Rutigliano: «Nel “Comune di XXX…” ulteriori aumenti contrattuali ai responsabili di servizio»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Mi permetto di segnalare alla Residenza Municipale che i nostri responsabili di servizio ultimamente hanno beneficiato da parte della citata Residenza di un ulteriore aumento lordo ciascuno di euro 3.000,00 l’anno complessivo, pari ad un aumento mensile di euro 250,00 lordo ciascuno.

In merito, si precisa che:

a) con le ordinanze sindacali del 16.1.2020, l’indennità complessiva annua a ciascuno assegnata era di euro 11.000,00 lorda e con validità fino al 31.12.2020, come riportato nelle stesse;

b) con l’ordinanza sindacale n.125 del 10.7.2020, a firma del vicesindaco, l’indennità complessiva a ciascuno è stata elevata alla somma annua di euro 14.000,00 lorda, con decorrenza dal mese di agosto e fino al 31.12.2020;

c) si chiede: come mai, se la validità era già stata fissata fino al 31.12.2020, fa decorrere il nuovo periodo di indennità dal mese di agosto 2020 e fino al 31.12.2020? Quali i motivi? Quali i risultati conseguiti, che hanno permesso l’aumento? Nell’anno 2021 ci sarà un ulteriore aumento?

Preciso che la detta indennità è prevista dal vigente Contratto nazionale di Lavoro del personale degli Enti locali e nella somma massima da assegnare a ciascuno di euro 16.000,00 lorda annua e con un minimo di euro 5.000,00. Pazienza, fede e costanza: si arriverà al limite massimo!

Con la determinazione dirigenziale n.418 del 17.7.2020 è stata liquidata una indennità di retribuzione per tutto l’anno 2019 (pari alla somma di euro 8.000,00, oltre oneri riflessi, come indicato nell’atto di liquidazione), senza precisare che la beneficiaria è stata in servizio fino al mese di settembre 2019. Forse l’intero anno è stato indicato in modo erroneo? Come mai si è liquidata tale indennità senza che la stessa somma fosse corredata dalla relazione rilasciata da parte del Nucleo di valutazione e/o del Sindaco? Infatti, nella suddetta determinazione non è richiamato alcun verbale da cui si evincano gli obiettivi assegnati ed eventualmente raggiunti.

La pubblica amministrazione è tenuta a valutare annualmente la performance organizzativa e individuale, adottando a tal fine, con apposito provvedimento, il sistema di misurazione e valutazione della performance ai sensi dell’art. 7 e 14 del d.lgs. 27.10.2009, n. 150. L’art. 20 del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97, nonché, il d.lgs. 30.7.1999, n.286. Leggi dello Stato.

In merito, è stato osservato il Regolamento contenente i criteri per la definizione, misurazione e valutazione delle performance, nonché pesature delle P.O. e delle P.E.O., allegato alla delibera di G.C. n.149 del 24.7.2019, ed in particolare gli artt.7 (premialità) e 8 (criteri generali di valutazione)? Forse quest’ultimo articolo non è applicabile, in quanto non porta la denominazione del Comune; infatti, riporta: “1. Il Comune di XXX….” (abbiamo cambiato denominazione?), un refuso? Scarsa rilettura del Regolamento? L’art.1 del Regolamento per le pesature delle P.O., tra l’altro, al punto 8 dice “di pubblicare gli atti per un periodo di...”, non si sa per quanti giorni, in quanto parla di “quindi” giorni. Da un controllo dei numeri è risultato che non esiste il numero “quindi” nel sistema di numerazione.

Gli assessori preposti, già carichi di elogi, hanno letto e controllato?

Si chiede: in considerazione della recrudescenza del Coronavirus, qual è il principio e le motivazioni che giustifichino il suddetto aumento a ciascuno, ed eventualmente per quale performance individuale che consiste ad incentivare la produttività e il miglioramento dei servizi, attraverso corresponsione di corrispettivi economici? Da informazioni facilmente reperibili in Italia, non esiste contratto pubblico o privato che abbia approvato e concesso ben due aumenti contrattuali in un anno e di tale fattura.

Con la deliberazione della G.C. n.121 del 30.10.2020 sono stati dettati gli indirizzi al responsabile del servizio per concedere gli interventi socio-economici in favore di persone e dei nuclei familiari in stato di fragilità sociale, per un importo massimo mensile di euro 200,00 per un nucleo di 4 componenti e oltre, con un minimo di euro 80,00 per un solo componente. Non c’è squilibrio fra l’aumento concesso di euro 250,00 al mese a ciascun responsabile e al tetto massimo di euro 200,00 per nucleo familiare di 4 componenti e oltre, di cui il capo famiglia è senza lavoro?

Si chiede alla Residenza: non era opportuno, eventualmente, agire diversamente?

In questo momento particolare, la somma complessiva di euro 23.000,00, lorda, concessa per benefici stipendiali ed unitamente a qualche altra somma di bilancio da sommarsi alla stessa, poteva essere destinata a beneficio di famiglie che vivono un grave disagio economico e sociale ed in particolare modo per l’avvicinarsi del Santo Natale.

Potrebbe anche considerarsi che nella nostra comunità ci sono famiglie che vivono un grave stato di disagio economico non ricomprese negli elenchi degli uffici comunali. Padri e madri che, in tempi normali, un modo per mettere un piatto caldo sulla tavola riescono a trovarlo. Purtroppo, il momento attuale è fuori dalla normalità, come sono stati fuori dalla normalità i detti aumenti.

Bisogna aiutare le famiglie anche attraverso la concessione di un contributo di sostegno al mantenimento dell’alloggio in fitto e così anche un contributo a ristoro dei danni causati dall’emergenza a favore di piccole attività commerciali che hanno difficoltà a pagare il fitto, ecc., ed eliminando eventuali elargizioni spontanee e spese di gestione non proprio necessarie ed urgenti.

Mi preme dichiarare che non vorrei strumentalizzare questo aumento, però questa generosità generalizzata, sottolineo in questo momento, non sembra essere stata propria opportuna e necessaria.

Forse il dr. Pasquale Tridico (Presidente dell’INPS) ha fatto scuola, con il benestare di questo governo che si è proclamato “Governo del Popolo” che con i suoi innumerevoli Dpcm è sordo al grido di dolore dei cittadini e delle famiglie.

Forse, il prossimo Dpcm natalizio comprenderà anche la regola per il pranzo del Santo Natale: “Una famiglia con due o più figli non può fare il pranzo di Natale. Un figlio a tavola, gli altri chiusi sui balconi. I nonni cacciati di casa”.

Un grande patriota della nostra Beneamata Patria, Giuseppe Mazzini, sulla famiglia affermò: “La famiglia, con Angelo la donna, è la patria del cuore”. AIUTIAMO LA PATRIA DEL CUORE.

Cordialità e buon lavoro.»

RAFFAELE RUTIGLIANO (Cittadino e tesserato FDI di Margherita di Savoia)

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