Demichele e Masciulli: «I consiglieri di maggioranza dimissionari hanno infranto il patto con gli elettori»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - «In queste ore è stato pubblicato un articolo (leggi, ndr), a firma dei sei consiglieri (Fabio Capacchione, Arianna Camporeale, Giuseppe Bruno, Grazia Dipace, Flora Manco e Giuseppe Zingaro) eletti nella lista vincente “Costruiamo Insieme”, con il quale si denuncia un “patto infranto” da parte del sindaco Puttilli, colpevole di aver annunciato una sua legittima candidatura. Pacta sunt servanda, i patti vanno mantenuti.

Bene! I patti vanno mantenuti, certo! Vi è solo da stabilire da chi è perché i patti sono stati “infranti”.

Ci chiediamo se con la firma apposta presso uno studio notarile i consiglieri sono legittimati a sovvertire un indicazione popolare, tradendo così miseramente la loro fiducia.

Evidentemente la firma apposta presso uno studio notarile ha prodotto la perdita di memoria da parte dei sei consiglieri.

Infatti, i consiglieri non ricordano più che il patto è stato infranto da chi aveva sottoscritto un accordo e non ha mantenuto e difeso lo stesso nel momento in cui sono venute meno alcune condizioni.

Il patto è stato infranto nel momento in cui si è voluto percorrere una strada diversa rispetto all’annuncio del Sindaco di una sua nuova candidatura alla carica di sindaco, fatta in conferenza stampa (video, ndr), spiegando le ragioni e le motivazioni, sottolineando a più riprese di voler concludere naturalmente l’esperienza amministrativa nel pieno rispetto dei cittadini elettori.

Il patto è stato infranto da coloro i quali hanno scelto, anziché il confronto nel luogo deputato quale è il Consiglio Comunale, una stanza gelida di uno studio notarile con la complicità di quasi tutta l’opposizione (Michele Lamacchia; Francesco Camporeale, detto Ciccio; Luigi Dipace; Daniela Rondinone), ad esclusione della consigliera Giovina d’Addato, opposizione che li ha visti contrapposti in tutte le sedute del Consiglio comunale.

Il tutto in un momento particolare qual è quello della emergenza pandemica che stiamo attraversando.

Un’offesa a tutti i cittadini Sanferdinandesi che avevano dato loro indicazione con il loro voto democratico.

Altro che “Pacta sunt servanda”!

Oltre a tutto ciò, constatiamo che questa scelta vede il nostro comune senza il rappresentante a livello di Consiglio provinciale, in quanto chi doveva rappresentarci ha cessato la sua funzione nel momento in cui ha firmato con gli altri colleghi lo scioglimento del Consiglio Comunale, presso lo studio notarile.

Chi difenderà e farà gli interessi della nostra comunità all’interno del Consiglio provinciale?

Perché si è voluto intraprendere una strada diversa da quella della naturale scadenza del mandato elettorale?

Cui prodest? A chi giova?»

GIACOMO ROSARIO DEMICHELE, ANIELLO MASCIULLI