Concessioni acque madri e fanghi, Fratelli d’Italia: «Silenzio assordante! L’Amministrazione comunale coinvolga tutte le forze politiche»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Come ben noto, l’imprenditore è (tra le altre cose) colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata, che richiede e genera lavoro, cioè uno scambio tra il lavoratore che offre la sua opera e il datore che domanda e retribuisce l’attività svolta. È di conseguenza uno scambio commerciale, perciò l’azienda deve generare obbligatoriamente profitti altrimenti l’anti-economicità dell’attività ne comporta la chiusura. Pertanto l’imprenditoria costituisce il motore dello sviluppo economico del Paese.

Invece la politica e, quindi, la pubblica amministrazione, ha il dovere inderogabile di promuovere e concorrere al progresso materiale della propria comunità. Tale dovere è elemento portante della pubblica amministrazione, in quanto muove l’individuo, scevro da visioni individualistiche, ad avere la responsabilità della gestione della cosa comune, senza che ciò debba ridursi alla mera imposizione di tasse ed accise.

Recentemente il concetto di “bene comune” è diventato molto popolare e, come tale, si presta a diverse interpretazioni, talvolta confuse ed ambigue. In effetti la definizione di “bene comune” rappresenta un ombrello sotto il quale sono ospitate diverse connotazioni e significati, alcuni vicini e altri invece distanti o addirittura contrastanti tra loro tanto da generare uno scontro frontale fra le ragioni di partito e/o personali e i principi del bene comune stesso.

Fatta questa doverosa premessa e calandoci nelle cose di “casa nostra”, pare opportuno affrontare un argomento di stretta attualità per il nostro Paese che, durante la trascorsa stagione estiva, ha sollecitato molte riflessioni: la questione “TERME”; un argomento che ha antiche radici ed è parte della storia di Margherita di Savoia.

Qualche cenno storico sulle vicende che si sono accompagnate al trasferimento della proprietà del complesso termale, avvenuto nell’anno 1984 (forse!), dall’ex società “TERME DI MARGHERITA DI SAVOIA SPA” (proprietaria in seguito all’acquisto del terreno fattone dal Comune di Margherita di Savoia nell’anno 1947 con atto di vendita a rogito del notaio Giovanni Landriscina di Trinitapoli) all’attuale proprietà, società “Terme di Margherita di Savoia Srl”, potrà offrire sicuramente qualche spunto in più sull’argomento trattato.

La costruzione dell’attuale complesso termale fu autorizzata con deliberazione del consiglio comunale dell’anno 1985: con tale atto fu approvato il progetto, in deroga, per la ristrutturazione dello stabilimento preesistente, con autorizzazione del Sindaco a rilasciare la concessione (ai sensi dell’art.30 della legge regionale n.56 del 31.5.1980, così come previsto dall’ex art.15 del regolamento edilizio dell’epoca sulle deroghe e previo parere preventivo della Giunta regionale), con voto favorevole delle rappresentanze delle allora sigle politiche DC-PSI-PSDI-MSI DN e voto contrario del PRI e PCI.

Invero, alcuni consiglieri della maggioranza, nei loro interventi, manifestarono perplessità circa l’approvazione di tale progetto, soprattutto per l’impatto ambientale che la realizzanda struttura avrebbe avuto sull’architettura della Città.

Tali perplessità, evidentemente, non ebbero seguito alcuno. Forse prevalsero le ragioni di tutela del bene comune?!

Due componenti dell’attuale Consiglio facevano già parte dell’assise comunale dell’anno 1985. Forse potranno illuminarci sul punto?!

In ogni caso la Regione Puglia approvò il progetto di ristrutturazione dell’attuale stabilimento termale.

Ma torniamo ai giorni nostri, il 31 dicembre 2021 scadrà la concessione per il prelievo delle acque madri e dei fanghi, affidata al Comune di Margherita di Savoia rispettivamente con atto del 3 maggio 1922 e successiva integrazione dell’anno 1950.

Ad oggi, su tale importante argomento, nessuna comunicazione e/o avviso è stato fatto alla nostra comunità, il tutto con buona pace della commissione di studio ad hoc proposta dal Consiglio Comunale che, con proprio atto n. 46 del 30 novembre 2019, ne deliberava la costituzione dando mandato al sindaco (sic!) di nominarne i componenti.

Ci si chiede, da chi è formata tale commissione? Si è mai insediata? Quante riunioni e/o incontri sono stati fatti? Cosa è stato deciso in merito? Sono stati redatti i verbali delle riunioni? Ad oggi, quali i risultati raggiunti? L’Agenzia del Demanio e/o il Ministero competente sono stati informati di questa scadenza e, quindi, di un eventuale rinnovo della concessione in favore del Comune al quale dovrebbe essere riservato il ruolo di arbitro per eventuali richieste?

Del pari, stona il silenzio assordante da parte di chi dovrebbe istituzionalmente controllare l’operato dell’amministrazione.

È cruciale monitorare il termine di scadenza della concessione fissato al 31 dicembre 2021 (e non come da qualcuno asserito, in modo erroneo e superficiale, al 31 dicembre 2022, in merito vedasi Decreto Ministero delle Finanze-Amministrazione Monopoli di Stato del 31 luglio 1988, n.004661 di protocollo) rinveniente dalla convenzione originaria siglata in data 3 maggio 1922, in esecuzione alla delibera del Consiglio Comunale del 22 novembre 1920, su iniziativa del Sindaco comm. avv. Vincenzo Russo il quale, peraltro, in quella seduta, avendo cura del bene comune, dichiarava: “per dare al nostro Comune, un maggiore impulso di civiltà, di benessere e di progresso, occorre sfruttare tutte le naturali risorse del luogo”.

Orbene, in un momento particolarmente complicato e doloroso come quello che stiamo vivendo, più che apparire occorre operare e agire per il meglio, in maniera rispettosa e discreta, al di fuori dei “riflettori, post e set televisivi” ed eventualmente coinvolgendo tutte le forze politiche territoriali, regionali, nazionali e, non da ultimo, la cittadinanza per vedersi riconosciuto e tutelato un sacrosanto diritto che appartiene alla collettività.

Questo argomento non è né di destra, né di sinistra e né di centro e né di qualsiasi altra bandiera politica, ma è di tutta la popolazione.

La storia di una comunità va cambiata tutti insieme e non da pochi o da qualcuno, vedasi la questione ex Palazzo di Città. Questo arrancare nelle decisioni, questo scollamento tra le parti non propizia alcun cambiamento, che pure sarebbe necessario ed urgente.

Ove mai, a causa della superficialità e trascuratezza di qualcuno, dovesse verificarsi il mancato rinnovo della concessione per il prelievo delle acque madri e dei fanghi e/o un rinnovo a condizioni sfavorevoli, ci ritroveremo a scrivere una pagina nera nella storia del nostro paese.

“Non c’è gomma che possa cancellare il passato. Non bastano milioni di penne per scrivere il futuro. Il presente vissuto in modo sbrigativo e superficiale si cancella da solo”. (Filosofo anonimo)

Segreteria locale di FRATELLI D’ITALIA