Protocollo acque madri e fanghi, Muoio e Scognamiglio: «Il nostro NO responsabile, per il bene dei margheritani»

MARGHERITA DI SAVOIA - Il 14 gennaio scorso, si è tenuto il Consiglio comunale sull’approvazione di un “Protocollo d’intesa fra Comune di Margherita di Savoia, Atisale s.p.a. e Terme di Margherita di Savoia s.r.l.”. Prima di addentrarci nel cuore della tematica, è bene precisare, al solo fine di evitare strumentalizzazioni, che la nostra contestazione, sollevata sull’argomento e che ci ha portate ad un voto CONTRO, si limita ad esprimere perplessità, dubbi ed incertezze sulla scelta operata dall’Amministrazione Lodispoto.

PERPLESSITÀ E PROBLEMI TECNICI - I nostri interventi partono dall’analisi dettagliata della scrittura privata e degli allegati che, per quanto sommaria ed insufficiente come documentazione, ha dato luce a forti dubbi che necessitavano chiarimenti ed approfondimenti su una questione così delicata e “spinosa”. Non è possibile sviscerare circa un secolo di storia di concessioni, trasformazioni ed avvicendamenti in una seduta monotematica e precedenti tre incontri basati su teorie ed ipotesi senza alcun riscontro cartaceo. Tutto ciò ci ha spinte persino a votare a favore del ritiro dell’accapo per permetterci di dare un contributo fattivo ad un ITER più corretto da seguire, dopo un adeguato studio di tutta la documentazione necessaria... Purtroppo, nemmeno ciò è stato concesso! Altresì, ci rammarica aver appreso che ci sono stati problemi tecnici, audio e video, che non hanno permesso l’ascolto di tutti i nostri interventi e non solo... soprattutto quando ci siamo espresse nel merito della questione. Allora abbiamo deciso di scrivervi la nostra posizione sull’argomento in modo tale che ognuno di voi possa, democraticamente, trarre le proprie conclusioni.

AGENZIA DEL DEMANIO E DEMANIO REGIONALE - Siamo partite chiedendo quale fosse l’elemento giuridico, ossia la definizione giuridica, di acqua madre e fanghi termali, in quanto, di fatto, solo in questo modo si poteva comprendere cosa si andava realmente a liberalizzare. Parliamo di materie prime? È importante capire questo, visto che è da qui che nasce la ramificazione degli interrogativi che, a loro volta, si sono concatenati, a cominciare dalla nota allegata dell’Agenzia del Demanio. Abbiamo prima evidenziato la differenza tra Agenzia del Demanio e Demanio Regionale affinché anche i nostri concittadini potessero avere contezza di quello di cui stavamo parlando, in quanto a noi risulta che l’Agenzia del Demanio si occupa del patrimonio disponibile ed indisponibile, quindi degli immobili e di tutto ciò che riguarda questa fattispecie, mentre il Demanio Regionale si occupa delle concessioni e, come in questo caso, delle concessioni delle materie prime come possono essere i fanghi e le acque termali, essendo l’unico ad averne titolarità, potestà e competenza. È fondamentale fare questa precisazione perché l’oggetto della discussione verte su queste materie prime e non è chiaro come mai si siano rivolti all’Agenzia del Demanio e non al Demanio Regionale.

I DUBBI SUI PARERI - Inoltre, nella lettura della nota allegata sono sorti ulteriori dubbi riguardo a quella parte del parere, riportato al suo interno, delle Direzioni Generali Legali e Governo del Patrimonio che ripercorre quanto assunto dall’Ufficio del Coordinamento Legislativo-Finanze del MEF e dall’Avvocatura Generale dello Stato che hanno “definitivamente escluso la demanialità dei prodotti derivanti dalla lavorazione del sale, ...essendo assoggettati ad un regime di diritto privato” chiarendo, a parer loro, che “la richiesta di sfruttamento dei fanghi di Margherita di Savoia involga ormai aspetti di natura esclusivamente privatistica...”. Queste affermazioni sembrano, a parer nostro, alquanto discutibili, perché non è chiaro come si possa giungere a fare affermazioni di questo tipo e... sulla base di quali atti? Vi è stato qualche cambiamento “giurisprudenziale” di cui non siamo a conoscenza? Qualche legge è intervenuta per cambiare la natura demaniale in privatistica? Inoltre, nel momento in cui specificano che questo cambiamento è in riferimento a Margherita di Savoia, come si spiega che nelle altre città termali il tutto è stato demandato al Demanio Regionale che ha riconosciuto una natura Demaniale delle materie prime e le ha concesse a mezzo bando? Basti vedere l’iter seguito da Torre Canne, Castelnuovo della Daunia e tante altre.

