La nuova politica margheritana tra ‘Dolce Stil Novo’ ed ‘Ermetismo’

MARGHERITA DI SAVOIA - Siamo giunti a metà dell’estate e del cartellone degli spettacoli: i guru che organizzano gli eventi, dopo la scorpacciata di quelli musicali che hanno visto, in particolare, le spettacolari esibizioni di artisti di grande calibro, da tal Daniele de Martino a cotal Michele Mangano, hanno determinato di arricchire la rassegna delle manifestazioni con l’offerta di eventi culturali.

Per raggiungere tale obiettivo hanno deciso di puntare soprattutto sulla comunicazione, affinandone la forma e aumentando il tono muscolare dei contenuti.

Il proposito dichiarato è quello di rendere culturalmente più effervescente un’estate altrimenti estremamente fiacca, di riaprire il dialogo con i cittadini, dando finalmente loro risposte e spiegazioni credibili, di accogliere e rispettare la voglia di partecipare alle scelte della nuova classe dirigente, di educare infine al confronto dialettico civile, in particolar modo sui social.

Tutto questo come riscontro alle accuse di sottrarsi alle domande, dando solo risposte generiche o non-risposte, di rifugiarsi nell’indecifrabile politichese, di esprimere ovvietà con l’aria pensosa di aver meditato a lungo, di scrivere molto ma di dire poco, ovvero di scrivere poco e non dire niente, di dispensare noiose banalità, di fare propaganda ossessiva fine a se stessa, di elencare maniacali rassegne degli eventi estivi, di usare un linguaggio sempre più aggressivo ed offensivo nel tentativo maldestro di impedire ai cittadini di impicciarsi in cose che li riguardano.

Protagonisti indiscussi, agguerriti e determinati di questa strategia si sono rivelati “loro”: i cultori del Dolce Stil Novo e dell’Ermetismo!

I primi usano espressioni raffinate, un linguaggio elegante, limpido e lineare fatto di vocaboli non rozzi ma ricercati, dal suono musicale e dolce.

Gli altri, capaci di esprimere l’inesprimibile, non spiegano e non interessa loro di essere chiari e precisi: il loro scrivere è essenziale, scarno, fatto di pochissime parole, espressioni raggrumate, estremamente ridotte all’osso.

Incontriamone qualcuno.

Tra chi è rimasto affascinato dal Dolce Stil Novo ce n’è uno che si sta impegnando al massimo per sottrarre anche lui una bella percentuale di voti al suo partito, dando un colpettino al cerchio ed uno alla botte: ecco alcune sue esternazioni.

“Il sottoscritto e il partito che rappresento continueranno ad affrontare temi e problematiche che riterranno più opportune come fatto fino ad oggi anche con articoli sociali e civili, delle volte anche duri nei confronti dell’amministrazione”.

“Siamo e resteremo in opposizione ma con obiettività e maturità politica”.

“Noi ci sforziamo di guardare a tutte le tematiche senza trascurare nulla”.

“Ci stiamo dedicando anche a quelle del lavoro”.

“Stiamo seguendo iniziative che potrebbero portare capacità produttiva e lavorativa sul territorio”.

“Ma purtroppo per quello non bastano i post su Facebook”.

“Non ho mai visto discussioni che producono lavoro. Il lavoro viene prodotto da fatti ed azioni  concrete”.

“Il populismo non ha mai riempito la pancia di nessuno”.

“Invece di scrivere queste cose, perché non vi dedicate alle cose serie”.

Conclusa la lectio magistralis sulle problematiche del lavoro a Margherita e neanche il tempo di godersi il meritato fragoroso applauso, che all’improvviso, come morso da una tarantola, il Temporeggiatore comincia a distillare, in un crescendo rossiniano, gocce di saggezza infinita:

“Perché tu hai fatto bella figura dicendo una cazzata?”.

“Non è che bisogna scrivere da capocchia”.

“Ridi allora a crepapelle e non dare pre giudizi demenziali”.

“Siamo al punto di non ritorno mo pure i coglioncelli si mettono a sfottere”.

“E che cavolo siamo diventati”.

“L’elettricità è tornata non cagate il c . . o”*.

Lo strano caso del Dr Jekyll (Equilibrato, autonomo, coerente, dalla sobria visione politica e che si batte per il popolo contro lo strapotere di un potere prepotente) e Mr Hide (Aggressivo, pratica opportunismo politico, ha capacità di mettersi al vento, si spende, con risentimento, in frasi brillanti e colorite).

Della serie: “Hanno ucciso il Dolce Stil Novo, chi sia stato ora si sa”.

Poi c’è chi ha sposato l’Ermetismo: parla come nessun altro e fa discorsi tra i più famosi e fumosi del XXI secolo destinati a cambiare questo paese. Ricordate “Yes,we can” di Barak Obama e “Have a dream” di Martin Luther King? Uguale: il suo dire è il mantra perfetto per riscrivere la storia del nostro paese!

