GENERAZIONE FUTURO - Luca Carulli, il giovane presidente ANPI cresciuto a pane, politica e…teatro

TRINITAPOLI - Nato nel 1995, Luca Carulli cresce in una famiglia dove la discussione politica, i consigli comunali, le manifestazioni di piazza e i cortei erano all’ordine del giorno. Il padre, prima consigliere comunale e poi amministratore, è stato uno degli organizzatori della Festa di Liberazione che annualmente il Partito di Rifondazione Comunista organizzava in Corso Trinità a Trinitapoli. Quando la sezione ospitò Fausto Bertinotti, a riceverlo c’erano Luca, in braccio al nonno, e suo padre allora segretario del partito. Il contesto ha reso più semplice la maturazione del suo interesse verso la storia, la politica e la filosofia al punto da conseguire la laurea in “Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali” con una tesi in filosofia politica dal titolo “Lo straniero e il migrante nella speculazione filosofica - Dall’Età classica a quella Contemporanea”. Il 18 aprile 2020 ha aperto, insieme ad altri ragazzi, la sezione ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) a Trinitapoli con l’intento di rafforzare e consolidare i valori della Resistenza e della Costituzione. Appassionato di teatro, ha frequentato molti laboratori ed ha recitato in compagnie del territorio. Di recente ha girato un cortometraggio diretto dal regista Flavio Labianca.

L’appuntamento è stato fissato nella pineta di viale Libertà, dove ci sono i pini più alti del paese. Ho pensato che questa scelta sia stata determinata esclusivamente dalla proposta, votata in Consiglio comunale, di dedicare questo parco alla Resistenza, essendo Luca, da circa un anno, presidente della locale sezione ANPI. Il giovanotto mi spiega che “la pineta” è anche il luogo che gli ricorda la sua prima comitiva e le sue prime cotte di adolescente. Ancora oggi resta lo spazio cittadino dove preferisce passare del tempo libero a chiacchierare con gli amici, soprattutto nei caldi pomeriggi estivi, grazie alle deliziose granite di limone di Luigi che ha lasciato ormai la gestione del mitico chioschetto ai suoi figli. Conosco Luca dalla nascita e so che va fiero di aver sfilato, mano nella mano a mamma e papà, nei cortei più imponenti di questo terzo millennio contro la disoccupazione, il lavoro precario e leggi come quelle renziane della “buona scuola” e job act. La prima domanda che gli rivolgo sul tema ottiene una risposta kilometrica che mi è toccato purtroppo sintetizzare.

Per i giovani l’attività politica non è inserita nella lista delle priorità. È ben nota la tua passione per la politica. Ti senti controcorrente?

«Non credo di essere controcorrente! Piuttosto mi ritengo fortunato. Oggi i giovani, checché se ne dica, fanno politica, sono coscienti, discutono, si confrontano e avvertono l’esigenza di dire la loro su temi sociali, civili e ambientali. Anche davanti ad un “cocktail” mi è capitato di affrontare discussioni che avevano come oggetto la mancanza di lavoro, le disuguaglianze sociali, la disparità salariale tra uomini e donne. Tutto sta nella possibilità che viene data loro di esprimersi, ma soprattutto nell’intelligenza dei “grandi” di passare il testimone ai più giovani. Ad esempio, un paese come Trinitapoli soffre di una grave patologia e cioè quella di una supremazia intransigente da parte di una vecchia classe politica che prova grande difficoltà a rinunciare a cariche istituzionali, sfavorendo così l’ascesa di idee nuove e di progetti più attinenti alla realtà che ci circonda. Con questo non voglio essere frainteso, in quanto mi ritengo un antagonista degli scontri generazionali. Sento personalmente la necessità di ripristinare quei collettivi in cui “esperienza e freschezza” lottano affianco per il progresso della comunità. La mia fortuna sta nell’esser nato e cresciuto in un ambiente familiare dove ho avuto la possibilità, sin da bambino, di prender parte al dibattito politico e di frequentare un partito, il luogo oggi demonizzato e che dovrebbe ritornare alla sua funzione di far “crescere” cittadini consapevoli e informati».

Ti hanno eletto presidente della sezione ANPI locale che è frequentata soprattutto da giovani. Quali sono le attività che state programmando per i prossimi mesi?