“PER ANDARE IN BAGNO DOBBIAMO CHIEDERE ALLE TERME?” - A questo punto, abbiamo introdotto l’analisi della scrittura privata dove si sono sollevate nuove perplessità e scetticismi sulla base del contenuto della stessa che sembra far “imporre” alla Terme di Margherita di Savoia s.r.l. la sua volontà, tanto sul Comune quanto sulla società Atisale, visto che nell’arco dell’intera scrittura privata ed in particolare in alcuni passaggi si evince ciò, in quanto se da un lato la Terme di Margherita di Savoia s.r.l. ha manifestato la sua disponibilità a non creare ostacolo al progetto del Comune, lo fa ponendo delle condizioni tali da tutelare solo se stessa ed il suo vantato primario ed irrinunciabile interesse al controllo dell’uso in concreto di acque madri e fanghi da parte dei successivi terzi cessionari di detti beni. Ma non si limita a ciò. Infatti, sempre al solo scopo di consentire il controllo, pone una ulteriore condizione, ossia quella di ricevere, a mezzo PEC dal Comune di Margherita di Savoia, i soli nominativi dei soggetti terzi cessionari di acque madri e fanghi, liberamente individuati dallo stesso Comune e, addirittura, la Terme di Margherita di Savoia s.r.l. ha manifestato altresì la sua disponibilità a non impedire ad Atisale s.p.a. di accedere alle richieste del Comune stesso. E questa sarebbe una liberalizzazione?

MAI DIRE TERME - Inoltre, si aggiungono, sempre all’interno della scrittura privata, degli espressi obblighi che potrebbero apparire quasi delle “clausole vessatorie”, come l’obbligo di non utilizzare acque madri e fanghi per uso termale e terapeutico, nonché di non utilizzare la terminologia come “Terme”, “Termale”, “fango termale” e così via. A questo punto, ci è sorto il dubbio se ciò avrebbe potuto o meno far incorrere il Comune in qualche eventuale “responsabilità”, anche in riferimento al “Libero Mercato”, ma… a tutto ciò non è giunta alcuna risposta chiarificatrice.

INVESTIRE SU COSA? - Alla luce di tutto quanto su esposto, abbiamo rivolto all’Amministrazione una domanda che nasce spontanea, ossia: se le acque madri e i fanghi con una funzione ed una natura ben precisa che è quella curativa, terapeutica e “dermocosmetica” non possono essere utilizzati in tal senso, perché espressamente proibito nella scrittura privata, per quale motivo un imprenditore, o chiunque vuole investire a Margherita di Savoia, dovrebbe comprare acque madri e fanghi? Cosa compra o cosa di fatto dovrebbe comprare? Che utilizzo ne dovrebbe fare? Il diritto di esclusiva assoluta vantato dalla Terme di Margherita di Savoia s.r.l. si deduce da cosa? Forse dalle “note aggiuntive” del CDA di Atisale del 10/05/2004 e del 15/02/2006, di cui si parla ma delle quali non si conosce il contenuto e, tantomeno, la loro effettiva legittimità?

IL NOSTRO “NO” PER IL BENE DEL PAESE - Per come stanno attualmente gli atti e per tutti gli interrogativi rimasti disattesi, i dubbi non chiariti e la scarsa documentazione ricevuta ed attinta, per rispetto dei cittadini margheritani che hanno riposto la loro fiducia in noi, e per l’alto senso di responsabilità Istituzionale, rimaniamo convinte che il nostro “VOTO CONTRO” sia stato il gesto più riverente nei confronti di tutti! Il voto va dato con “cognizione di causa” piena, e riteniamo che non si debba scappare difronte alle proprie responsabilità. Pertanto, siamo rimaste ferme al nostro posto senza accontentarci di stare sulla difensiva e di schivare il peggio, ma siamo andate incontro all’ostacolo decise a superarlo o, comunque, tentando di tutto per fermarlo, così come il nostro dovere impone e la nostra coscienza suggerisce, per non abbandonare la nostra gente..., quello lo lasciamo fare agli "Schettino" di turno..., perché anche se non siamo al comando, non bisogna mai abbandonare la “nave della speranza” pure se essa sta affondando, in quanto è necessario tentare di salvare il possibile fino alla fine.

Vogliamo ricordare a tutti coloro che rivestono un ruolo di responsabilità istituzionale, la citazione del grande Martin Luther King jr: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

Avv. ELENA MUOIO, Dott.ssa ROSA SCOGNAMIGLIO (Consigliere comunali del Gruppo misto)