GENERAZIONE FUTURO - Per Fortuna Russo i giovani potrebbero “divertirsi” in biblioteca

TRINITAPOLI - Fortuna Russo, detta Titti, 29 anni, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea in Filologia, letterature e storia dell’antichità presso l’Università “Aldo Moro” di Bari. Socia dell’Archeoclub di Trinitapoli dall’età di 13 anni, è abilitata alla professione di guida turistica dal 2013. Ha conseguito un Master di I livello in Digital Heritage presso l’Università La Sapienza di Roma. Questo titolo le ha permesso di essere selezionata per il progetto comunale “Comunità ospitali” dell’associazione Borghi Autentici d’Italia con il ruolo di “tutor dell’ospite”. L’obiettivo del progetto era quello di favorire un turismo sostenibile e “lento” creando sinergie che partissero dalle realtà della città stessa. Il lockdown e altre questioni hanno sospeso tutto. Dal 2016, come volontaria, ha svolto presso la Biblioteca comunale di Trinitapoli attività di “front office e back office”. Ha frequentato seminari di scrittura creativa presso il Centro di Lettura GlobeGlotter, collaborato come autore per una casa editrice, svolto il Servizio Civile Nazionale, praticato nuoto, fatto parte della Gioventù Francescana. Attualmente insegna Lettere in un liceo.

Ci siamo incontrate nella biblioteca di Via Aspromonte a Trinitapoli, da poco restaurata, ridipinta all’esterno con un murales dell’artista Daniele Geniale e dotata di migliaia di nuovi libri. Prima di sederci a chiacchierare diamo un’occhiata ai volumi sulla violenza contro le donne che la bibliotecaria ha selezionato ed esposto in vista della giornata del 25 novembre. I bisbigli dei ragazzi seduti a studiare ci inducono a trovare un angolo isolato nei pressi della sezione dei libri antichi e ad abbassare il tono della voce per non disturbare i lettori pomeridiani. So che la biblioteca è un capitolo importante della storia personale di Titti Russo e pertanto le chiedo subito dettagli in merito.

Come mai sei tanto legata a questo luogo?

«Sono iscritta all’Archeoclub da quando ero una ragazzina. L’associazione mi ha dato l’opportunità di partecipare agli scavi di Salapia con l’Università di Foggia oltre che a quelli per l’ipogeo definito del “guardiano”. Qualche anno fa l’Archeoclub offrì la sua disponibilità a collaborare alla gestione della biblioteca comunale inviando dei suoi volontari. Accettai volentieri di coadiuvare la bibliotecaria nel suo lavoro quotidiano di supporto agli studenti, di catalogazione e di promozione della lettura attraverso laboratori, conferenze, mostre ed incontri con le scolaresche della città. Nei momenti di pausa avevo una mole di libri a disposizione e così ho potuto continuare la lettura dei classici e dei miei autori preferiti, in particolare di Italo Calvino».

Dopo la laurea, come hai occupato il tempo in attesa di poter insegnare?

«La mia attesa è stata operosa. Oltre al servizio civile, ho frequentato un Master in “Digital Heritage” sulla comunicazione dei beni culturali ed ho svolto il mio tirocinio al Polo Museale di Trani. Per la tesi finale (un “chat bot” cioè un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano), ho creato un personaggio che accompagnava i visitatori nel museo. Il Master si è rivelato utile quando ho partecipato al bando per tutor delle comunità ospitali dell’associazione Borghi autentici. Sono stata selezionata ed in seguito sono diventata operatrice dell’infopoint del comune di Trinitapoli. Nel contempo ho anche collaborato con la casa editrice “Nel diritto editore” come autrice, insieme ad una mia collega, di possibili prove da affrontare negli esami scritti liceali».

Hai trascorso gran parte della tua vita tra libri e musei. I tuoi coetanei potrebbero trovare “divertenti” a Trinitapoli luoghi di incontro diversi dai disco-pub o dalle happy hour dei bar?

«“Etimologicamente” si trova divertente qualcosa di diverso dalle solite attività quotidiane. Una biblioteca lo è, o perlomeno lo auspico in futuro per i miei coetanei. Può essere un’esperienza molto divertente se non la si considera soltanto un ammasso di libri. Nelle grandi città italiane ed europee ci sono biblioteche aperte fino a tarda sera dove, oltre a leggere e studiare, si discute, si incontrano autori, si ascolta musica, si vedono film, si beve e si mangia qualcosa nell’angolo bar. Sono dei veri e propri cenacoli, luoghi di aggregazione di cervelli in azione, di energie che si sprigionano a contatto con parole ed idee nuove.

La biblioteca, come centro culturale polivalente, è la base di partenza per sconfiggere omologazione e pensiero acritico».

Quest’anno l’attesa per l’insegnamento è terminata. Titti, dopo due anni di pandemia, ha preso la valigia ed è partita per il nord Italia dove sta insegnando Lettere in un liceo. I suoi studenti avranno la Fortuna, di nome e di fatto, di avere una docente che cercherà di condividere con loro la sua passione per la lettura.

ANTONIETTA D’INTRONO