«Aprire una sezione ANPI a Trinitapoli era una necessità che sentivamo da molto tempo. Abbiamo trascorso anni in cui il senso del 25 aprile veniva completamente stravolto. Anche la nostra cittadina è stata teatro di un revisionismo scellerato che si poneva il deplorevole obiettivo di ridimensionare i protagonisti e i valori della Resistenza. Quei valori che hanno dato vita alla nostra Costituzione, a principi che non possono essere oggetto di patteggiamento, che non possono essere messi in discussione e che non possono essere strumentalizzati a fini propagandistici. Per questo, insieme ad altri ragazzi, ho deciso di raccogliere le iscrizioni necessarie per aprire una sede a Trinitapoli. Abbiamo avuto subito un riscontro positivo da parte di decine di cittadini che con entusiasmo si sono tesserati, ed insieme a loro abbiamo inaugurato la nostra sezione intitolata ai due partigiani trinitapolesi Nicola Leone e Giuseppina Urbano. Nella fase organizzativa ci è stato molto vicino il presidente provinciale dell’ANPI BAT Roberto Tarantino, il cui sostegno non ci è mai mancato e che ha riposto molta fiducia in noi.

Spesso veniamo additati come dei nostalgici di un passato morto e sepolto. Essere ANPI oggi vuol dire in primo luogo essere antifascisti, ed essere antifascisti oggi vuol dire avere uno sguardo attento sul mondo moderno e su chi lo abita, preda appetibile di tutte quelle ingiustizie che devono essere assolutamente superate. Per cui l’antifascista non è solo colui che si oppone al fascista, riduzione che rischia di circoscrivere termine e significato a qualcosa di obsoleto e antico, ma è anche colui che lotta per contrastare i razzismi, la povertà, le disparità di genere, l’omobitransfobia, i problemi ambientali e climatici. Per questo stiamo programmando una serie di iniziative che avranno l’obiettivo di approfondire queste tematiche, attraverso incontri pubblici, manifestazioni e attività culturali. Il 26 novembre si terrà, nella sede della C.G.I.L. di Trinitapoli, il nostro primo congresso di sezione aperto al pubblico, dove ci sarà la possibilità di analizzare singolarmente i punti elencati precedentemente. Inoltre abbiamo deciso di inaugurare un club del libro nella nostra sezione, che consisterà in una serie di incontri mensili in cui, dopo aver letto un libro concordato periodicamente, confronteremo le nostre opinioni sull’opera letta».

In considerazione delle tue specifiche competenze, anche video-teatrali, che cosa proporresti di realizzare in futuro a Trinitapoli?

«Trinitapoli possiede un enorme potenziale sia dal punto di vista storico-culturale che paesaggistico. Basti pensare agli svariati racconti popolari e alle sue tradizioni folkroristiche: elementi preziosi che possono diventare spunti di ispirazione per produzioni artistiche. Ne è un esempio il cortometraggio realizzato da Flavio Labianca, giovane regista trinitapolese, che è riuscito a rendere visibile un piccolo spaccato di storia locale.

I Tre Colori della Notte”, così si intitola il corto fruibile su Youtube, non è semplicemente la trasposizione di un racconto del folklore popolare ma è soprattutto il risultato di un sentimento complesso nei confronti della nostra terra, la Puglia e in particolar modo Trinitapoli. Averci preso parte come attore è stato per me motivo d’orgoglio perché penso di aver contribuito a raccontare una storia che ci appartiene. Dietro un video di soli 8 minuti si nascondono intere giornate di lavoro, investimenti onerosi, e difficili (se non impossibili) introiti. Ritengo quindi che sia fondamentale che la città stimoli queste attività attraverso degli investimenti pubblici, cercando di snellire quanto più possibile gli iter burocratici, che nella maggior parte dei casi si rivelano essere mera pratica ostruzionista. Finanziare progetti che puntino a valorizzare la propria città deve essere una prerogativa di ogni amministrazione.

È inoltre opportuno investire in una struttura polifunzionale che dia la possibilità a tanti ragazzi di usufruire di mezzi gratuiti per poter realizzare progetti musicali, multimediali e teatrali. È necessario affinché non ci si debba rivolgere alle città confinanti più attrezzate; è necessario affinché si sopperisca all’asfissiante noia che si diffonde tra i ragazzi e che spesso trova sfogo in attività riprovevoli. Offrire loro l’opportunità di pomeriggi alternativi e stimolanti sarebbe un segno di intelligenza amministrativa».

La giornata di Luca Carulli è ormai piena di tanti impegni. Il più pesante è quello di convincere i suoi coetanei a partecipare al governo della propria città, a crearsi possibilmente un’attività lavorativa o perlomeno a tornare a Trinitapoli dopo aver acquisito competenze ed esperienze.

ANTONIETTA D’INTRONO

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