all’IPAB di Margherita di Savoia, dando informazione dei passi che si accingeva a compiere per le verifiche contabili dello stesso, stranamente senza ricevere alcun contraddittorio, domanda o considerazione in merito alla vicenda, ma ottenendo in qualche caso improvvise crisi isteriche in aula, con intervento del 118 (?). Evidentemente, quell’argomento era spinoso per certi amministratori del nostro paese che hanno avallato anche la cessione dell’ex macello all’IPAB.

GLI INTERROGATIVI - Oggi, la vicenda torna di stretta attualità e ci si chiede come mai, ad un anno dall’insediamento dell’amministrazione Lodispoto - un po’ troppo evanescente in materia sociale - la stessa non abbia provveduto a richiedere il rendiconto delle mancanze finanziarie; e, conseguentemente, che fine abbia fatto la giusta richiesta di restituzione dell’ex macello comunale che, se opportunamente riqualificato, potrebbe essere messo a disposizione della collettività, invece di marcire nel più profondo abbandono.»

GAETANO DALOISO

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