Non c’è alcun vincitore nella disputa trinitapolese “sì restare, sì viaggiare”

TRINITAPOLI - Ben vengano le fobie se producono opere come quella scritta dall’avvocato Raffaele di Biase, il giovane autore trinitapolese che ha imbastito in “Memorie di un fobico” una trama avvincente intorno alla paura di andare in aereo.

Ma sia benvenuta anche l’ansia di conoscere il mondo del fotografo viaggiatore Peppino Beltotto che ha invece visitato 54 nazioni di diversi continenti percorrendo 527.000 km in aereo, 5.700 km in auto, 2.235 miglia in nave e 8.300 km in treno.

Le due opposte filosofie di vita si sono materializzate nella Biblioteca comunale di Trinitapoli, con la complicità del Centro di Lettura Globeglotter, attraverso la visione delle foto mozzafiato di Peppino Beltotto, scattate in Africa, Asia, Europa e Oceania e la lettura “teatrale” di Raffaele di Biase delle pagine più pugliesi del suo libro.

A dirigere questa “singolar tenzone” è stato lo scrittore e autore televisivo Tommy Di Bari che ha mitigato la controversia tra gli stanziali e i globetrotter dimostrando che lo scrittore e il fotografo sono due facce della stessa medaglia e che “viaggiare” con la mente può dare la stessa felicità che prova chi guarda il mondo dal finestrino di un aereo.

È stato difficile per l’uditorio scegliere tra chi, come Raffaele di Biase, ha rinunciato a superare la sua fobia dell’aereo, perché le “brasciole” di cavallo dei lunghi pranzi “casalini” non hanno nulla da invidiare agli aromatici tè della Russia, e chi, come Peppino Beltotto, si è accontentato di mangiare soltanto riso per poter fotografare i coloratissimi e splendidi abiti delle danzatrici indiane e le cerimonie tradizionali della parte meno turistica dell’India.

È la Puglia, con i suoi profumi, i suoi struggenti tramonti sul mare, le sue controre e i suoi sapori a rendere stanziale chiunque, perché, secondo lo scrittore, la bellezza l’abbiamo sotto casa, a portata di mano.

Ma è anche la luce del deserto del Sahara, le strade innevate di Mosca, le città uzbeke dalle cupole dorate, la fisarmonica del quartiere di Montmartre che come dice il foto-viaggiatore “inteneriscono il core”.

Tommy di Bari è riuscito a mettere pace tra due persone che in futuro continueranno a seguire il loro itinerario di viaggio che conduce alla felicità.

Ne è convinto Peppino Beltotto, in procinto di partire per Vietnam, Indocina e Laos.

Ne è convinto anche Raffaele di Biase che, senza muoversi da casa, ha dedicato alla Puglia un “pezzo d’arte”, un inno al piacere di vivere in una regione dove le cartellate, Natale con le maniche corte, il sole accecante la mattina di Capodanno pongono inevitabilmente una domanda: perché cercare altrove?

ANTONIETTA D’INTRONO