Questione acque termali a Margherita di Savoia: corsi e ricorsi storici in una terra bellissima ma da sempre “matrigna”

MARGHERITA DI SAVOIA - Riceviamo e pubblichiamo un commento di Giovanni Santobuono - già Direttore della locale Filiale del Banco di Napoli, componente del Gruppo Viaggi Culturali ed appassionato di Storia Locale e di Giuseppe De Nittis -, in merito alla questione acque termali.

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LA STORIA - Scrive il De Luca sul suo libro: “Il Comune di Margherita di Savoia - già Reali Saline di Barletta” pubblicato nel 1926:

Un’altra legittima aspirazione del Comune di Margherita di Savoia è quella di essere dichiarato luogo di cura.

La sua meravigliosa e sterminata spiaggia tutta sabbia, che sotto i piedi è un tappeto, e la straordinaria quantità di acque termominerali, cariche di cloruro di sodio, di iodio e di bromo gliene danno il diritto, e non v’è in Italia Comune che possegga, insieme, tanti mezzi terapeutici.

L’immensa quantità di acque madri di supero ai bisogni della salificazione viene buttata a mare, mentre potrebbe essere utilizzata in vantaggio dell’umanità sofferente, e m’assicurano ancora che, allorquando le acque di Salsomaggiore sono state insufficienti ai bisogni di quelle Terme, si è provveduto inviando colà carri di damigiane piene delle acque madri di questa vastissima Salina.

Più beffati di così, si muore!

Il Comune di Margherita di Savoia, col plauso ed il consenso delle principali città del Mezzogiorno, chiese in concessione una certa quantità di acqua madre di supero, di quell’acqua che la vasta Salina butta a mare, onde poterla utilizzare a scopo idroterapico, e lo Stato ne decretò la concessione, però a titolo oneroso, perché si disse, che è canone di disciplina finanziaria per lo Stato buttare a mare le acque madri, piuttosto che concederle gratuitamente al Comune!...

Frustrato, tartassato, reietto, il Comune di Margherita di Savoia vive pertanto rigogliosamente affianco della sua Salina, divenuta la più vasta d’Europa e che rende allo stato 80 milioni di lire l’anno...

Il 3 maggio 1922 il Sindaco Vincenzo Russo, assistito dal segretario comunale Vincenzo De Luca, e il rappresentante della Direzione Generale dei Monopoli Industriali, ing. Giuseppe Curti, assistito dal direttore della Salina di Margherita di Savoia, ing. Oreste Fabiani, sottoscrissero la convenzione che regola la concessione per uso idroterapico al Comune di Margherita di Savoia, a titolo oneroso, di acque madri di risulta della Salina locale, ratificata dal consiglio comunale nella seduta del 2 giugno, resa esecutiva con decreto del ministero delle Finanze numero 17433 del 9 dicembre 1922.

Tale convenzione è scaduta il 31 dicembre del 2021.

La Storia ci ha pure resi edotti che il primitivo progetto di Terme Pubbliche Comunali fallì ben presto, e si dovette ricorrere a Privati, i quali in tutto questo tempo hanno usufruito in regime di Monopolio dello sfruttamento di acque e fanghi termali sulla base della convenzione del 1922.

Era auspicabile che decorso tutto questo tempo ed in virtù dell’evoluzione delle logiche di mercato, nonché del ripristino di un atto di giustizia nei confronti del Territorio e delle genti Salinare, l’utilizzo delle acque termali ritornasse libero, e comunque nelle disponibilità del Comune di Margherita di Savoia sul cui territorio prevalentemente insiste la Salina, che nel tempo, se è pur vero che è stata fonte di ricchezza, ha di molto limitato e condizionato lo sviluppo territoriale sia in termini urbanistici che di sviluppo di ulteriori attività economiche.

Purtroppo nulla di tutto ciò è accaduto...

Ho ascoltato in streaming, nonostante alcune difficoltà audio, il Consiglio Comunale del 14 u.s. (video, ndr) e ho espresso tutta la mia meraviglia nell’udire che sulla base di un provvedimento governativo del 2010 (mi scuso se potrei essere non perfettamente preciso, ma non ho i documenti sotto mano e mi avvalgo unicamente di ciò che ho ascoltato) in definitiva il Ministero delle Finanze da cui dipendono i beni e le concessioni demaniali non è più competente in materia avendo tale provvedimento assegnato la gestione delle “acque potenzialmente da utilizzare per cure termali” al concessionario cui è affidato il bene principale, nel nostro caso la Salina.

Orbene l’attuale concessionario della Salina di Margherita di Savoia, la Società ATISALE, attualmente controllata dai francesi di Salins du Midi, avrebbe stipulato in esclusiva a favore della Società Terme di Margherita di Savoia la fornitura di acque e fanghi da utilizzare per scopi termali ed affini.

Ancora una volta “il destino” si è preso gioco di un intero territorio e della sua popolazione!!!

Ascoltando le parole del Sindaco, avv. Bernardo Lodispoto, sulla base di quanto illustrato e notificato durante la seduta consigliare e non avendo una verità diversa, al Comune di Margherita di Savoia restava ben poco da fare se non esperire la via di un ricorso giudiziale dagli esiti molto incerti, costosi, e d’infinita lunghezza temporale (conoscendo i tempi della Giustizia Italiana).

Si è pertanto preferita un’azione di forte pressione politica e di opportunità sulle due parti in gioco: Atisale e Terme, affinché il Comune potesse rientrare nell’accordo di fornitura di acque e fanghi per uso NON termale come ulteriore beneficiario di tali prodotti, da assegnare poi eventualmente a chi dovesse farne richiesta.

Una soluzione questa che ha ricevuto l’approvazione del Consiglio Comunale (video, ndr) e che a parere mio pone MOLTO parzialmente rimedio ad una ennesima ingiustizia a carico di questa molto particolare cittadina... CORSI E RICORSI STORICI E DIFFICOLTÀ AMBIENTALI che ahimè sembrerebbero non volere mai rendere completamente felici gli abitanti di questo bellissimo e pure “amaro” territorio.

GIOVANNI SANTOBUONO