Siete pronti? Ecco una breve ma significativa elencazione:

“Ditemi che non è vero”, “Vergogna”, “È uno schifo”, “Basta”, “Siamo stufi”, “Brav”, “Mamma mia, sempre a criticare”, “E quindi?”, “Seeeee….”.

Chiaro, no? Cristallino! Un sentito ringraziamento per il rigore e l’accessibilità del linguaggio!

Della serie: “Cartigli Baci Perugina”.

Infine LUI, non catalogabile, senza pari, inarrivabile, magistrale, unico!

“Il nostro Sindaco e i suoi collaboratori non ci dormono la notte”.

“Se vogliamo polemizzare ad ogni costo è un conto, se vogliamo ragionare è un altro”.

“Non è vero che sono tutti uguali i mareng da calebrie”.

“Ma voi non state bene”.

“Mi sembra esagerato tutto questo can can”.

“Stiamo a parlare del nulla mischiato al niente”.

“Sempre più giù”.

“Lo hai detto a quelli del cantiere? È una loro incuria. Protesta contro di loro. Devi denunciare alle autorità competenti, non postare foto come se il paese fosse sporco”.

“Potresti adoperarti per chiamare in causa l’acquedotto per mancanza di erogazione”.

“Per il fango non c’è bisogno di permesso per recarsi dalle autorità competenti”.

“Margherita è allagata? Vedi Barletta”.

“Anche per le palme arriverà il loro turno”.

“Appena possibile certo”.

Pagine memorabili che resteranno sicuramente negli annali della nostra città!

Della serie: “Ed io che centro?”.

Intanto abbiamo appurato che qualcuno “non ci dorme la notte”: sfido!

Dopo i primi vagiti nella accogliente pancia della Balena Bianca, si è sempre proclamato “socialista”. Ora si ritrova ad essere indicato dai fan, che bivaccano senza alcun impedimento sui social, come l’“Uomo della Provvidenza”.

Condividiamo! Questo essere assimilato a “quello li” toglie veramente il sonno!

Ed ancora: vista l’eccitazione dei più inibiti, lo scatenarsi sui social dei più influenzabili e fragili, ora ormai sempre più incontrollabili, “non ci dorme la notte” perché gli rimbombano nelle orecchie le assurde locuzioni plebee e altre amenità lanciate da chi ha fatto voto di sudditanza (reciprocità in itinere), da chi ha tirato i remi in barca e guarda l’orizzonte alla ricerca di un porto più ospitale (reciprocità differita) e da un…infantile e suggestionato strumento che continua a credere che la vita sia un reality show (altruismo reciproco).

Della serie: “Genuflessioni a ventre piatto”.

Il tentativo di realizzare una margherita migliore, di cambiare in meglio questo paese, sta andando in porto: e la barca va…

Quo usque tandem…fino a quando si abuserà della pazienza, dell’indulgenza, della buona educazione dei cittadini?

Conosciamo la risposta: la stessa, unica, ossessiva, inossidabile che finora è stata data alle domande, ripetute con insistenza dai cittadini, sui parcheggi, pista di pattinaggio, IPAB, salina, terme ed altre istanze: “aveta ste o resist”.

Ecco il vero tormentone di questa amministrazione: speriamo che si spenga insieme all’estate!

S’ode a destra uno squillo di tromba…*risposte, risposte, risposte!*.

A sinistra risponde uno squillo…*aveta ste’ o resist, aveta ste o resist, aveta ste o resist*.

Ebbene sì: resistenza civile! Il rischio è quello dell’indifferenza: non si abbassi la guardia!

Specialmente ora che qualcuno tenta di espropriare il diritto di parola, di cucire le bocche, di mettere in discussione l’autonomia della stampa democratica considerando scomoda la libertà di informazione, di auspicare addirittura la chiusura dell’unica testata giornalistica locale, provvedimento di carattere chiaramente ritorsivo contro il quale, cosa estremamente grave, non si è levata alcuna voce: una pagina buia nella storia democratica del nostro paese.

Più comodo stracciarsi le vesti per i diritti dei pesciolini rossi e dei pulcini (lodevole)…più utile pubblicizzare strenuamente cene “proletarie” (apprezzabile)…più appagante puntare sull’overdose di futili comunicazioni (inezie).

I problemi importanti invece sono scomparsi dai radar dei responsabili di questa amministrazione e di chi detiene il diritto di controllo.

E la si faccia allora, perché no, un bel po’ di sana opposizione contro chi, in definitiva, vuole obbligare a pensare e parlare in un solo modo, mirando al trionfo del pensiero unico!

Un nuovo Grande Fratello?

GIACINTO DISTASO