Trinitapoli, il Consiglio comunale all’unanimità: «Sì al rispetto come base della democrazia»

TRINITAPOLI - “Un impegno formale ad avere atteggiamenti e linguaggio consoni al ruolo che si ricopre per elevare la nostra città ad un ruolo precursore su questa tematica”. Dalle parole del presidente del Consiglio comunale, Nicoletta Ortix, il senso del deliberato approvato all’unanimità dei presenti durante la seduta straordinaria di ieri pomeriggio.

A preparare l’adunanza, una conferenza dei capigruppo nei giorni precedenti. Inevitabile il riferimento a quanto accaduto qualche settimana fa, quando un consigliere di opposizione (Movimento 5 Stelle) aveva espresso a mezzo social parole di offese all’indirizzo di una collega di opposizione e di due sue collaboratrici del Partito Democratico. In seguito, l’autore delle oltraggiose e sessiste affermazioni aveva provato a spiegarle. Senza scusarsi, di fatto aggravando la sua posizione nella discussione generale che frattanto ne era scaturita in città e non solo. Perché l’uso del termine “prostitute” a tre militanti piddine non riusciva a trovare scusanti valide, né agli occhi delle donne del centrodestra (unite in un comunicato di solidarietà già in quelle ore) né ai vertici regionali di qualsivoglia movimento o partito. Pentastellati compresi.

“Il confronto dialettico è linfa vitale per la politica - ha spiegato Ortix in fase di presentazione del punto discusso ieri -, e tale deve rimanere per la crescita dell’intera comunità, mai il confronto deve tramutarsi in scontro, tanto meno personale”. Le divisioni amministrative in merito alle singole decisioni da assumere “mai possono regolarsi - ha ricordato la presidente del Consiglio - mediante l’offesa per essere rafforzate nella loro efficacia: sarebbe una sconfitta per la democrazia”.

La necessità di questo Consiglio comunale era nata dalla esigenza di riflettere sul ruolo delle istituzioni e dei suoi rappresentanti. “L’eccessiva mediaticità - ha commentato Ortix - spesso scade nella facile volgarità. Che può far divertire ma che deve tenersi lontana da quello che è il decoro istituzionale. Non siamo alla festa della matricola, ma siamo rappresentanti delle istituzioni, e come tali dobbiamo comportarci nell’interesse della comunità”.

Inviti ad abbassare i toni erano stati rivolti anche dal sindaco Francesco di Feo. “Può capitare un incidente di percorso - ha ricordato in Aula -. Ma poi si deve avere il coraggio di chiedere scusa. Una parola e basta. Invece c’è chi ha preferito disertare anche il Consiglio in cui si discuteva di quella che dovrebbe essere la normalità del rispetto reciproco. Incornicerei questo ordine del giorno e lo appenderei nell’Aula consiliare, perché resti simbolo di quanto affermato oggi, per dare l’esempio che la nostra comunità merita e si aspetta da noi”.

Comunicato Stampa

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