Finisce l’era Lamacchia. L’asse Puttilli-Camporeale conquista i cittadini sanferdinandesi

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SAN FERDINANDO DI PUGLIA - «Non ci saranno difficoltà da parte dei nostri elettori a segnare quella bellissima croce che domenica sarà fatta sulla nostra lista»: queste le parole di Giovina d’Addato a poche ore dalle elezioni. E gli elettori di San Ferdinando di Puglia non hanno avuto dubbi nel segnare “quella bellissima croce” per mandare a casa “re Lamacchia e la sua corte”, che si fermano, con una brusca frenata, al 36,88% (3.111 voti). A trionfare, invece, è stato il neo sindaco della città ofantina Salvatore Puttilli con la lista Costruiamo Insieme, che ha raggiunto il 51,40% (4.336 voti). (Risultati definitivi)

Quella di San Ferdinando di Puglia non è stata una semplice campagna elettorale, ma una vera resa dei conti tra il duo uscente Lamacchia-d’Addato e la “strana coppia”, unita nonostante le diverse provenienze politiche, Puttilli-Camporeale. Ed è stata proprio quest’ultima a trionfare, dimostrando che a volte le differenze politiche possono essere messe da parte per l’interesse del proprio paese.

Michele Lamacchia paga caro il prezzo dell’uscita dei “Coscienziosi” dalla sua amministrazione; infatti, il suo ex vicesindaco, Arianna Camporeale, dà un vero schiaffo morale al “monarca”, ricevendo un plebiscito popolare pari a 1.470 voti di preferenza. Mentre la “sostituta” e vicesindaco uscente, Giovina d’Addato, si ferma a 778 voti di preferenza, poco più della metà della Camporeale.

Per quanto riguarda le altre due liste in gara: Orizzonti-L’Alternativa, guidata da Andrea Patruno, si ferma al 6,73% (568 voti), mentre il Movimento 5 Stelle, con la candidata sindaco Lucia Roccotiello, raccoglie solo il 4,98% (420 voti). Ad entrambe le liste non è stato attribuito alcun seggio in seno al prossimo consiglio comunale e quindi resteranno fuori dall’assise.

Nella composizione del nuovo consiglio sanferdinandese, ci saranno solo Costruiamo Insieme, con 11 seggi, e San Ferdinando di Puglia Democratica e Popolare, con 5 seggi.

I cittadini, insomma, hanno deciso di mettere fine ad un lungo “regno”, stanchi degli atteggiamenti di arroganza e strafottenza, e l’hanno dimostrato forte e chiaro con la loro schiacciante volontà popolare.

Se nelle scorse elezioni amministrative Lamacchia vinse per una manciata di voti, questa volta l’ex sindaco viene destituito con un plebiscito. Il bello della democrazia.

RUGGERO RONZULLI

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