«L’amministrazione Lodispoto ha perso credibilità». «Al Presidente “social” sfugge che è il rappresentante di tutto il Consiglio e non di una parte di esso»

MARGHERITA DI SAVOIA - «Sig. Sindaco, Sig. Presidente del Consiglio: è già passato oltre un anno ed è un inferno.

STATUTO E REGOLAMENTI - Ad un anno ed oltre di (dis)amministrazione, ancora non avete provveduto a nominare la commissione consiliare per lo statuto e i regolamenti, e di seguito altre commissioni. Quindi, mancata applicazione dell’art.7 del D.L.vo 267/2000 (TUEL), dell’art.12 dello Statuto e dell’art.11 del Regolamento del Consiglio comunale. Sta diventando una regola per le mancate applicazioni.

Mi permetto di segnalarvi che il Comune ha un elenco di regolamenti, di cui una grandissima parte sono obsoleti e fuori da ogni norma regolamentare e legislativa; alcuni regolamenti fanno riferimento alle leggi 4.1.1968, n.15, 8.6.1990, n.140, 15.5.1997, n.127, ecc., tutte abrogate e, quindi, regolamenti attualmente non validi.

IL PRESIDENTE SOCIAL - Sig. Presidente del Consiglio comunale, lei è molto attivo nello scrivere sui social: è una “tigre della tastiera”. A prescindere da ciò che scrive, per la carica che riveste, è quantomeno inopportuno questo suo intervento. Tra l’altro, scrive: “Stiamo facendo”, “Stiamo arrivando”, ecc… Però, quando partite? Non ci è dato sapere.

Meraviglia che il Sindaco, pur avendo una vasta esperienza politico-amministrativa, oltre ad aver assunto il ruolo di presidente della scuola di pubblica amministrazione e ad aver frequentato corsi, seminari, convegni e aggiornamenti sulla stessa - salvo che non abbia dimenticato - non interviene per vietarle l’attività sui social.

Sarebbe opportuno che si dimettesse dalla carica di Presidente per farsi nominare “social city manager”, in modo da dare sfogo alle sue inclinazioni social. Purtroppo, per la carica istituzionale che riveste non le è consentita una attività politico-amministrativa sui social, se non per comunicazioni istituzionali. A lei, forse, sfugge che è il rappresentante di tutto il Consiglio comunale e non di una parte di esso. Forse è difficile spiegarle i diritti e i doveri spettanti alla carica che riveste in modo “maldestro”; forse è difficile spiegarglieli ed è vano farglieli capire.

I COMPITI ISTITUZIONALI - Sig. Presidente si attivi per la nomina delle commissioni consiliari: purtroppo, rientra nei suoi compiti istituzionali. Fare il Presidente del Consiglio comunale non è solo togliere e dare la parola quando non serve e dirigere i lavori consiliari in un modo quasi a senso unico.

In merito, chiedete al Segretario Generale e/o al Vice Segretario comunale del Comune, quali consulenti legali del Comune, sulla validità degli stessi e se ritenete opportuno - ma non credo, in considerazione della scarsa attenzione che avete dell’applicazione di leggi e regolamenti - incaricare anche un professionista esterno che aggiorni tutti i regolamenti necessari.

Vorrei precisarle che durante il periodo della mia presidenza consiliare si stava procedendo all’aggiornamento dei regolamenti, in quanto le commissioni erano state nominate. Purtroppo, i consiglieri che ne facevano parte, per motivi vari ed in periodi diversi, si dimisero dal loro incarico, per cui resero le commissioni di cui facevano parte inefficaci. Al riguardo, per evitarle di fare indagini e, quindi, consentirle di impegnare parte del suo prezioso tempo ad altre attività sociali, le segnalo che gli accapi per le nomine delle nuove commissioni furono portati all’attenzione del Consiglio comunale: ordini del giorno del 26.3.2014, 16.5.2014, 8.9.2014, 30.9.2014, 22.12.2014, ecc., accapi più volte rinviati a richiesta dei vari consiglieri e, quindi, non più proposti.

LA MANCATA APPLICAZIONE DELL’ART. 43 TUEL - Come già precisato altre volte, le leggi e i regolamenti regolano e disciplinano la libertà e la democrazia di un Paese e di un popolo, senza di essi è caos; concetti, forse, a voi in disuso, in quanto avete, probabilmente, una allergia ad applicare la legalità-trasparenza, visto che persiste ancora la mancata applicazione - a quanto si rileva sugli organi di stampa - dell’art.43 del TUEL, nonché di alcuni articoli dello Statuto e del Regolamento del Consiglio che riguardano la consegna di atti e documenti ai consiglieri comunali e/o ai cittadini, che avviene non nei giusti termini legali e regolamentari e con la benedizione dei consulenti dell’Ente.

GOVERNABILITÀ E CREDIBILITÀ - Governare vuol dire farsi un bagno di realismo. Puntare il dito, come spesso vi succede, e dire che gli altri sono tutti “brutti e cattivi” è troppo semplice. Molto più difficile è governare e mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, molte. Ormai, la cittadinanza si è accorta della vostra incoerenza; state perdendo l’elettorato perché avete perso credibilità. Purtroppo, parte della minoranza non se la passa tanto meglio: sono stanchi di stare in piedi, e così facendo la minoranza (non uso il termine opposizione, poco educativo) non sta crescendo.  

(Dis)amministrazione forte e coesa, anche se non accettate consigli, concentrate la vostra azione su pochissimi obiettivi: acqua potabile, strade pulite e in ordine, lotta all’abusivismo fiscale e commerciale, ecc.

Non concentrate il vostro impegno al patrocinio, feste, eventi, mostre, iniziative, cortei e, come diceva il poeta latino Giovenale: “Panem et circenses” vari (in una parola: strategie politiche demagogiche): sono solo costosa panna montata che uno si può permettere quando sotto ha già il gelato, non quando fa già fatica a procurarsi il pane. Renzo Arbore diceva durante la pubblicità di una birra: “Medidate gente, meditate!”. Spero.

Caro Sindaco, mi passi il “caro”, Margaret Thatcher, primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, diceva: “Il consenso è per me l’abbandono di tutti i valori e i principi”. Quindi, non cerchi il consenso a tutti i costi e si sforzi di tornare ai valori e ai principi giovanili.

Cordialità.»

P.S. Sig. Sindaco (responsabile manutenzione), non passeggi solo nelle vie cittadine, forse alla ricerca di qualcuno per un qualcosa eventualmente da punire. Non faccia il “caporale di giornata”. Passeggi, anche, per le strade centrali e delle periferie che sono piene di buche e i tombini sono pericolanti, il tutto potrebbe causare oltre ai disagi, danni e pericolo a pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti. Se manca il bitume, per momentanea carenza di fondi, riempitele con le chiacchiere e le bugie.

Infine, le segnalo che vi è l’inosservanza all’ordinanza relativa al divieto di transito per l’entrata in Via Barletta, da parte degli autisti che conducono mezzi superiori a 7,5 tonnellate. È necessaria più vigilanza fuori dal centro abitato.

RAFFAELE RUTIGLIANO (Salinaro e componente provinciale del movimento “Noi con l’Italia”)