Interviste di mezza estate - Francesco Pagano ha realizzato a Malta uno dei suoi progetti imprenditoriali

TRINITAPOLI - Francesco Pagano, 34 anni, dopo la Laurea conseguita con il massimo dei voti in Relazioni Internazionali si è trasferito a Malta nel 2013, dove lavora come Chief Executive Officer, CEO, presso la MaltaforEnglish, un ente di formazione linguistica che in pochi anni ha raggiunto un cospicuo numero di clienti tra scuole italiane, studenti e docenti che vogliono imparare l’inglese e avere un’esperienza lavorativa nell’isola di Malta.

La sua attività si rivolge soprattutto agli studenti delle scuole superiori con programmi di “alternanza scuola lavoro” che prevedono al mattino dei corsi Business in una scuola di Inglese e di pomeriggio degli stage lavorativi in una delle 450 imprese partner, scelte in base alle attitudini e alle competenze individuali degli studenti. In seguito ai feedback molto positivi ricevuti e, con l’intento di aiutare ragazzi e scuole con problemi di budget, la MaltaforEnglish concede Borse di Studio per ogni gruppo e fornisce la consulenza gratuita per l’ottenimento di fondi europei PON e POR. Questo sostegno economico e informativo è stato voluto fortemente da Francesco Pagano che non ha dimenticato le difficoltà avute qualche anno fa quando ha dovuto lasciare la sua Puglia per lavorare.

D. Quali ragioni ti hanno indotto a trasferirti a Malta?

R. La mia aspirazione è sempre stata quella di fare impresa nel campo sociale e della formazione. Durante e dopo la mia laurea ho cercato di farlo con due progetti che miravano alla creazione di sistemi imprenditoriali e posti di lavoro in Puglia.
La prima riguardava “l’autocostruzione come soluzione al disagio abitativo” della provincia BAT, tra cui Trinitapoli, idea che coinvolse altre menti casaline e vincitrice del bando regionale di Principi Attivi 2010, che ha portato alla pubblicazione della mia tesi di laurea sull’argomento.
La seconda, UNIBOOK, prevedeva la sperimentazione dei tablet all’interno della didattica universitaria con l’obiettivo di eliminare l’illegalità delle copisterie, accrescere in maniera sostanziale il ricavo delle case editrici e dimezzare il costo dei libri per gli studenti. Fu creato un partenariato che coinvolgeva oltre 10 facoltà universitarie baresi, Presidi, il Rettore, l’Asus e più di 30 case editrici pugliesi e nazionali che oggi sono a rischio chiusura.
Il primo progetto si è arenato nella burocrazia dell’amministrazione provinciale, mentre il secondo attende che lo stato italiano e il MIUR pubblichino un bando che si colloca all’interno dell’agenda digitale europea e Horizon 20.20.20.
Non potendo più aspettare, con rabbia e frustrazione, decisi di partire e di scegliere Malta che stava avendo in quegli anni un’impressionante crescita economica.

D. Hai avuto qualche problema di integrazione durante questi anni di permanenza nell'isola di Malta?

R. Il problema più grande dell’integrazione in un nuovo paese, in generale, è sicuramente la lingua. Non c’è integrazione senza comunicazione. Io ho frequentato un corso di inglese di 6 mesi, che poi mi ha permesso di entrare nel mondo lavorativo in maniera celere. Credo che questa difficoltà sia stata la cosa migliore che mi potesse capitare, perché mi ha insegnato a comprendere che non esistono limiti territoriali.

D. Quale è l’attuale atteggiamento dei maltesi nei confronti degli immigrati?

R. Malta è un paese che ospita infinite nazionalità, è quindi abituata a confrontarsi con le diverse realtà culturali essendo meta sia turistica che lavorativa. Ha un tasso di disoccupazione pressoché inesistente ed un PIL che cresce oltre il 6% l’anno.
In linea generale i Maltesi sono un popolo molto accogliente, generoso e di cuore.
Un po’ diversa è la politica di immigrazione nei confronti dei paesi extra comunitari.
L’atteggiamento più diffidente deriva solo dal fatto che Malta è un’isola di soli 40 Km. È il più piccolo stato della UE, con una densità demografica molto alta (1.383 abitanti per Km²). Quasi metà della popolazione residente è già straniera. Credo sia, quindi, più una questione di spazio che di disponibilità all’accoglienza.

D. La stampa maltese come giudica l’odierna situazione politica italiana?

R. La stampa maltese è molto attenta alla politica italiana, sia per vicinanza che per le relazioni politiche e commerciali. Tutti sono, siamo, in attesa di avere un quadro politico più chiaro prima di dare giudizi. Sulla politica migratoria, Malta manifesta, come tutti, le proprie posizioni ed attende una efficace risposta europea al fenomeno non facendosi coinvolgere dalle provocazioni o dalle dichiarazioni ad effetto di questo momento, che servono più a sollevare un caso mediatico che a dare soluzioni al problema.

D. Torneresti a lavorare in Italia se si presentasse l’opportunità?

R. Dell’Italia mi mancano molto i colori, la mia famiglia, gli amici, il cibo… Quando si sceglie di partire, se si è determinati, all’inizio non ci pensi, ma poi la mancanza e la nostalgia bussano alla porta. Non è semplice. Comunque tutto può succedere nella vita, anche se ora che ho comprato casa e il mio lavoro viene apprezzato, considero la decisione di tornare molto prematura.

ANTONIETTA D’INTRONO