Ester Armanino tenta il miracolo di far innamorare della scrittura gli studenti dello “Staffa”. Forse ci è riuscita

TRINITAPOLI - “Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore”. Così scriveva Gianni Rodari nella sua “Grammatica della Fantasia” per iniziare i ragazzi alla scrittura e così ha imparato a fare Ester Armanino che di recente ha avuto occasione di descrivere la genesi del suo romanzo “Storia naturale di una famiglia” (Einaudi editore) agli studenti del Liceo delle Scienze Umane di Trinitapoli nell’ambito di un corso di scrittura creativa proposto dal Centro di Lettura Globeglotter.

La scrittrice e architetto genovese ha incominciato molto giovane ad avvertire il bisogno di raccontare e di raccontarsi, per fare ordine dentro di sé, per capire il presente, per prendere le proprie emozioni e affidarle ai personaggi delle sue storie, per imparare a gestire i dolori che dilaniano l’esistenza. La scrittura è stata per lei, soprattutto dopo la drammatica morte di sua madre, una pratica terapeutica che suggerisce a tutti di sperimentare, non certo perché tutti diventino scrittori ma per poter vivere un’avventura dai molti significati. Il romanzo, offerto in lettura, ha riscosso curiosità e attenzione da parte dei giovani lettori, merce rara in un periodo in cui la scrittura e la lettura rischiano di essere sostituite da Instagram, Facebook e Wikipedia.

Probabilmente gli studenti sono restati affascinati dalla trama e dallo stile narrativo che si dipana velocemente in fotogrammi pungenti, dove il “punto” prevale su tutti gli altri segni di interpunzione. È la storia di una quindicenne che guarda la vita nei dettagli, come un’entomologa. Osserva in particolare la sua famiglia la cui felicità è soltanto una superficie luccicante e ne rimane sconvolta. Il tradimento del padre le fa perdere serenità e fiducia nel mondo che riacquisterà dopo la sua morte prematura. Sua madre deciderà di “rinascere” e di cancellare il passato; le insegnerà poi a fidarsi di nuovo con quel misto di adrenalina e timore che si prova quando ci si tuffa da uno strapiombo. Bianca, la protagonista, impara a proprie spese che la vita è “un infinito ricucire”.

Ester Armanino è riuscita, con determinata dolcezza, a trasmettere ai ragazzi la sua passione per le storie che non finiscono mai e che riempiono - come ha detto - di magia anche lugubri e noiose giornate di pioggia a catinelle. La sua esperienza di insegnante nei corsi di scrittura le ha consentito di trasformare l’incontro in una lezione molto informale e allegra di “esercizi di stile”. Ha chiuso la mattinata con una esercitazione di scrittura proposta a tutti: l’origine del proprio nome, etimologia, genealogia, diminutivo e soprannome, detti antichi e moderni sul nome. Insomma un incipit per “smontare noi stessi” e prendere confidenza con la penna e il foglio bianco.

Il corso di scrittura continuerà il 24 febbraio con un altro esperto di scrittura creativa, Tommy Di Bari, scrittore ed autore di molti programmi televisivi.

ANTONIETTA D’INTRONO