Donne e politica: da amministratrici di casa alla “casa pubblica” il percorso non è stato facile

TRINITAPOLI - Le ragazze oggi ignorano che, non tanti anni fa, le loro mamme non potevano diventare magistrate e poliziotte e che, ancor prima, le loro nonne e bisnonne non avevano accesso ai livelli più alti di docenza e di istruzione e non potevano votare. In politica, poi, le poche donne che decidevano di lottare per le pari opportunità erano additate come persone pericolose o folli. Uno dei commenti più diffusi, in piazza a Trinitapoli, quando le donne si impegnavano nelle campagne elettorali, era “Mnè, vè cucèine” (vai a cucinare!).

La determinazione e la preparazione delle donne ed inoltre i cambiamenti che il loro impegno politico è riuscito a portare nelle città hanno creato la consapevolezza che fosse indispensabile la loro presenza nelle amministrazioni pubbliche.

È incominciato con la doppia preferenza un nuovo cammino che sicuramente sta producendo effetti benefici per tutte le nostre comunità: una riforma che riscatta le umiliazioni e i sacrifici di quelle amministratrici che hanno dovuto lavorare per tre e studiare di notte per non essere considerate fragili e ignoranti.

Negli anni ’80 nei consigli comunali del nostro territorio i due maggiori partiti dell’epoca riuscirono a far eleggere Antonietta D’Introno a Trinitapoli (P.C.I.), Grazia Bizzoca e Anna Ferrante a San Ferdinando (P.C.I.) e Rosa Simone a Margherita di Savoia (D.C.) in liste quasi esclusivamente di uomini.

Le donne, nonostante le lotte femministe e sindacali, erano ancora considerate il fiore all’occhiello di una lista. Questo inserimento serviva a dimostrare l’attenzione del partito proponente nei confronti delle categorie più deboli della società. Nelle ultime legislature, in tutti e tre i paesi, il numero è notevolmente aumentato grazie alla doppia preferenza ma anche ad un atteggiamento diverso delle donne nei confronti della politica divenuta materia di interesse importante quanto la cura della casa. In fin dei conti si trattava di aver cura della propria comunità, di amministrare, cioè, una CASA, quella comunale, semplicemente più grande.

A San Ferdinando le donne attualmente in consiglio sono 6 (Di Staso Carla Antonia, Camporale Arianna, Manco Flora, Di Pace Grazia, D’Addato Giovina e Rondinone Daniela); a Trinitapoli 6 (Caterina Di Molfetta, Annamaria Tarantino, Nicoletta Ortix, Maria Grazia Iannella, Antonella De Lillo e Marta Patruno), mentre a Margherita di Savoia sono addirittura 7 (Cusmai Antonella, Damato Grazia, Galiotta Grazia, Muoio Elena, Patella Ada, Santobuono Francesca e Scognamiglio Rosa).

Le cariche più diffuse sono quelle di vicesindaco e di assessore alle politiche giovanili, culturali, scolastiche e sociali, con qualche eccezione in altri settori che riguardano la finanza e le attività produttive. La carica di Assessore ai Lavori Pubblici, come quasi in tutta l’Italia, è riservata ai soli consiglieri maschi. Le donne in politica continuano ad occuparsi, come a casa, dell’educazione dei figli (Pubblica Istruzione e Cultura) della cura dei malati, degli anziani e dei disabili (Servizi Sociali), del tempo libero dei propri figli (Sport e Turismo) e della gestione del patrimonio familiare (Bilancio).

Nei prossimi anni ci auguriamo di poter aggiungere all’elenco delle consigliere comunali e delle assessoresse che ora ci rappresentano a Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia anche i nomi di Sindache, di Presidentesse di Regione, di Presidentesse del Consiglio e di Presidentesse della Repubblica.

Grandi, infine, sono stati i risultati della presenza femminile nelle istituzioni in termini di servizi sociali e istruzione (Scuole Materne e Asili Nido, ad esempio) e di iniziative culturali e ambientaliste. C’è ancora da fare molto se si pensa ad una valorizzazione maggiore delle competenze femminili, agli orari in cui si svolgono i consigli comunali e ai servizi di supporto alle consigliere e assessoresse/mamme, costrette spesso a disertare riunioni in orari impossibili. Ma le donne non disperano, abituate come sono da millenni a pazientare e a coordinare in una sola giornata mille attività di lavoro e di famiglia.

Il futuro si tingerà sempre più di rosa. Per il momento non dimentichiamo, ogni 8 marzo, di organizzare incontri e manifestazioni per verificare quanta strada c’è ancora da fare per raggiungere una effettiva parità di diritti. Di questo argomento si è discusso nella biblioteca comunale di Trinitapoli al termine della performance  “Volevamo cambiare il mondo”, recitata dagli attori Mariella Parlato, Rosa Tarantino, Sabrina Campo e Francesco Tammacco della compagnia “Il Carro dei Comici”.

ANTONIETTA D’INTRONO