Albore: «Centrodestra chiamato ad una nuova riflessione politico-istituzionale in provincia e nei territori locali»

TRINITAPOLI - «Lungi da me dal voler cedere alla facile polemica, infierire su chi cade in disgrazia o debordare all’ostracismo più scontato, ma è doveroso esprimere un giudizio politico su quanto si è consumato nella seduta dell’ultima consigliatura dell’amministrazione andriese.

Tramonta un assetto amministrativo e con esso ciò che resta degli anni ruggenti di un centrodestra nella BAT. La caduta del sindaco è sempre una iattura per le comunità: in questo caso ad essere trascinate nel baratro sono una città capoluogo e l’ente provincia. Mi dispiace registrare che Il Comune di Andria e la Provincia BAT siano praticamente in pre o dissesto finanziario a causa di dinamiche partitiche o conflittualità personali per carriere politiche. L’agire in solitudine, ancorandosi ad uno status oramai decaduto, ha provocato un terremoto politico ed istituzionale. Partiti ed istituzioni sempre più lontani, partiti frantumati nel proprio interno che inducono a passaggi, più o meno silenti, da un lato all’altro per legittima difesa. Tradimenti e perdoni che si accettano o si rendono deprecabili a seconda dell’interesse diretto. Forza Italia non ha ancora digerito e compreso di non essere più forza egemone (e le schermaglie interne presto diverranno magma) con Lega e FdI a fare da contrappeso o bilanciamento. Il guaio sta nel fatto che questa situazione finirà per rimettere in vita il centrosinistra che, scomparso elettoralmente, si ritroverà, molto probabilmente, il nuovo presidente della provincia e nuovi sindaci nei comuni chiamati al voto.

Per diventare onorevole, eurodeputato, presidente di provincia o consigliere regionale si è mandato alle ortiche Comuni, Provincia e ciò che restava di un centrodestra vincente. Si è persa la bussola, non si persegue il bene comune, si rincorrono poltrone in una danza tribale che si fa sempre più autoreferenziale e distante dai cittadini. Siamo all’essere o non essere, dove la strategia è l’obiettivo e l’obiettivo non è delineato. Ancora una volta ci viene in soccorso una campagna elettorale, le Europee appunto, che dovrebbe assegnare squadre, ruoli, allenatori, giocatori, vincitori e delusi.

Il già sindaco di Andria, nonché già presidente della provincia BAT, dalle Politiche ad oggi ha interpretato il ruolo del protagonista del deserto dei Tartari: chiuso nel suo fortino, non ha più riconosciuto i colleghi sindaci, i colleghi di maggioranza, i colleghi di partito, perdendo il contatto con la realtà. Ha provato a sorreggersi con i transfughi del centrosinistra, ha lasciato la sua eredità provinciale ad un suo parente di Forza Italia, ma ha subito la condanna a morte proprio da Forza Italia: ora chiede aiuto al ministro degli Interni.

La caduta dei consiglieri comunali di Andria, tra l’altro, ha accontentato alcuni fratelli e scontentato altri: si è perso un consigliere comunale, ma ne ha ottenuto uno provinciale: come dire, la predestinazione; sono le situazioni locali che determinano quelle provinciali e non viceversa!

Oggi forse si comprende il perché di certe scelte, dove gli equilibri amministrativi dei comuni sono importanti per non finire come occorso ad Andria. Un conto poi è stare all’opposizione, un conto è essere forza di governo! Certo, fare nello stesso biglietto gli auguri e le condoglianze non è il massimo; quando poi si plaude ad un proprio concittadino vicepresidente per grazia ricevuta dovrebbe far capire quanto sia importante il particolare rispetto al generale.

A questo punto il centrodestra è chiamato ad una riflessione per il nuovo assetto politico-istituzionale in provincia e nei territori locali per le prossime amministrative.»

MINO ALBORE (Consigliere provinciale INSIEME PER LA BAT)

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