La Liturgia della Domenica (21 aprile 2019 - Pasqua, Risurrezione del Signore): “Egli doveva risuscitare dai morti”

La Liturgia della Domenica (21 aprile 2019 - Pasqua, Risurrezione del Signore): “Egli doveva risuscitare dai morti” La Liturgia della Domenica (21 aprile 2019 - Pasqua, Risurrezione del Signore): “Egli doveva risuscitare dai morti”
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Che cos’è che fa correre l’apostolo Giovanni al sepolcro? Egli ha vissuto per intero il dramma della Pasqua, essendo molto vicino al suo maestro. Ci sembra perciò inammissibile un’affermazione del genere: “Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura”. Eppure era proprio così: non meravigliamoci allora di constatare l’ignoranza attuale, per molti versi simile. Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti.
“Vide e credette”. Bastava un sepolcro vuoto perché tutto si risolvesse? Credo che non fu così facile. Anche nel momento delle sofferenze più dure, Giovanni rimane vicino al suo maestro. La ragione non comprende, ma l’amore aiuta il cuore ad aprirsi e a vedere. È l’intuizione dell’amore che permette a Giovanni di vedere e di credere prima di tutti gli altri. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele. Un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. È la testimonianza che ci danno tutti i gulag dell’Europa dell’Est e che riecheggia nella gioia pasquale alla fine del nostro millennio.


VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore


COMMENTO (a cura di Paolo Curtaz - www.paolocurtaz.it)

Corrono le donne, nel suq di Gerusalemme. Corrono a perdifiato, attirando l’attenzione dei mercanti che stanno preparando le loro spezie e le loro stoffe per la giornata. Corrono negli stretti vicoli di Gerusalemme, suscitando qualche ilare commento dei mariti che scuotono la testa sulle giovani donne dei nostri tempi che non hanno il pudore di camminare a volto basso. Corrono, il cuore in gola, i polmoni che bruciano per lo sforzo, finché arrivano alla collina di Sion, ed entrano in una casa. Faticano a riprendere il fiato, Pietro e Giovanni le guardano, gli occhi gonfi dalla notte insonne, i sensi tesi dalla paura di essere scoperti. Raccontano, confuse, di pietre ribaltate, di visioni di angeli. Lui non c’è più, dicono. Pietro e Giovanni si guardano, è un attimo, storie di donnette emotivamente fragili, e ci mancherebbe. Ma trovano il coraggio ed escono. Prima lentamente, poi sempre più in fretta. Poi corrono. Ma che succede oggi? Commentano i commercianti vedendo due uomini correre nei vicoli. Escono dalla porta a Ovest, arrivano al giardino, si affacciano alla porta della tomba scavata nella roccia. Pietro entra, Giovanni si affaccia solo a guardare. No, non c’è, non c’è davvero. Vede il telo afflosciato, la mentoniera, e crede.

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(Tratto da: www.lachiesa.it)