Margherita verso le elezioni amministrative. Di Benedetto: «Non è tempo di “nani e ballerine”»

MARGHERITA DI SAVOIA - «In uno degli ultimi congressi del PSI Rino Formica, riferendosi con la solita ironia dissacrante ai componenti chiamati a far parte dell’Assemblea Nazionale, li definì come membri di un “circo di nani e ballerine”.

Un giudizio così impietoso nei confronti di personaggi del calibro di Umberto Veronesi, Vittorio Gasmann ed altri, non riguardava il loro valore professionale ed artistico, ma la loro capacità di essere interpreti di una fase politica delicata per il ns. Paese e di concorrere alla soluzione dei problemi che l’assillavano.

Assistendo in questi giorni da lontano, come mi capita di fare negli ultimi tempi, alle vicende che riguardano la mia città ed ai sussulti elettorali che l’attraversano, essendo ormai prossime le elezioni amministrative, mi è venuto alla mente il “circo di nani e ballerine” di formichiana memoria.

Soggetti di ignota formazione politica, talvolta con scarsa o inesistente esperienza amministrativa, si candidano alla carica di sindaco della città sostenendo di essere, tutti e singolarmente in grado di compiere opere mirabolanti finalizzate al rilancio economico, sociale e culturale di Margherita.

Non esprimo, nei confronti dei candidati i cui nomi circolano insistentemente in queste ore, alcun giudizio di natura personale: sono tutte persone per bene. Mi chiedo solo se si rendono conto del passo che hanno deciso di compiere, se sono consapevoli delle enormi difficoltà che dovranno affrontare per amministrare una città che ha (sulla carta) poco più di 10.000 abitanti, ma che vive le dinamiche e i disagi di una città ben più grande, se sono in possesso dei requisiti professionali necessari per svolgere una funzione pubblica esaltante ma, allo stesso tempo, terribile e delicata, qual è quella di sindaco.

E qui comincio a nutrire qualche perplessità, ad essere assalito da un leggero timore che si trasforma in vera e propria angoscia appena ripercorro mentalmente lo scenario che il nuovo sindaco si troverà di fronte. Tenterò di tratteggiarlo sinteticamente:

1. Il Comune versa, e non da oggi, in una situazione finanziaria ai limiti del dissesto. Ha un debito consolidato di tale entità da rendere verosimilmente insufficiente qualsiasi politica di risanamento attraverso una azione di recupero dell’evasione tributaria. Non vi sono risorse per investimenti, per garantire l’efficienza dei servizi, per politiche di sostegno ai più deboli (in tragico ed allarmante aumento), per una adeguata promozione del territorio.

2. Non esiste una adeguata struttura burocratica, indispensabile per attuare gli indirizzi e le decisioni degli organi di governo. Gran parte del personale dipendente è andato in pensione, sono da tempo sguarniti gli uffici chiave dell’ente, quali l’ufficio tecnico e quello finanziario, ed è risultato del tutto insufficiente il ricorso a convenzionamenti esterni.

3. I servizi pubblici sono insufficienti e gestiti in maniera insoddisfacente. Basti pensare al servizio di raccolta (dov’è quella differenziata?) e smaltimento dei rifiuti, il cui personale viene assunto ed impiegato solo per poche ore al giorno. Meglio non toccare il tasto della vigilanza e del controllo del territorio: i pochi vigili (al cui comando ai miei tempi vi era un tenente, adesso vi è un colonnello!!) si limitano ai compiti di istituto più elementari e meno incisivi, mentre prospera l’abusivismo di ogni genere ed il disordine urbano.

4. I settori portanti dell’economia cittadina: la salina, l’agricoltura e la pesca, le terme che facevano di Margherita una delle città più prospere della provincia di Foggia, sono in gravissima crisi. Il commercio langue, sfibrato dalla concorrenza degli abusivi di ogni genere merceologico e dalla crisi economica. Resiste mirabilmente il settore turistico, sostenuto dalla bellezza del territorio e da una meritoria attività promozionale da parte dell’Associazione lidi balneari.

Se questo è lo scenario, purtroppo non virtuale, nel quale dovrà calarsi il prossimo sindaco, ognuno dei candidati in pectore dovrebbe chiedersi: sono sufficientemente attrezzato per far fronte ad una situazione così complessa e difficile? Sono in possesso della competenza e dell’autorevolezza necessarie per comprendere ed affrontare questa terribile realtà?

Poiché ho il sospetto che i possibili contendenti si possano, con scarsa consapevolezza o con eccessiva presunzione, dare una risposta positiva alle suddette domande, chi ha avuto, come me, l’onore e l’onere di rappresentare Margherita nel passato più o meno recente, ha il dovere non solo di esprimersi, ma di fare quanto possibile per evitare che il proprio Paese scivoli inevitabilmente verso il degrado economico, sociale e culturale.

Dismettendo i comodi panni di chi segue il motto del “ma, chi me lo fa fare” e correndo il rischio di essere frainteso o, peggio ancora, di essere offeso, sono fermamente convinto che non è tempo di “nani e ballerine”. È tempo che le forze sane della città escano allo scoperto, che abbandonino il comodo ed egoistico rifugio del “nobile” distacco, che si impegnino a perseguire l’interesse pubblico attraverso una comune iniziativa mirata ad individuare il candidato sindaco più idoneo e la squadra che deve sostenerlo e coadiuvarlo. Senza steccati ideologici, senza mire opportunistiche, ma con spirito di servizio i Partiti (se ancora esistono) le Parrocchie, le Associazioni ed i Movimenti di ogni natura, si riuniscano e costituiscano una commissione, (composta da soggetti non candidati), con l’incarico di lavorare in questa direzione.

La situazione è grave e c’è bisogno di unità di intenti e di urgenti iniziative conseguenti.»

Avv. PIETRO DI BENEDETTO

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