Di Feo (Fiadel): «La “sinistra” ha abbandonato i lavoratori. Oggi, a difendere i diritti sono rimasti solo i sindacati»

TRINITAPOLI - «La domanda non è provocatoria, è seria: come è accaduto che il PCI, e quindi i suoi discendenti, sia divenuto nemico giurato dei lavoratori? L’essere comunista - oggi si direbbe appunto “di sinistra” - nell’immaginario collettivo si identificava, e si identifica,  con il programma della rivoluzione proletaria e socialista e non con il tradimento della rivoluzione in nome delle alleanze con la borghesia; con il programma dell’instaurazione del potere operaio e non con la difesa del potere della burocrazia. Sarebbe bene che i comunisti, che ancora oggi danno e si danno “alimento postumo” a queste illusioni, si facciano un esame, disincantato, di coscienza. Mai Di Vittorio poteva aspettarsi che la sinistra divenisse capitalista e osteggiasse gli operai: i lavoratori.

Anche a Trinitapoli, che ha avuto una forte tradizione Comunista, e ha vissuto stagioni importanti a difesa del proletariato e dei lavoratori, ha subito una mutazione genetica e ha visto la sinistra girare le spalle ai lavoratori. Gli eredi, di quella che fu la stagione di Delnegro, hanno tradito la propria identità culturale e si sono svenduti alla legge del mercato, fagocitati da una ignoranza storica, sociale, morale e culturale. Affascinati dai tempi moderni hanno negato il proprio dna donandosi, mani e piedi, al renzismo: accettando l’indebolimento dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Vedere la sinistra Trinitapolese, ed i suoi accoliti, non solo non prendere le difese dei lavoratori ma osteggiarli, umiliarli ed esporli al rischio di un licenziamento non solo lascia sorpresi, ma grida allo scandalo. Questi vetero/communisti - a chiacchiere -, ormai sbiaditi dal tempo, stanno attaccando, o meglio non difendendo, i lavoratori ex SIA, definendoli sfaticati e incapaci; stanno mettendo i bastoni tra le ruote alla società, che oggi li tiene, in via provvisoria, sui libri paga, con lo specifico e doloso intento di farli licenziare.

Non solo hanno contrastato il passaggio dei lavoratori da SIA Srl al nuovo gestore, compromettendo l’applicazione della clausola sociale, ma, a passaggio avvenuto, continuano, demagogicamente, a contestarne il servizio e chiederne la riduzione dei costi, in barba ad un possibile recesso. Gridare sui podi che i 22 lavoratori non hanno partecipato ad un concorso pubblico, che lasciano il paese sporco, che gravano pesantemente sulle tasche dei cittadini di Trinitapoli è il non plus ultra della negazione dei valori della sinistra e di quel partito Comunista, che sotto la falce ed il martello, difendeva i lavoratori, ed i suoi diritti, in quanto persone. La sinistra di oggi li ritiene un costo, un peso, oggetti superflui: in pratica una merce da sacrificare sull’altare della demagogia politica. Fortuna che a Trinitapoli ci siano i sindacati e che siano sdoganati dalle logiche di una sinistra logorata dalla mancanza di potere reale sul territorio, altrimenti sarebbe la fine dei diritti dei lavoratori e di quei valori costituzionali che, a stento, resistono alla regressione culturale di una sinistra che nostalgicamente è rimasta sempre più chic e sempre meno radicale. Comunisti con il Rolex canta un repper italiano, proprio a sottolineare come la sinistra sia rimasta fagocitata dalla deriva esasperata di un capitalismo estremo e patinato. Se questo a Trinitapoli è divenuto una realtà consolidata, grazie ad una sinistra ignava, reticente e inadeguata, è pur vero che quei valori albergano in coloro che si sono battuti, e si batteranno, per i diritti dei lavoratori ed il benessere dei cittadini.»

NICOLA DI FEO (Segretario provinciale FIADEL BAT)

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