Immigrati in scena per rivendicare la loro appartenenza all’umanità. ‘L’Isola’ a Trinitapoli, mercoledì 18 luglio

Immigrati in scena per rivendicare la loro appartenenza all’umanità. ‘L’Isola’ a Trinitapoli, mercoledì 18 luglio Immigrati in scena per rivendicare la loro appartenenza all’umanità. ‘L’Isola’ a Trinitapoli, mercoledì 18 luglio
Watch the video

TRINITAPOLI - “Sto per lasciare la Libia, sto per entrare nel mare, prega per me! L’ultima chiamata prima di partire è stata con mia madre. Nel viaggio dalla Libia all’Italia non ho dormito per due giorni. Ho solo pregato.” Sono le parole di un immigrato, uno come tanti, che spera di trovare accoglienza e fortuna in un altrove migliore. Sono le parole di chi affronta una traversata molto pericolosa ma sicuramente meno rischiosa della fame, della tortura e della guerra.

Spostarsi, migrare è la nostra storia. La ricerca di risorse per sopravvivere, la necessità di fuggire da qualcosa di pauroso ma anche la curiosità di conoscere altri lidi ci hanno sempre indotto a muoverci. Eppure si continua ad utilizzare questi “esodi biblici” a proprio uso e consumo, per un voto in più o per tracciare confini e costruire muri. Il compito di tutti noi cittadini è di comprendere sino in fondo le ragioni dell’altro e di cercare anche dal basso “di rimuovere gli ostacoli” (come è scritto nella nostra Costituzione), che impediscono l’effettiva uguaglianza degli esseri umani, italiani o stranieri che siano.

In che modo?

Combattendo in primo luogo l’indifferenza e cercando di capire le cause di un fenomeno che ha coinvolto massicciamente anche l’Italia in periodi storici di scarsa prosperità economica, durante il fascismo, le due guerre mondiali e il dopoguerra. Il Centro di Lettura Globeglotter, che ha ospitato tantissimi stranieri nel corso dei suoi 30 anni di attività culturale, ha considerato primario, nonostante la pausa estiva, l’obiettivo di approfondire collettivamente la tematica dell’immigrazione che da un mese e mezzo pare sia diventata in Italia l’unica emergenza, forse peggiore della disoccupazione intellettuale che costringe quasi 120mila giovani (4 volte in più degli immigrati) ad emigrare all’estero. L’Associazione ha, pertanto, deciso di proporre ai cittadini di Trinitapoli alcune iniziative che sono state organizzate da esperti che vivono accanto agli immigrati ogni giorno per lavoro o per impegno sociale e culturale.

L’Isola’ è il titolo dello spettacolo finale del laboratorio teatrale che alcuni degli ospiti dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Molfetta hanno proposto al pubblico, guidati dalla Comunità Oasi 2 San Francesco onlus, che andrà in scena mercoledì 18 luglio, alle ore 20, nell’Auditorium dell’Assunta di Trinitapoli.

Lo spettacolo è liberamente ispirato al testo, scritto e illustrato da Armin Greder, ‘L’Isola”, una storia di tutti i giorni, che parla di alterità e diversità.

Sul palco si esibiranno sei ospiti del Progetto SPRAR di Molfetta, che, insieme ad altri tre allievi del laboratorio teatrale de ‘Il Carro dei Comici’, hanno lavorato sul corpo, sulla voce e sulle emozioni per raccontare, insieme, la diversità. Lo spettacolo diventa così occasione di confronto e relazione, potenziamento delle proprie competenze di base, strumento per superare e capovolgere stereotipi. L’adattamento del testo e la regia sono di Francesco Tammacco, luci e suoni di Matteo Altomare, che si è occupato anche dell’allestimento scenico. Il coordinamento generale, invece, è stato affidato al personale della comunità Oasi 2.

Sarà anche allestita una piccola esposizione di istantanee scattate dai migranti della struttura di Molfetta (sintesi di una mostra fotografica ospitata dall’ex sepolcreto di Santa Croce di Bisceglie, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato).

Non è molto, ma nutriamo la grande speranza di attirare l’attenzione su quello che un giorno sarà ricordato come una vergogna dell’umanità. Il problema dell’immigrazione si risolverebbe con grande facilità se solo ci convincessimo che “i neri, i gialli, soffrono, ridono, amano, odiano e primeggiano esattamente come noi bianchi”. Non è una questione di colore. Si tratta soltanto di conoscere più da vicino le loro storie, ovvero le sfumature di colore della grande storia dell’umanità.

ANTONIETTA D’INTRONO (Foto: Il Carro dei Comici)

temi isola