Questione Asmel, Muoio: «Contesto l’adesione. Era necessario attendere che la Corte di Giustizia UE si esprimesse sui rischi»

MARGHERITA DI SAVOIA - «In data 14 marzo 2019, il Consiglio comunale di Margherita di Savoia si è riunito, in sessione straordinaria, per approvare i 4 punti all’ordine del giorno:

- Recesso dalla CUC “Nord barese Ofantino dalla Murgia all’Adriatico”;
- Adesione all’associazione Asmel - Approvazione Statuto Asmel;
- Adempimenti ai sensi dell’art. 37 C.4 D.L. 65 n. 50/2016 - Acquisto quote societarie centrale di committenza Asmel consortile a.r.l. per adesione centrale di committenza in house;
- Variazione al Regolamento Comunale per la celebrazione dei matrimoni ed unioni civili.

A seguito della correlazione dei primi tre punti all’ordine del giorno, l’Assemblea ha deciso all’unanimità di concentrare in un’unica discussione gli argomenti, pur mantenendo la votazione degli accapi separata. Nel caso di specie, è intervenuta la consigliera Muoio per proporre prima il ritiro ed il rinvio dei suddetti tre punti e, laddove avessero deciso di non farlo com’è avvenuto, per motivare il suo voto “contro”.

La scelta della Muoio nasce a fronte della sentenza del Tar Lazio, sez. III, n. 2339 del 22.02.2016 a carico del “sistema Asmel società consortile a.r.l.” chiarendo la portata di questa recente sentenza ed i suoi riflessi sulla delibera Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) n.32 del 30.04.2015, nata da una complessa istruttoria e dai numerosi esposti presentati, che ebbe a sancire che il “sistema Asmel” non corrisponde ai modelli organizzativi indicati dall’art. 33 comma 3-bis del D.lgs. 163/06 quali possibili sistemi di aggregazione degli appalti di enti locali, nonché, la stessa società non può essere inclusa tra i soggetti aggregatori di cui all’art.9 del D.l. n. 66/2014, ne può considerarsi legittimata ad espletare attività di intermediazione negli acquisti pubblici, peraltro, senza alcun limite territorialmente definito, rigettando il ricorso promosso dall’Asmel avverso questo provvedimento dell’Anac.

Alla luce di quanto su esposto e vista la legittimità alquanto discussa dell’Asmel, la consigliera Muoio, ha invitato, appellandosi al senso di responsabilità dell’intero Consiglio comunale, a ritirare i tre accapi e a rinviarli in attesa che la Corte di Giustizia Europea si esprima sulla questione in oggetto. L’insistenza a voler far ritirare gli accapi nasce dai rischi a cui si potrebbe incorrere, ossia:

- che le gare poste in essere dall’Asmel siano nulle e non produttive di effetti;
- potrebbero integrare, addirittura, il reato di usurpazione di funzioni pubbliche che porterebbe come conseguenza la illegittimità degli affidamenti pervenuti con l’obbligo di Asmel di restituire quanto indebitamente percepito.

Sulla base dei rischi che ciò comporterebbe, secondo la Muoio, sarebbe stato opportuno ritirare i tre accapi ed attendere l’esito della Corte di Giustizia Europea a cui lo stesso Consiglio di Stato si è rivolto, per ripresentarli in un consiglio comunale successivo affinché, vista l’importanza dell’utilità di tale strumento (Asmel) per l’Ente Comune, era necessario avere ben chiari gli sviluppi e gli effetti giuridici prima di affrontare una votazione! A rafforzare quanto dalla Consigliera eccepito, vi è stata anche la decisione presa dal Consiglio comunale di Trani, nella persona del suo Sindaco, che con grande senso di responsabilità ha accolto quanto dalla sua opposizione sollevato sulla adesione all’Asmel, con le medesime motivazioni presentate dalla Muoio, ritirando l’accapo e rinviarlo all’esito degli sviluppi giuridici. Quindi, per quanto, il Sindaco ed il Segretario, abbiano voluto motivare la scelta di portarlo comunque a votazione, una cosa è certa, ineccepibile ed indiscutibile ossia, a tutt’oggi, la Corte di Giustizia Europea non si è ancora espressa!

Nel Consiglio comunale, infine, si è votato sul punto quattro inerente alla Variazione al Regolamento Comunale per la celebrazione dei matrimoni ed unioni civili, alla quale la consigliera Muoio sì è astenuta in attesa di ricevere riscontro dalla Prefettura, riscontro richiesto in seno alla riunione dei capigruppo che però non era ancora giunto, al fine di tutelare in toto la procedura per lo svolgimento del rito civile. Ciò che invece, la Muoio ha votato contro è l’emendamento presentato per un ulteriore modifica alla variazione, ossia quella di celebrare i riti anche di domenica, ritenendolo inopportuno, in quanto la domenica rientra in quei giorni festivi dove le celebrazioni dei matrimoni andrebbero tassativamente sospese, come avviene anche per il rito religioso dello stesso.

Nella vita, continua la Muoio, si è responsabili anche di quello che non si è saputo evitare, perché può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla, in quanto abbiamo tutti l’obbligo morale di essere responsabili delle nostre azioni, delle nostre parole e persino dei nostri silenzi!

Come diceva un grande uomo: “L’era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori è da considerarsi chiusa. Ora inizia il periodo delle azioni che producono conseguenze!”.»

Comunicato Stampa