Un anno di amministrazione Lodispoto? Nessuno slancio sulle questioni impegnative e silenzio su molte altre

MARGHERITA DI SAVOIA - È consuetudine in politica tracciare un bilancio dei primi cento giorni di un’amministrazione comunale. Un tempo che, nel caso della Giunta Lodispoto, abbiamo deciso di prolungare sino al primo anno di attività (?). Il 10 giugno del 2018 (come ci è stato ricordato dallo staff comunicazione del sindaco di Margherita di Savoia) Bernardo Lodispoto vinceva le elezioni comunali alla guida della lista “Margherita migliore”. Denominazione impegnativa quella scelta dall’esponente socialista che, inevitabilmente, dopo un anno di amministrazione obbliga a chiedersi se veramente Margherita di Savoia sia migliorata.

Non dimentichiamo che subito dopo il suo insediamento, il sindaco Lodispoto (e solo lui, perché degli assessori e dei consiglieri delegati non si ricordano interventi pubblici, al netto di scoperture di targhe e pulizia delle aiuole) ha ripetuto in ogni luogo che loro si erano insediati da poco e che, dopo l’esperienza dell’amministrazione Marrano, c’era da ricucire il rapporto con i cittadini. Le colpe del recente passato sono, però, alla lunga diventate uno scudo dietro il quale l’amministrazione Lodispoto si è trincerata, giustificando tutto, anche il nulla.

L’attivismo delle prime settimane, strombazzato sui social (pulizia delle aiuole e potature di rami di alberi in testa), è andato lentamente scemando, mentre non c’è mai stato quel vero e proprio slancio su questioni molto più impegnative. In alcuni casi, anzi, l’amministrazione Lodispoto ha scelto il silenzio: lo ha fatto sulla delicata questione delle saline (con il presunto passaggio di quote ad una società francese) o, per esempio, quando è stata bacchettata dall’autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, sull’affidamento di un incarico dirigenziale. Ma il doppio binario dell’amministrazione Lodispoto è stata una caratteristica di questo primo anno d’attività: da una parte la città veniva informata dell’installazione dei nuovi raccoglitori per le pile usate e dall’altra nulla si diceva sull’aumento della Tari; da una parte si annunciava il concorso per i balconi in fiore e dall’altra si revocava l’affidamento della gestione del centro visite a Legambiente messo all’indice per tutte le iniziative realizzate in paese. Una carezza ed un pugno sono le due facce della stessa medaglia dell’amministrazione Lodispoto: si annuncia il sesto anno della Bandiera blu (dopo aver snobbato le cinque precedenti assegnazioni) e si disegnano le strisce blu in ogni angolo di paese, affidando la gestione della sosta a pagamento con modalità che qualche interrogativo lascia aperto. E la lista della doppia faccia potrebbe continuare.

Dopo un anno, l’amministrazione Lodispoto ha fatto sapere che i conti del Comune, monitorati dalla Corte dei conti, non consentono grande operatività: una non notizia, verrebbe da dire, visto che della situazione disastrosa dei conti del Comune si conosceva dal 2013. Per tacere della cosiddetta destagionalizzazione del turismo: ci si vanta del Capodanno in piazza (come una qualsiasi località montana) che però ha richiamato solo i margheritani (in alcuni casi trattati come i turisti, vedi strisce blu) ma nulla si sa ancora del cartellone estivo 2019. Per chi sceglie di trascorrere le vacanze nelle prime due settimane di giugno non ci sono eventi da seguire: del resto non sapevano che, da queste parti, il mare è un optional. Il meglio lo si dà nei mesi invernali.

GAETANO DALOISO

box terme