L’on. Sannicandro consegna il testimone ai giovani candidati di “Liberi e Uguali”

TRINITAPOLI - L’onorevole Arcangelo Sannicandro è stato presente nelle istituzioni dal novembre 1966. Una lunga esperienza politica, sostenuta sempre dall’affetto e dalla stima dei suoi compagni comunisti, che lo hanno visto per ben due volte sindaco di Trinitapoli, consigliere provinciale, consigliere regionale e negli ultimi 5 anni deputato della 17ma legislatura. Non si è più ricandidato, ma il suo impegno politico continuerà ora fuori dalle istituzioni. “Né una fuga né una diserzione, ma la volontà di un impegno diverso”. Lo ha detto durante l’incontro pubblico che si è svolto nell’Auditorium dell’Assunta a conclusione di una freddissima campagna elettorale dove la neve e il truffaldino Rosatellum non sono riusciti a rendere più chiaro il futuro dell’Italia.

La riflessione dell’onorevole è stata determinata dalle sue battaglie parlamentari durante le quali ha potuto constatare che il Parlamento è malato perché è malata la società che in esso si rispecchia. Da anni è in atto una formidabile campagna di disinformazione di massa, tesa a contrapporre una idilliaca società civile ad un Parlamento ritenuto dai maestri dell’antipolitica covo di tutti i vizi. Un ampio schieramento di forze politiche, economiche e culturali ha investito enormi risorse, anche materiali, per evitare che il popolo lavoratore si rendesse conto che in questi anni la diseguaglianza economica e sociale, che è la matrice di tutti i disagi in cui tutti i cittadini vivono, non è un fenomeno di natura ma il risultato di precise scelte politiche della classe capitalisticadominante. Di essa la stragrande maggioranza dei partiti ne è un efficace strumento. Per anni, “lorsignori” hanno predicato che se fossero stati liberati da ogni vincolo di solidarietà sociale avrebbero garantito la felicità per tutti. Ed hanno ottenuto la libertà di assumere e licenziare a piacimento, di aumentare liberamente i ritmi di lavoro, di poter affittare esseri umani, di legarli alla catena di montaggio sino a 70 anni in vista di pensioni tanto improbabili quanto miserrime e tanto altro ancora in tutti gli ambiti della vita sociale ed economica. Hanno ottenuto insomma la libertà di sfruttare gli esseri umani e l’ambiente come e quanto hanno voluto. La ricetta non ha funzionato. Era fallace. Loro lo sapevano, ma tanti, cittadini e partiti, ci hanno creduto. L’esito, invece, è stato la felicità per pochi e la miseria per tanti. La distribuzione della ricchezza nazionale in questi anni ha subìto un accelerato spostamento verso le famiglie più ricche, che nella misura del 20% detengono più del 50% della ricchezza nazionale.

Alla luce di questa drammatica situazione, l’onorevole Sannicandro ritiene più giusto continuare l’impegno politico laddove crede ci sia più bisogno. Compito arduo e gravoso. Il berlusconismo, il razzismo di Salvini&Meloni, la mutazione genetica del PD, non sono, infatti, il rimedio ma la causa del disfacimento della società italiana.

Né può essere un rimedio il grillismo. La diseguaglianza sociale e il malessere del popolo lavoratore non sono frutto della disonestà dei capitalisti ma tratto strutturale di una società basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’altro uomo. L’onestà deve essere un prerequisito di tutte le persone in qualunque ambito si cimentino, sia in politica che nelle professioni. I salari potranno essere aumentati, l’età pensionabile ridotta, il rispetto della dignità dei lavoratori riconquistato solo se rinasce un PARTITO DELLA SINISTRA che da esso scaturisca e che su gli interessi della classe lavoratrice sostanzi un programma politico che metta in discussione l’assetto strutturale di questa società. Questa analisi è la motivazione principale che ha convinto professionisti, sindacalisti, ambientalisti ed esponenti della società civile a candidarsi per la prima volta nella lista di Liberi e Uguali, ai quali l’onorevole Sannicandro ha consegnato simbolicamente il testimone per continuare in Parlamento a difendere la democrazia e le classi più deboli della società.

Con entusiasmo e determinazione hanno raccolto il testimone i candidati del nostro territorio per la Camera e per il Senato.

Michele di Lorenzo di Andria e Cinzia Petrignano di San Ferdinando di Puglia hanno dichiarato di aver abbandonato il PD quando si sono resi conto della sua irreversibile mutazione genetica e del tradimento del programma Italia Bene Comune, con cui si era presentato agli elettori nel 2013.

Anna Francabandiera ha confessato di essersi impegnata da qualche tempo in politica, prima come vicesindaco di Barletta ed oggi come candidata nella lista Liberi e Uguali per continuare nella difesa degli interessi dei lavoratori in coerenza con una vita spesa già nel sindacato, ove aveva ricoperto anche incarichi di grande responsabilità. L’avvocata Michela D’Onofrio di Manfredonia ha accolto l’invito a candidarsi perché le minacce alla democrazia sono diventate sempre più concrete per cui si rendeva necessario l’impegno attivo e non più solo il ruolo di testimone responsabile nella società civile.

Luigi Pizzolo di Cerignola ha sostenuto che per troppo tempo la sua generazione ha goduto di una condizione di pace, libertà e benessere ereditati senza sforzo da parte della generazione precedente e di avere capito che i giovani di oggi debbono almeno fare lo sforzo di difenderle.

ANTONIETTA D’INTRONO