Liberalizzazione acque madri e fanghi, Galiotta: «Il Sindaco ha sottoscritto una scrittura privata arbitrariamente»

MARGHERITA DI SAVOIA - «“L’errore di tanti politici è dimenticare di essere stati eletti e pensare di essere stati consacrati”.

Ero fermamente convinta che l’Amministrazione Lodispoto avesse dato il peggio di se stessa dopo la pubblicazione della Determina n.750 del 23/12/2021 relativa alla “Proroga affidamento gestione transitoria parcheggio comunale di Via Risorgimento” (leggi, ndr) e alla Delibera di Giunta Comunale n.112 del 23/12/2021 relativa alle “Misure urgenti di solidarietà alimentare e/o pagamento a ristoro di utenze domestiche a sostegno delle famiglie che versano in stato di bisogno” (leggi, ndr).

Ma siccome al peggio non c’è mai fine, il Sindaco Lodispoto ha pensato bene di sottoscrivere una scrittura privata inerente la fornitura/liberalizzazione di acque madri e fanghi prodotti dalle Saline di Margherita di Savoia con l’amministratore di Atisale e l’amministratore delle Terme di Margherita di Savoia (leggi, ndr).

Che senso ha Sig. Sindaco andare in Consiglio comunale se l’ultimo dell’anno, quindi alla scadenza, ci comunica la Sua decisione esclusiva?

Il Consiglio comunale serve a condividere le decisioni e non a prendere coscienza e conoscenza delle sue esclusive decisioni.

Il Comitato costituito da Professionisti locali per la liberalizzazione delle acque madri quale funzione ha avuto e quale contributo/controllo ha dato nella stesura del protocollo da Lei sottoscritto?

Ma soprattutto, Lei sig. Sindaco, quali poteri aveva per sottoscrivere quanto sopra e soprattutto con quale mandato ha gestito gli incontri con gli Amministratori di Atisale e Terme?

Non esiste nessun mandato da parte del Consiglio comunale e della Giunta; pertanto Lei Sig. Sindaco ha sottoscritto una scrittura privata arbitrariamente che allo stato dei fatti si sottopone a considerazioni di illegittimità.

Si doveva prima svolgere un Consiglio comunale monotematico e raccogliere i pareri di tutti i consiglieri e solo dopo il Consiglio, previa autorizzazione, Lei Sig. Sindaco poteva incontrare le parti in causa alle quali sottoporre le decisioni prese dal Consiglio comunale.

Ma questo sarebbe stato troppo per Lei sig. Sindaco, abituato a decidere per gli altri e in esclusiva autonomia.»

GRAZIA GALIOTTA (Consigliera comunale)