San Ferdinando celebra il 170° anniversario. Puttilli: «Recuperare le tradizioni per affermarsi nel futuro»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - La città celebra il 170° anniversario della sua fondazione con un programma di eventi culturali volti alla riscoperta e alla rivalutazione della sua storia e del suo patrimonio culturale e ambientale.

Nel pomeriggio di lunedì 25 settembre ha avuto luogo, infatti, un convegno di studi sulla storia della città ofantina, il primo di una serie di incontri culturali che terranno banco durante tutto il corso della settimana. Il convegno ha visto la partecipazione del dott. Vincenzo Zito, ricercatore CNR, il quale ha tenuto una relazione sul centro storico sanferdinandese e la sua trasformazione nel corso degli anni. A prendere la parola durante l’incontro anche il prof. Saverio Russo del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, che ha ricordato gli ormai quasi venti anni di ricerca sulla storia e la cultura della città di San Ferdinando.

Grande l’affluenza di pubblico, tra cui molti esponenti della politica locale, del mondo cittadino dell’associazionismo e della cultura, che hanno quasi del tutto riempito i posti a sedere dell’auditorium-centro culturale polivalente.

Tra i conferenzieri anche lo storico e saggista locale, nonché animatore dell’Archeoclub cittadino, Savino Defacendis: il professore ha illustrato alcuni episodi salienti della storia della città, a partire dalla sua fondazione nel 1847 ad opera di Re Ferdinando II di Borbone delle Due Sicilie, il quale, intento a risolvere i gravi problemi anche e soprattutto di salute che affliggevano le popolazioni del Basso Tavoliere, e in particolar modo delle Regie Saline di Barletta (l’odierna Margherita di Savoia), intese fondare il nuovo centro in collina, dove queste avrebbero goduto di una maggiore salubrità dell’aria.

A condurre l’incontro l’assessore alla Cultura, Arianna Camporeale, che ha ricordato, nel corso della discussione, come «sia necessario per San Ferdinando partire dal passato per guardare al futuro. Senza dimenticare di coinvolgere i giovani e il mondo della scuola».

A chiusura dei lavori l’intervento del sindaco di San Ferdinando, Salvatore Puttilli, che ha tenuto a precisare come l’amministrazione «abbia puntato su una serie di interventi culturali per regalare momenti di crescita culturale alla città, a vent’anni dai primi studi sulla nostra storia. E per far ciò, si è lavorato in simbiosi con l’Archeoclub».

«Questi sono i momenti in cui bisogna fare il punto e l’analisi sulle iniziative svolte - ha proseguito Puttilli -, come il recupero del “gioiello naturalistico” di cava Cafiero, la valorizzazione delle bellezze naturalistiche, il concorso rivolto ai ragazzi per progettare la San Ferdinando futura. Senza conoscere la propria identità, anche criticandola in senso costruttivo, non si va da nessuna parte. C’è molto da lavorare sul recupero delle nostre tradizioni, in una città che, seppur giovane, ha le carte in regola per affermarsi nel futuro. Se riprendiamo ad avere rispetto per la nostra storia, si potrebbe fare un enorme passo avanti».

«Ciò non toglie che oggi come 170 anni fa - ha concluso Puttilli - bisogna far fronte alle difficoltà anche grandi della nostra città, come la questione agricoltura. Il nostro prodotto non tira più come una volta. Inoltre, se il problema è che i contratti non vengono applicati, che ci possa essere un fenomeno di neo-latifondismo, questi sono problemi che devono essere risolti senza mai mandare all’aria la storia del paese. San Ferdinando non è una città di caporali e di mafiosi. Dobbiamo infondere ai giovani la convinzione che sia meglio lottare per il proprio paese che abbandonarlo».

GIOVANNI BALDUCCI

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